• Nicola Ripari

La crescita difensiva di Luka Doncic


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Davis Wilson per Dallas Sports Nation e tradotto in italiano da Nicola Ripari per Around the Game, è stato pubblicato in data 20 gennaio 2021.



In soli due anni di NBA, Luka Doncic è già diventato una superstar.


Non solo è uno dei migliori giovani in circolazione, ma, in generale, è anche uno dei migliori giocatori della Lega. Il suo livello di rendimento è talmente alto da garantirgli una seria candidatura al premio di MVP: che cosa si può volere di più da questo fenomeno? Una buona difesa non sarebbe male...


La difesa è stata secondaria finora per Doncic. Il giocatore dei Mavericks ha incantato la Lega grazie al suo gioco offensivo. Un assist no-look dopo l'altro, oppure una tripla in “stepback” negli ultimi secondi di gara, o ancora una serie di palleggi e finte ubriacanti. La scorsa stagione, è sembrato che Luka infrangesse record a ogni partita disputata e la sua entusiasmante fase offensiva ha contribuito a far guadagnare a Dallas il miglior Offensive Rating della storia NBA.


Tuttavia, insieme alla sua magia offensiva, Doncic ha portato in dote anche una certa assenza difensiva. In questi due anni e mezzo in NBA, quella riguardante la difesa è stata la maggior critica ricevuta. I Mavs, però, ne hanno fatto una questione prioritaria, durante l’offseason.


I texani avevano subito mismatch costanti, durante la difficile serie di Playoffs contro i Clippers. E così, dopo la bubble, hanno provato a diventare decisamente più solidi difensivamente, cosa necessaria per fare più strada nella post-season.


Il front office di Dallas è intervenuto in free agency cercando di aggiungere giocatori con attitudine difensiva. Il cambiamento maggiore, però, doveva avvenire a livello di "cultura".


I giocatori di cui si dispone non sono così importanti, se poi non si ha la giusta cultura. A Dallas lo sappiamo: gli ultimi Mavs campioni NBA, nel 2011, ne avevano una esemplare.


E una squadra non può pensare di cambiare interamente la propria identità, se non lo fa prima la sua superstar. Quest'anno il cambio di mentalità di Doncic è parso evidente.


FOTO: NBA.com

Dopo aver posto l'accento sull'importanza di migliorare difensivamente durante la scorsa offseason, il giocatore di Lubiana ha fatto seguire i fatti alle parole, e ha iniziato a far registrare dei career high in diverse categorie statistiche, migliorando soprattutto nella difesa in isolamento.


Nei primi 12 incontri, Doncic ha fatto registrare 1.1 steal e 0.8 stoppate a partita, entrambi migliori dati in carriera. La scorsa stagione, in 61 partite, Doncic aveva stoppato in totale 14 tiri, in questa stagione ha fatto registrare il suo massimo di 4 in un’unica partita, contro Charlotte. E sul campo di Denver, nella vittoria di Dallas ai tempi supplementari, ha rubato 5 palloni.


Ma a prescindere da queste statistiche "base", finora abbiamo assistito da parte sua a un consistente miglioramento in diverse situazioni di gioco. Per conferma, si faccia un test visivo.





Durante le sue prime due stagioni, non avevamo visto particolari miglioramenti in questo senso da parte dello sloveno. Quest'anno, invece, è evidente che la difesa sia diventata una sua priorità.


Nel 2019/20, Doncic era nel 30esimo percentile per efficienza difensiva nei possessi in isolamento. Nel primo mese di quest’anno, invece, ha concesso soltanto 0.42 punti, posizionandosi così nel 90esimo percentile.


Lo spettatore occasionale probabilmente sarà sempre portato a pensare a Doncic come a un pessimo difensore, solo perché questo è il suo unico limite da quando è entrato nella Lega. Tuttavia, anche quando non viene testimoniato dalle statistiche, è possibile osservare che il suo atteggiamento non è più passivo, ora.


Luka sta provando a trasformarsi in un giocatore “two-way”. Sta cercando di mettersi sulle linee di passaggio, contestare meglio i tiri, far sentire più contatto all’avversario, e si sta dimostrando in grado di difendere su più giocatori che in passato.


Sta tentando di contribuire alla creazione di una cultura vincente a Dallas, aumentando in primis il suo impatto difensivo. E in questa squadra, tutto parte da Luka Doncic.