• Alberto Pucci

L'orgoglio nigeriano di Precious Achiuwa

Il 21enne dei Miami Heat avrà la possibilità che aspettava da anni: rappresentare il proprio Paese nelle Olimpiadi di Tokyo.


FOTO: The Undefeated

Questo articolo, scritto da Marc J Spears per The Undefeated e tradotto da Alberto Pucci per Around the Game, è stato pubblicato in data 22 luglio.



La Nazionale nigeriana è recentemente balzata agli onori della cronaca per la rumorosa vittoria contro Team USA del 10 luglio.


Si tratta di un gruppo molto giovane e formato per la maggior parte da giocatori nati o cresciuti negli Stati Uniti, in famiglie originarie del paese africano. Non tutti, però, sono accomunati da questa origine come immigrati di seconda generazione. Tra gli atleti della selezione olimpica nati e cresciuti in Nigeria spicca soprattutto un nome: Precious Achiuwa, centro dei Miami Heat.


Il rookie si è raccontato in un’intervista a The Undefeated:

“Per me è importante avere la scritta ‘Nigeria’ sulla maglia. Sono l’unico giocatore di questa squadra che non solo è nato, ma è anche cresciuto in Nigeria.”

Precious Ezinna Achiuwa è nato a Port Harcourt da Donatu ed Eunice, discendenti dell’etnia Igbo. Precious ha dei bellissimi ricordi dei suoi primi anni di vita nel sud del Gigante Africano:

“C'erano navi che arrivavano in continuazione. In un porto hai la possibilità di conoscere molte persone di nazionalità diverse. È un posto veramente cosmopolita.”

Achiuwa era attorniato dai suoi tre fratelli, God’swill, Promise e God’sgift, e dalle due sorelle Grace e Peace. I nomi, chiaramente di ispirazione religiosa, tradiscono la grande fede dei genitori dei 6 ragazzi, entrambi ministri di culto; una fede che, a detta di Precious, lo aiuterà a comprendere l’importanza di aiutare i meno fortunati.

“Mio padre lavorava con bambini che non avevano nulla. Una delle cose che mi piacevano di più era dare qualcosa a questi ragazzi, prendermi cura di loro, assicurarmi che avessero cibo e vestiti.”

Anche la passione per il basket dell'attuale numero 5 dei Miami Heat è nata in famiglia, con God’sgift che ha ispirato Precious lungo tutto il corso della sua formazione cestistica. Il fratello maggiore, infatti, è stato scoperto da coach Alex Nwora – padre di quel Jordan fresco campione NBA e olimpionico della nazionale nigeriana – ad un camp del 2008.


Da lì, God’sgift ha iniziato la propria carriera all’Erie Community College di New York, diventando, sempre sotto coach Nwora, uno specialista difensivo, tanto da meritarsi la successiva chiamata di St. John’s.


Precious, passato il primo innamoramento per il calcio, studia il Gioco con DVD che spiegano i fondamentali, arrivando addirittura a schiacciare per la prima volta in seconda media.

“Mio fratello mi chiamava sempre per chiedermi quanto fossi alto e io gli rispondevo ‘Boh, sarò 1,75-1,80’. Una volta mia ha chiamato e gli ho detto: ‘Ora sono 1,95!’. Al che lui mi ha risposto: ‘Ehi, inizia a giocare a basket’. E così ho fatto...”
“Guardavo quei DVD continuamente. Volevo solo migliorare, amavo il gioco così tanto. Da lì ho iniziato ad allenarmi e non ho più smesso.”

A 14 anni Precious raggiunge il fratello negli Stati Uniti. Uno shock culturale importante, mitigato solamente dal supporto di God’sgift.

“Ero un ragazzino e i miei genitori erano rimasti a casa. È stato difficile andarmene, mi hanno mandato là così piccolo. Ricordo il momento dei saluti, con tutta la famiglia all’aeroporto e io che entro da solo. Mi sembra folle, oggi.”

