• Alessandro Di Marzo

La crisi d'identità dei Minnesota Timberwolves



Questo articolo è stato pubblicato da Double Clutch e tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game.


I Minnesota Timberwolves si stanno rivelando, per l’ennesima volta, una pessima quadra. E la pazienza dei tifosi è sempre meno.


A inizio stagione ci si aspettava che potessero compiere un ulteriore passo avanti, puntando almeno ad arrivare tra le prime 10 a Ovest, per poi sperare di giocarsi l’accesso ai Playoffs tramite il Play-In. Oggi, però, il record recita 6-17, il secondo peggiore dell’intera Lega dopo quello dei Pistons (5-18).


Di certo l’assenza di Karl-Anthony Towns, in campo solamente 4 volte da inizio stagione, sta pesando. Ma limitarsi a questo sarebbe sbagliato, perché i problemi da sistemare in casa Wolves sono davvero molti prima che si possa tentare di dare una svolta a questo preoccupante periodo.

Towns rappresenta una grande mancanza per Minnie. Il gioco e gli spazi che crea KAT per Minnie non possono certamente essere replicati dal suo sostituto, Naz Reid, che pur sta giocando in modo discreto. Ma ciò che è emerso è un problema di fondo, strutturale: il sistema di gioco costruito attorno al centro si è rivelato completamente a corto di soluzioni, in sua assenza.


L'attacco di coach Ryan Saunders è attualmente il secondo peggiore dell'NBA, con un Offensive Rating di 104.6 e una True Shooting del 53.3%.


Il GM Gersson Rosas secondo molti aveva fatto un ottimo lavoro nell'ultima offseason, costruendo un supporting cast apparentemente adeguato per sostenere il duo composto da D'Angelo Russell e Karl Anthony Towns.


Malik Beasley (oltre 20 punti a gara dal suo arrivo a Minneapolis), Juancho Hernangomez, Ed Davis, Ricky Rubio e, ovviamente, la prima scelta assoluta dell'ultimo Draft, Anthony Edwards. Aggiungendo anche Josh Okogie e Jarrett Culver, le due scelte al primo giro dei Draft del 2018 e 2019, sembrava che Minnie avesse composto un nucleo piuttosto convincente. Cosa è andato storto, quindi?


FOTO: NBA.com

Dopo 16 anni ai Rockets alla corte di Daryl Morey, Rosas è passato ai T-Wolves con idee offensive chiaramente ispirate alla Moreyball e ha affidato l’incarico di valorizzarle a coach Saunders. Il piano in questa stagione ha funzionato, ma solamente per le prime 2 partite.


Minnesota offensivamente ha sicuramente talento, ma anche diversi punti deboli - e sembra che il sistema della squadra riesca a mettere in risalto solo questi ultimi. Il caso di D-Lo lo testimonia abbastanza chiaramente: è un grande attaccante, lo ha dimostrato anche a Golden State, ma in questo contesto sembra terribilmente limitato.


Il margine di miglioramento è evidente. Rubio, ad esempio, sta disputando probabilmente la peggiore stagione delle sue 12 in NBA.


Lo spagnolo ha una visione splendida, ma il sistema prevede che lui giochi molto (troppo) senza la palla in mano. Nella maggior parte dei possessi lo si vede attendere fuori dall’arco, ma Rubio non è e non sarà mai un giocatore efficace se utilizzato in questo modo, come dimostrano i suoi numeri di quest'anno: 6 PPG (-7.0 rispetto all'anno scorso a Phoenix), 5.9 APG (-3.1), 35.2% FG (-6.3%), 16.1% 3P (-20.1%).

La squadra sta portando avanti un sistema “read and react” che, tuttavia, il roster sembra non assorbire e quindi interpretare al meglio. Questo sistema, la giovinezza del roster e la conseguente poca esperienza non aiutano a trovare certezze in un momento di grande difficoltà.


Il pick&roll è l’anima del loro gioco, ma KAT risulta essere l’unico membro della squadra capace di fare la differenza in questa situazione. Il risultato? I Wolves sono tra le 10 squadre dell'NBA che ricorrono maggiormente ai PnR, ma sono tra le peggiori cinque per punti prodotti in questa situazione di gioco.


Questo sistema, quindi, per ora non ha fatto altro che mostrare i punti deboli dei giocatori. E i problemi non si esauriscono a questo lato del campo...


FOTO: NBA.com

Con una quantità enorme di brutti tiri e palle perse, gli avversari di Minnesota si ritrovano molto spesso con la palla in mano e situazioni di vantaggio da sfruttare. La difesa davanti alla quale si trovano, poi, facilita molto il lavoro da svolgere.


Questo è probabilmente il punto più doloroso e spiega perché i Wolves continuino a buttare via molti vantaggi durante le partite delle ultime settimane. La squadra attualmente ha il 22esimo Defensive Rating della Lega (112.1), concedendo il 47.5% dal campo (23esimi), il 37.5% da tre (19esimi) e il 28.7% di rimbalzi offensivi (30esimi) agli avversari. I problemi derivano, spesso, dalla difesa in transizione, dove Minnesota concede 1.33 punti per possesso (28esimi).


La difesa, insomma, non sta sicuramente aiutando un attacco in evidente "crisi d'identità". Rosas e Saunders, però, sanno che questa è una squadra da più di 6 vittorie in 23 partite.


È facile incolpare i giocatori e l’ambiente intrinseco della franchigia, che non ha mai avuto una cultura vincente; ma se oggi Minnie si trova all’ultimo posto, le ragioni risiedono proprio nel disegno del General Manager e dell’allenatore, che i trovano a questo punto costretti a cambiare qualcosa per sperare che la squadra inizi a risalire dal fondo della Western Conference.


Magari, anche con l’aiuto di Towns... ma non soltanto.







Around the Game nasce con l’obiettivo di avvicinare gli appassionati italiani alla pallacanestro NBA, attraverso due tipologie di contenuti: i contributi realizzati e pubblicati dai membri interni della redazione (diffusi a titolo gratuito, senza scopo di lucro, protetti da copyright e soggetti a legislazione vigente in materia di diritti d'autore); e articoli tradotti delle testate estere in collaborazione con AtG, pubblicati e tradotti in italiano dalla nostra redazione. I contenuti del secondo tipo, i cui diritti d’autore appartengono alle testate giornalistiche da cui sono stati pubblicati originariamente, sono all’interno della sezione “Traduzioni” e vengono selezionati, tradotti e pubblicati da AtG solo dopo la ricezione da parte delle fonti di esplicito ed esclusivo consenso relativo a questa attività.

Around the Game non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza una periodicità prestabilita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, non può essere considerato un prodotto editoriale.

 

Alcune immagini sono prese dal web: se un contenuto è di tua proprietà e vuoi richiederne la rimozione, oppure per qualsiasi questione relativa ai diritti d’autore, ti preghiamo di inviare una mail a questo indirizzo: pr.aroundthegame@gmail.com

Fondatore e Direttore: Andrea Lamperti -  Fondatore e Web Manager: Ferdinando Dagostino

© 2017 by Around the Game.  Prodotto da SaidiSEO.com