• Davide Corna

L'offseason dei Knicks sarà molto movimentata

I Knicks hanno giocatori giovani e diverse scelte al primo giro. E la carriera di Tom Thibodeau suggerisce che in offseason ci saranno movimenti importanti.


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Dylan Burd per The Knicks Wall e tradotto in italiano da Davide Corna per Around the Game, è stato pubblicato in data 4 Settembre 2020.



Sono passati più di sette anni dall'ultima qualificazione ai Playoffs dei New York Knicks. Non ci sono più tornati dopo la sconfitta con gli Indiana Pacers nelle semifinali della Eastern Conference del 2013.


Quella dei Knicks è la terza più lunga assenza dai Playoffs della Lega, dietro ai Sacramento Kings (14 anni) e ai Phoenix Suns (10 anni). E in una Lega in cui più del 50% delle squadre fanno i Playoffs, queste statistiche sono davvero pessime.


Fra il 2013 e il 2017, i Knicks hanno sempre cercato di aggiustare velocemente la squadra e di ottenere qualcosa dagli ultimi anni di Carmelo Anthony in maglia Knicks, senza preoccuparsi del futuro. Un esempio è la trade del 2013 per Andrea Bargnani, in cambio di Steve Novak (un beniamino dei tifosi), Marcus Camby, Quentin Richardson, una scelta al primo giro e due scelte al secondo giro. Ignorando completamente il fatto che Bargnani era propenso agli infortuni e aveva avuto soli 12.7 punti di media, con il 39.9% dal campo (30.9% da tre) nella stagione precedente.


Nel 2016 ci andarono ancora più pesante con questa strategia, acquisendo Derrick Rose e firmando Joakim Noah con un contratto di quattro anni da 72 milioni di dollari. Entrambi avevano chiaramente passato l'apice della carriera, e furono martoriati dagli infortuni.


Quando Anthony venne scambiato con gli Oklahoma City Thunder nel 2017, venne avviata una nuova fase di rebuild. Tutti i tifosi implorarono i Knicks di affrontare la ricostruzione "nel modo giusto", cioè tenere tutte o quasi le scelte al Draft, ed evitare scambi ridicoli nel tentativo di accelerare il processo.


Sono ora tre anni che i Knicks stanno seguendo questo metodo, eppure sono ancora nella stessa posizione da cui sono partiti. Ciò è dovuto in gran parte alla trade-Porzingis, ma anche ai fallimenti al Draft.


Una rebuild tramite il Draft può avere successo solo azzeccando le scelte e, tranne per Mitchell Robinson, i Knicks non ne hanno indovinata una (per RJ Barrett, volendo essere ottimisti, si può dire che ci sono ancora dubbi). Frank Ntilikina ha dimostrato qualcosa di buono in difesa, ma non molto altro, e la prossima stagione potrebbe lasciare la squadra, vista la scadenza del contratto. Kevin Knox ha fatto una seconda stagione largamente peggiore della prima, e si è piazzato fra i peggiori della Lega in numerose categorie statistiche.


Una ricostruzione di questo tipo non può durare per sempre, soprattutto a New York, il più grande mercato dell'NBA e la Mecca del basket. Ci sarebbero scambi e firme astute in grado di accelerare il processo di rebuild; tuttavia, per poterle fare, servono spazio salariale e scelte al draft. Due cose che ai Knicks mancavano tre anni fa, ma che ora hanno in abbondanza.


FOTO: NBA.com

Inoltre, i Knicks hanno assunto Leon Rose come President of Basketball Operations e Tom Thibodeau come head coach. Visto che Rose è alla prima esperienza da presidente, è probabile che non abbia intenzione di aspettare altri quattro o cinque anni per la ricostruzione senza qualificarsi ai Playoffs.


L'ingaggio di Thibodeau sembra proprio andare in quella direzione, visto che l'ex coach di Bulls e T-Wolves in sette stagioni da capo allenatore ha avuto un record perdente una sola volta, nel 2016/17, al primo anno nel Minnesota. La situazione dei Timberwolves in quell'annata è piuttosto simile a quella dei Knicks di oggi.


La franchigia veniva infatti da 13 anni senza Playoffs. Dopo quella stagione, in cui chiuse con un record di 31-51, Thibodeau mise insieme vari asset per acquisire Jimmy Butler, riuscendo poi a qualificarsi ai Playoffs con un record di 47-35 nel 2017/18.


Avendo a disposizione tre scelte (2020, 2021 e 2023) previste per la seconda metà del primo giro, acquisite con le trade di Marcus Morris e Kristaps Porzingis, oltre a diversi giovani e a un certo spazio salariale, aspettiamoci dei Knicks particolarmente aggressivi in questa offseason e in quella successiva, con la missione di migliorare il roster. Nessun giocatore attuale dovrebbe essere intoccabile, tranne forse Mitchell Robinson.


Secondo i dati di NBA.com di luglio 2019, in vista della stagione 2019/20 solo quattro squadre avrebbero iniziato la stagione con dei giocatori che avevano giocato almeno il 75% dei minuti totali di squadra nella stagione precedente. C'è molto movimento nelle offseason NBA, e nessuno può prevedere cosa succederà nella prossima. Nel 2018 ci fu lo scambio di Kawhi Leonard, nel 2019 Westbrook, George, Davis e Conley... Chissà chi potrebbe essere disponibile nel 2020.


In aggiunta alla possibilità di acquisire giocatori via trade, i Knicks potrebbero anche sfruttare gli asset per salire nel Draft, sia per migliorare la loro ottava scelta che per acquisire altre scelte.



In definitiva, ci sono diverse direzioni che Leon Rose può seguire, e i Knicks dovrebbero scegliere di essere aggressivi per migliorare il roster per la prossima stagione e quelle successive. Visto che queste opzioni non sono state disponibili nella storia recente della franchigia, e considerando anche i cambi nel front office e nel coaching staff, penso che la direzione sia quella di un importante cambiamento del roster.


In questa Lega è difficile ricostruire, senza iniziare a vincere delle partite mentre sei ancora in rebuild. Si tratta di un passo fondamentale per attrarre free agent e creare una cultura vincente nella franchigia; e questo è il motivo per cui credo che i Knicks saranno molto attivi in questa offseason.


Non sarebbe sorprendente se all'inizio della stagione 2020/21 i Knicks si presentassero con un roster profondamente diverso da quello attuale.





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