• Yuri Pietro Tacconi

L'ottimo secondo inizio di Derrick Rose ai Knicks

Per la seconda volta nella grande mela, D-Rose si è trasformato in un "distributore" sempre in cerca di tiri facili per i compagni, soprattutto i rookie.



Questo articolo, scritto da Harley Geffner per The Knicks Wall e tradotto in italiano da Yuri Pietro Tacconi per Around the Game, è stato pubblicato in data 16 febbraio 2021.



Giusto in tempo per San Valentino, il salvatore della franchigia dei New York Knicks, Leon Rose, ha deciso di portare Rose a New York.


Nelle sue prime quattro partite dopo che i Knicks hanno scambiato Dennis Smith Jr e una scelta al secondo round del 2021 di Charlotte, Derrick Rose ha tenuto medie di 13 punti e quasi 4 assist a partita. I numeri non balzano dallo schermo, ma il suo impatto in campo è stato palese per chiunque abbia guardato una qualunque di quelle 4 partite (3 delle quali sono state vittorie).


Riunendosi con il suo più volte ex-coach Tom Thibodeau, Rose ha immediatamente portato una presenza da veterano in campo. Si trova a suo agio con il modo di allenare di Thibs, e sta lavorando tutti i giorni con l’assistant coach Andy Greer per imparare rapidamente il playbook.


Rose ha già fatto suo il doppio ruolo di giocatore-allenatore: è lui che parla nell’huddle, che riunisce i giocatori in campo per far notare qualcosa durante i tiri liberi, che sta continuamente cercando di coinvolgere gli altri. Quella disponibilità a muovere la palla e trovare compagni con spazio, o dovunque ci sia un vantaggio, è probabilmente la più grande differenza dalla sua prima avventura con i Knicks.


I due cioccolatini per Obi Toppin qui sopra sono incredibili, e onestamente non sarebbero mai arrivati da Austin Rivers.


Nella prima esperienza con i Knicks di Rose, forse avrebbe tentato un complicatissimo e acrobatico layup, invece di trovare un compagno, come in questa azione:



Quegli incredibili layup, però, marchio di fabbrica di Rose, ogni tanto ci sono ancora, e vanno ancora a segno...



Considerando l’enorme impegno dei Knicks nella metà campo difensiva quest’anno (incredibilmente sono terzi nella NBA per Defensive Rating e primi nella percentuale dal campo concessa agli avversari), il grosso problema è al tiro da fuori. Il quintetto di partenza è pieno di non-tiratori, al momento. Nelle ultime settimane ci sono stati momenti in cui sembrava ci fosse davvero bisogno qualcuno che creasse gioco per i compagni e "accendesse la luce" in attacco.


La squadra è penultima in punti a partita, e nonostante la stagione mostruosa di Julius Randle, ci sono momenti in cui l’attacco fatica, quando è seduto o i suoi tiri non vanno a segno. RJ Barrett è incline a momenti di totale carestia in attacco, quindi ci possono essere momenti in cui, come nel terzo quarto contro Atlanta di qualche giorno fa, i Knicks non segnano per diversi minuti. Rose è perfetto per il ruolo di leader nei momenti di difficoltà: sa essere una scintilla per far ripartire l’attacco.


Contro i Rockets, i Knicks erano avanti, ma l'inerzia stava passando visibilmente nelle mano dei texani. Rose è entrato, ha attaccato con decisione il ferro e ha subito due falli in 30 secondi, il secondo dei quali ha avuto come risultato un and-one e fermare completamente il parziale dei Rockets.



Un altro esempio c'è stato nel secondo quarto della partita contro i Wizards: Rose è entrato e ha acceso l’attacco, realizzando in due possessi consecutivi un canestro e un assist perfetto per regalare a Toppin una schiacciata.



L'aggressività al ferro di Rose ha dato delle nuove soluzioni per la second unit, e Immanuel Quickley si è dimostrato un ottimo compagno di backcourt (abbiamo parlato QUI del suo clamoroso inizio di stagione).


IQ può essere un po’ passivo a volte in penetrazione; nonostante la sua finta di tiro apra spesso spazio, tende a ricorrere sistematicamente al floater, e questo - che certamente è un ottimo tiro - esclude la possibilità di far collassare la difesa nel pitturato e trovare uno scarico. Quando Rose va fino in fondo, invece, le difese devono aggiustarsi, e ciò porta spesso a tiri ad alta percentuale sugli scarichi.


Per ora l’esperimento Quickley-Rose ha fatto miracoli: prima del match contro gli Hawks, il reporter di SNY Ian Begley ha riportato che, nel piccolo campione di 59 minuti in cui hanno condiviso in campo, i Knicks fatto registrare frequentemente dei parziali positivi.


Nello stesso articolo Begley parla di come Quick, riguardo al giocare insieme a Rose, abbia detto:

“Per me, individualmente, è un aiuto sia in attacco e sia difesa. In attacco in particolare avere qualcun altro che può creare gioco semplifica tutto per me.”


Ovviamente per ora i due stanno giocando contro le second unit. Ma se il quintetto iniziale fa danni con la bully-ball di Randle e Barrett, ora la rotazione dei Knicks garantisce a Thibs delle certezze anche quando è tempo di far entrare le bench unit.


Idealmente, ci si aspetta che Elfrid Payton passi meno tempo in campo, con 25 o più minuti a testa per Rose e Quickley ogni sera. In ogni caso, quello che Thibs ha fatto con la rotazione delle guardie dall’arrivo dell'ex Piston ha funzionato finora.


E i Knicks, finalmente, stanno ottenendo delle vittorie con una discreta continuità.