• Yuri Pietro Tacconi

La corsa al sesto posto dei Dallas Mavericks

Con la stagione che si avvia alla fase conclusiva, i Mavs devono capitalizzare il loro momento di forma per evitare il Play-In Tournament.


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Davis Wilson per Dallas Sports Nation e tradotto in italiano da Yuri Pietro Tacconi per Around the Game, è stato pubblicato in data 6 aprile 2021.



Cosa c’è di così speciale nel classificarsi sesti?


Il formato degli NBA Playoffs è stato virtualmente invariato per l’intera storia della lega, con qualche piccolo cambiamento qua e là. Il più recente è arrivato nel 2003, quando l’NBA ha deciso che ogni singolo round avrebbe dovuto consistere in una serie di 7 partite, invece di tenere il primo round al meglio delle 5. È sempre stato semplice: le 8 migliori squadre di ogni Conference vanno ai Playoffs. Fino all’anno scorso, quando è stato introdotto il Play-In.


Nel 2020, le condizioni affinché si disputasse erano che la nona classificata fosse a un range di 4 vittorie di distanza dall’ottava. Quest’anno, e possibilmente anche tutti i seguenti, il Play-In sarà presente in modo diverso. La settima, l’ottava, la nona e la decima classificata dovranno prendere parte a un mini-torneo per assicurarsi un posto nei Playoffs.


Settima e ottava si scontreranno e la vincitrice otterrà il settimo posto. La perdente, invece, dovrà scontrarsi contro la squadra vincitrice della sfida tra nona e decima: chi ne uscirà indenne avrà l’ottavo seed. La settima e l’ottava dovranno vincere una sola gara per poter disputare la post-season, mentre saranno necessarie due vittorie alla nona e alla decima.


Negli scorsi anni bastava essere nelle prime 8. Oggi conta essere nelle prime 6 ed evitare completamente il play-in tournament.


Al momento i Dallas Mavericks (29-22) sono settimi nella Western Conference. Una partita e mezzo dietro a Portland, tre dietro ai Lakers (e quattro dietro ai Nuggets). È plausibile ipotizzare che Dallas superi una o due di queste squadre? Assolutamente sì.


I Mavs hanno dovuto fare i conti con un calendario tra i più difficili dell’intera Lega per iniziare il 2021. Oltre a questo, la squadra ci ha messo delle settimane per trovare una buona condizione e, giusto per non farsi mancare nulla, i problemi di Covid hanno colpito duramente Dallas.


Luka Doncic è rimasto fortunamente indenne, ma è arrivato a dicembre in cattiva forma fisica e molto freddo nel tiro da fuori. Ovviamente ha fatto dimenticare tutto ciò in fretta, ma l'inizio suo e dei compagni ha portato i Mavericks a un pessimo record di 9-14.


I media nazionali hanno dichiarato il team, e Luka Doncic, ridimensionati, senza neanche riconoscere tutti i pezzi mancanti alla squadra. Dopo quel duro periodo tra fine gennaio e inizio febbraio, Dallas ha messo insieme 10 vittorie in 12 partite. E oggi i Mavs sono ancora caldi. Hanno vinto 7 delle ultime 10 gare per un record di 29-22 in stagione: da quel terribile 9-14, hanno incastrato una striscia di 20 vittorie e 8 sconfitte. È incredibile l’effetto benefico di avere tutti i giocatori... Per quelli che non sono mai impazziti, buon per voi.


Lunedì scorso, Dallas ha battuto il miglior team della lega, gli Utah Jazz, senza Kristaps Porzingis, il tutto concedendo a Utah soli 103 punti. Nelle gare precedenti, Dallas ha tenuto i Knicks a 86 punti, e i Wizards a 87. L’idea alla base della scorsa offseason era mettere insieme difensori atletici e lunghi. La strategia sembrava inizialmente un disastro: i Mavericks a un certo punto erano tra gli ultimi per Defensive Rating in NBA. Ora, hanno raggiunto il 15esimo posto: nulla di incredibile, certo, ma considerando da dove partivano è notevole. Con Josh Richardson, Maxi Kleber e Dorian Finney-Smith in piena salute i problemi difensivi sono di gran lunga minori.


FOTO: NBA.com

Un’altra cosa positiva per i Mavericks è la remaining strength of schedule (consultabile QUI).


Da qui in avanti, Dallas ha uno dei calendari più semplici, sulla carta, della lega. Le partite più toste saranno contro Philadelphia, Miami, Brooklyn e i Los Angeles Lakers (2 volte, a fine aprile, e chissà se vedremo James e Davis in campo).


Guardando invece a chi li precede: i Blazers ha un margine di una partita e mezzo su Dallas, e ha il terzo calendario più difficile per il resto della stagione; i Lakers al momento sono privi dei loro due migliori giocatori, e hanno il quinto calendario più difficile.


Le cose sono decisamente favrevoli, da questo punto di vista, per Dallas, specialmente se riusciranno a restare sani. I Mavs chiudendo bene la Regular Season potrebbero fare un salto in classifica ed evitare le play-in games. A breve dovrebbe tornare disponibile anche il tiratore e veterano JJ Reddick, il che non potrà che far comodo all'attacco di Dallas.


Il prossimo mese sarà un primo bivio per le sorti della squadra in questa stagione.