• Leonardo Pini

L'intervista: Nico Mannion


FOTO: NBA.com

Intervista realizzata in esclusiva da Leonardo Pini e Fabio Ferri per TELE IRIDE, in collaborazione con Around the Game. Si ringraziano Nico Mannion e i Golden State Warriors per la disponibilità.





Cosa ti ha impressionato di più di Steve Kerr, sia dal punto di vista cestistico che umano?


Dal punto di vista cestistico, potete vedere quello che ha fatto con la squadra negli ultimi anni. Penso non sia qualcosa che accade per caso, devi avere un buon leader e lui è un grande leader. Chiaramente capisce la pallacanestro, ha giocato per molti anni come point guard. Adesso è un grande head coach e penso che entrerà nella Hall Of Fame per ciò che ha fatto da allenatore.


Il lato umano però mi colpisce ancora di più. È una delle persone più buone che ci siano. Ti dice le cose senza giri di parole, ti fa sapere cosa sta pensando. In questa organizzazione non si nascondono le cose, siamo come una grande famiglia. È il motivo per cui tutti siamo qua: tutti ci prendiamo cura l'uno dell'altro e vogliamo che ognuno abbia successo.


Va reso merito a Coach Kerr, la "culture" che c'è qua è stato lui a crearla. Ed è bello, per me, farne parte.

Tutti sappiamo che ci sono alcuni concetti che nel vostro sistema, nel sistema-Warriors, sono molto enfatizzati, come ad esempio la relocation. Come ti stai abituando a tutti questi concetti da assorbire?

Penso di star imparando abbastanza velocemente. Penso di essere un giocatore dall’IQ alto, quindi quello che si fa, lo imparo in fretta. E in più, i ragazzi che sono qua, i veterani, sono dei grandi insegnanti e dei grandi leader: ascoltare loro mi sta aiutando tremendamente.

Nico, com'è passare da "camper" (partecipante al camp) a compagno di squadra di Stephen Curry?

È strano. L'ho sempre osservato da quando ero piccolo. Andare al suo camp quando avevo 17 anni, credo, è stato per me un trampolino di lancio, e adesso essere stato chiamato al Draft e diventare suo compagno di squadra dimostra come la vita sia circolare, per via di tutte le cose che mi sono capitate. E anche James Wiseman era al camp, è divertente.


Avere avuto l'opportunità di andare al camp di uno dei miei giocatori preferiti ed essere adesso nella sua squadra è ancora oggi una sensazione surreale. Avere l'opportunità di imparare da lui... Secondo me è una delle migliori point guard ad aver mai giocato. Stargli intorno non potrà che farmi bene, ne trarrò benefici e imparerò molto.



FOTO: NBA.com

Ovviamente sei una delle facce nuove dei Dubs. Insieme a te, Golden State ha scelto James Wiseman, uno dei prospetti più chiacchierati dell'intero Draft. Qual è la tua prospettiva su di lui? Cosa ti aspetti? E com'è in allenamento?


Sarà un grande giocatore e lo sarà per molto tempo, credo. Per molto, molto tempo. È un giocatore diverso: 2 metri e 15 e può fare tutto. Sa tirare, sa stoppare, sa correre in campo aperto. E' la figura perfetta per noi, qualcuno che sa proteggere il ferro difensivamente e fare praticamente tutto in attacco.


È anche un bravo ragazzo: arriva presto, rimane fino a tardi in palestra, lavora veramente duro. Non posso complimentarmi abbastanza con James. È stato incredibile fino a qui e sta imparando molto velocemente. Penso che abbia fatto solo tre allenamenti "reali" prima della sua partita d'esordio, e ha giocato solo tre partite al College (Memphis). Il modo in cui sta giocando ora, quello che sta imparando, è incredibile da vedere. Penso che sarà molto, molto forte, per molto tempo.

Parlando del tuo contratto: è un 2-way contract, quindi potresti anche giocare per i Santa Cruz Warriors, in G League. Cosa ne pensi?

