• Francesco Capano

La corsa al ROY


FOTO: The Commercial Appeal

Questo articolo, scritto da Tonoy Sengupta per Sportskeeda e tradotto in italiano da Francesco Capano per Around The Game, è stato pubblicato il 2 marzo 2020.



Ogni anno la Lega assegna i consueti riconoscimenti individuali. Solitamente, i due premi che attirano di più l’interesse dei tifosi sono l’MVP, ovviamente, e il Rookie of The Year. Quest’ultimo, come dice il nome, premia il giocatore migliore al primo anno.


Nel corso degli anni abbiamo visto tanti giocatori vincere il ROY e avere una carriera da Hall of Famer, ma anche alcuni che non si sono affermati negli anni successivi. Lo scorso anno la battaglia tra Luka Doncic e Trae Young ha infiammato i fan, che hanno assistito all'ascesa delle due giovani stelle - che quest'anno hanno entrambe preso parte da starter all'All-Star Game.


Quest’anno, con l’arrivo nella NBA di Zion Williamson e Ja Morant, rispettivamente scelti alla numero 1 e 2 dell’ultimo Draft, l'assegnazione del ROY ha infiammato i tifosi come in poche altre occasioni. Entrambi sono arrivati in NBA con un "hype" enorme e aspettative altissime. Zion è considerato da molti il prospetto più interessante dai tempi di LeBron, e questa etichetta gli è stata attribuita prima ancora che l'ex Duke giocasse una partita tra i professionisti. La domanda che tutti si ponevano era se Zion e Ja sarebbero stati all’altezza delle aspettative che erano riposte su di loro.


Ja Morant sta riuscendo già al primo anno a trascinare i Memphis Grizzlies a lottare per i Playoffs nella Western Conference, nonostante il record negativo (33-49) della squadra nella scorsa stagione. Il suo impatto è stato veramente "immediato", più di quanto si aspettassero tifosi e media.


Morant ha registrato dei numeri incredibili per essere un rookie, ma non è il solo motivo per cui sta impressionando tutti. Ogni partita scende in campo con grande tenacia, sfruttando ogni chance per dimostrare a tutto il mondo chi è, giocando con incredibile energia sia in attacco sia in difesa. Forse il fatto di non essere stato chiamato con la prima scelta assoluta ha aumentato ancora di più le motivazioni del prodotto di Murray State...


FOTO: Sportskeeda

Morant viaggia attualmente a 17.6 punti di media, con 3.5 rimbalzi e 7.1 assist in meno di 30 minuti a patita. Inoltre le sue percentuali al tiro sono ottime, cosa assolutamente rara per un rookie a cui vengono consegnate le chiavi si una franchigia sin dal primo anno. Dopo 56 partite, tira con il 49.1% dal campo e con il 35.4% da dietro l'arco dei tre punti.


Insomma, in qualsiasi altra stagione nessuno avrebbe dubbi sul fatto che meriti il Rookie of the Year. C'è un solo giocatore che potrebbe sottrarglielo... Zion Williamson.


Sfortunatamente l'ex Duke ha dovuto rimanere fuori gran parte della stagione per un problema al menisco, ma non ha affatto deluso le aspettative una volta sceso in campo. I Pelicans, con lui, hanno dimostrato di avere le carte in regola per giocarsela con tutti. Al suo rientro dall'infortunio e debutto in NBA (23 gennaio), New Orleans aveva un record non entusiasmante, 17-27, ma da allora ha ottenuto 9 vittorie in 18 partite e ora si trova a 5 vittorie dai Playoffs. Ovvero, dai Grizzlies di Ja Morant.


Per il suo fisico, Zion ha un atletismo assolutamente fuori dal comune e uno stile di gioco decisamente inusuale, se non unico. Nella corrente era del pace-and-space, in cui gran parte dei giocatori ha sviluppato un buon tiro da tre punti, Williamson riesce a essere dominante giocando praticamente solo dentro al pitturato, dove "bullizza" anche i giocatori più fisici ed esperti della Lega. Nonostante non raggiunga neanche i 2 metri di altezza!


Da tre punti è partito forte (4/4 al debutto contro gli Spurs), ma da allora ha segnato una sola tripla e in totale è 5/12 in 17 partite. Che non sarebbe male, a livello percentuale, ma con un campione così ridotto (0.7 3PA a gara) ha più senso guardare all'esiguo numero di tentativi, che denota una scarsa sicurezza in questo fondamentale. Avrà tempo (non poco) per lavorarci.


FOTO: Sportskeeda

Zion, comunque, viaggia a 24.0 punti, 6.8 rimbalzi e 2.2 assist a partita in 29 minuti a partita, tirando con un incredibile 58.2% dal campo. E’ già diventato un incubo marcarlo, come molti veterani e allenatori hanno detto nelle ultime settimane.


Il punto, per la corsa al premio di ROY, è capire quanto potrà incidere il fatto che Zion abbia saltato per intero i primi tre mesi di Regular Season. Sarà davvero difficile prendere una decisione.


Mentre sia Zion che Ja stanno dimostrando al mondo intero il loro talento - per accaparrarsi il premio, ma soprattutto, come sottolineato dallo stesso Williamson, "per provare a ottenere l'accesso Playoffs" - i tifosi non possono che sfregarsi le mani, dato che le loro carriere sono ancora agli albori.


Per i fan della NBA, questi due ragazzi sono una solida garanzia per un futuro spettacolare.



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