Foto: NCAA / Twitter

Il percorso americano di Achiuwa comincia con il passaggio liceale a St. Benedicst’s Prep, in New Jersey. In seguito, Precious passerà a Montverde Academy, in Florida. Proprio uscendo da quest’ultima, guiderà con 22 punti la classica partita tra All-American, entrando nei radar dell’Università di Memphis.


In Tennessee chiuderà la sua prima ed unica annata con 15.8 punti, 10.8 rimbalzi e 1.9 stoppate. Nonostante la stagione accorciata a causa della pandemia, quanto fatto con Memphis basta a Precious per essere chiamato con la scelta numero 20 al Draft dagli Heat, la squadra preferita proprio di God’sgift.


Sbarcato in NBA, il numero 5 ha chiuso la propria stagione da rookie con 5.0 punti e 3.4 rimbalzi ad allacciata di scarpe. A Miami, poi, ha imparato a conoscere KZ Okpala e Gabe Vincent, suoi compagni nella spedizione olimpica nigeriana guidata da Mike Brown.

“Mike Brown mi ha parlato della squadra, della struttura che voleva mettere insieme. Mi ha parlato del roster che voleva creare, degli allenamenti. Poi è arrivato il Covid-19 e i nostri discorsi si sono interrotti. Quest’anno abbiamo ricominciato da dove eravamo rimasti.”

I nigeriani arrivano a Tokyo con una carrellata di giocatori NBA: oltre a Precious, Vincent e Okpala, fanno parte dei 12 il già citato Jordan Nwora, Chimezie Metu, Micheal Gbinije, Josh Okogie, Miye Oni, Jahlil Okafor e Ekpe Udoh.


Se nessuna nazionale africana ha mai superato il primo turno dei Giochi, ci sono buone possibilità che questa selezione nigeriana ci riesca. Dopo aver sconfitto Team USA, infatti, le D'Tigers – che si presentano alla rassegna a Cinque Cerchi da quarti del ranking FIBA - hanno superato anche l’Argentina.



Achiuwa ha chiuso la preparazione con 7.3 punti e 6.3 rimbalzi in tre gare. La sua stoppata su Kevin Durant ha fatto il giro del mondo, mentre la sua solida prestazione contro l’Argentina (12 punti, 7 rimbalzi e 3 assist) ha rasserenato Mike Brown, che vede nel numero 55 lo specialista difensivo del proprio starting five.

“Si tratta di un talento unico, un giocatore dotato di grandi qualità. Sa palleggiare, sa passare e ha un’ottima fisicità. La sua velocità, la sua forza, il suo atletismo e il suo trattamento di palla sono fantastici. Oltre a tutto questo, può essere un centro da 200 milioni di dollari con la sua capacità di difendere su 5 ruoli, specialmente nella NBA odierna."
"Noi abbiamo bisogno che sia una minaccia al ferro, che lavori con i blocchi e che giochi molto pick&roll, creando nel pitturato. A renderlo unico, però, sono la sua forza e la sua capacità di segnare nonostante il contatto.”

Preparando i Giochi, Brown ha cercato di conoscere al meglio i propri giocatori. In queste conversazioni il coach di Golden State è entrato in contatto con l’orgoglio nigeriano del suo centro.

“Era esaltato dai risultati delle prime due sfide giocate a Las Vegas, non solo per la squadra ma per tutte le persone che conosce in Nigeria. Ha ancora molti amici e parenti laggiù. Il suo attaccamento per questo Paese è maggiore rispetto a quello di chiunque altro”.

Achiuwa aveva programmato un viaggio in Nigeria per il 2020, ma la pandemia ha reso incerto un suo ritorno a casa. Nonostante ciò, la sua famiglia e la sua terra sono nel suo cuore durante questa avventura olimpica.

“Il basket è meno seguito in Nigeria rispetto agli USA, ma per uno come me, che è nato e ha cominciato a giocare in Nigeria, questa esperienza è un grande onore.”