Onestamente non lo so, perché chissà quando inizierà la G League e cosa faranno. Ho 50 partite nel contratto con i Warriors e anche per questo motivo non mi sono nemmeno cambiato nelle prime uscite. La Regular Season è di 72 partite e io ho un contratto con 50 partite in cui posso essere in panchina. Sto aspettando, e quando il mio nome verrà chiamato dovrò farmi trovare pronto.

Adesso vorrei chiederti dell'Italia, della nostra Nazionale. Il Pre-Olimpico è la prossima estate in Serbia. Ci sarai? Cosa ti aspetti?

Se sarò convocato, sarò lì di sicuro, se ci sarà tempo e come ho detto se verrò selezionato, ma mi piacerebbe un sacco essere lì. Mi inorgoglisce molto dire che sono italiano e nato in Italia. È davvero qualcosa che mi rende orgoglioso.


Dalla squadra mi aspetto che chiunque venga convocato dia il proprio meglio. La mia sensazione dall'ultima volta che sono stato lì, è che tutti lavorino. Sono dei bravi ragazzi.


Quando avevo 17 anni, mi aiutavano molto, insegnandomi tutto ciò che dovevo sapere. Per me era la prima volta in cui giocavo a basket dovendo ascoltare e comunicare in italiano. Non l'avevo mai fatto. La terminologia per me era differente e mi ci è voluto un po' per stare al passo, ma loro sono stati bravi ad aiutarmi con le chiamate, la terminologia difensiva, qualunque cosa. Sarà un gruppo di bravi ragazzi che combatterà per ogni partita.

Speriamo in un pass per le Olimpiadi.

Yes, sir!

Parlando dell'Italia, chi consideri il miglior italiano ad aver giocato in NBA? Gallo? Beli?

Non lo so, non posso sceglierne uno... non posso andare contro il resto di loro! (ride).


Non dico il preferito, ma posso dire che l'Italia è stata rappresentata molto bene con i veterani che sono nella NBA: Belinelli, Gallinari, Melli, DiVincenzo. Anche Di Vincenzo è italiano e sta giocando molto bene. Ci sono diversi giocatori che hanno rappresentato l'Italia davvero bene.


FOTO: La Stampa

Chi sceglieresti, invece, tra LeBron James e Kevin Durant?

Non so. KD per me è uno dei migliori realizzatori di tutti i tempi, ma LeBron penso sappia fare tutto. Ha 36 anni e potete vedere quello che sta ancora facendo. Gioca nella NBA da metà della sua vita, è entrato nella Lega a 17-18 anni. Diventa costantemente meglio e questo è super-impressionante da vedere.


18 anni sono un tempo molto, molto lungo: quasi da tutta la mia vita, LeBron è nella NBA. È pazzesco pensarci da questo punto di vista.

La tua top-5 di tutti i tempi?

Vado con Michael, Kobe, e devo tirarci dentro Bron di sicuro. E poi vado con Kareem. Sono 4 giusto? Vediamo, probabilmente Magic; oppure, se si parla del più dominante, Shaq. Ma ci sono troppi giocatori tra cui scegliere.

Chi vincerà il Rookie of the Year?

Mmmmm, penso che James Wiseman abbia una possibilità concreta di vincerlo. Chiaro, sono di parte perché è un mio compagno di squadra, ma lo penso davvero.

Oltre al basket, quale sport segui? Tifi per qualche squadra?

Ho un paio di amici che giocavano a football, nella NFL: DK Metcalf e Quintez Cephus, che gioca per i Lions. Non direi che seguo una squadra, ma più gli amici per supportarli. Guardo il college football. Uno dei miei migliori amici delle scuole superiori fa il quarterback a Oklahoma. Direi che faccio il tifo più per i miei amici, che per una squadra.


Il football, comunque, è il secondo sport che guardo di più, insieme al basket sono probabilmente gli unici due che seguo. Ma non direi che ho una squadra preferita.



Un'ultima domanda, che chiude il cerchio. A chi affideresti il tiro decisivo per vincere il titolo, potendo scegliere?


Stephen Curry.





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