• Claudio Biolchini

La dimensione fisico-atletica Devin Booker

Alcuni "segreti" dello scorer da Kentucky University che sta trascinando i Phoenix Suns in questi Playoffs.


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FOTO: NBA.com

I Phoenix Suns sono arrivati all Western Conference Finals (che guidano 1-0, attualmente) giocando probabilmente il miglior basket della Lega in questi Playoffs. Questo per merito soprattutto di coach Monty Williams, che ha saputo plasmare un gruppo unito e proporre un basket solido in entrambe le metà campo, con giocatori capaci di leggere le situazioni che si presentano davanti.


Punto di riferimento in questo sistema è Devin Booker, scorer clamoroso, capace di segnare da ogni posizione e in diverse situazioni di gioco. Il suo impatto offensivo nei primi Playoffs in carriera ha dimostrato la sua maturità (e anche che, nel 2021, c'è ancora un'utilità e un'efficacia nel tiro dal mid-range, che rappresenta il 50% delle sue conclusioni).


D-Book si è preso responsabilità extra - e le luci della ribalta - in assenza di Chris Paul, fermato dal Covid prima dell'inizio delle WCF. Non è un caso che la prima tripla-doppia (da 40 punti, tra l'altro) in carriera del figlio di Melvin sia arrivata proprio in Gara 1 contro i Clippers, con CP3 che seguiva la gara a distanza, isolato nella propria abitazione.


In questo articolo cercherò di analizzare come alcun caratteristiche atletiche di Booker rendano unico il suo skillset offensivo. Spesso, infatti, ho la sensazione che gli osservatori (pochi attenti), ammaliati dalle sue prodezze tecniche, tendano a trascurare il lato fisico e la dimensione atletica.


Anche le mani più delicate, infatti, si devono inserire in un telaio perfetto per creare un campione. E Devin si sta dimostrando proprio questo nelle ultime settimane: un campione.



Una delle prime cose che impressiona di Booker è quanto salti per tirare, con che rapidità, e come sia sempre perfettamente perpendicolare al parquet. Non disperde alcun centimetro della sua notevole elevazione.


Servono delle ottime caviglie, dorsali e addominali per trasformare una corsa orizzontale (molto veloce) in un salto perfettamente verticale. Tutto questo rende il suo pull-up jumper molto più difficile da contestare.



Un fondamentale ormai sempre meno frequente, ma non per Devin: il mid-range jumper, dove lui ha il 50% in Regular Season (su 638 tentativi) e il 52% nei Playoffs (127). Complessivamente, è tra i migliori in NBA.


Il suo corpo non è mai troppo in avanti mentre palleggia, neanche dopo un arresto improvviso. Questo, insieme alle doti fisiche e coordinative di cui sopra, gli permette di recuperare istantaneamente il suo equilibrio verticale. Il tutto con un'esplosività devastante.


Se dovessimo scattare una foto al momento in cui il pallone lascia la sua mano, sembrerebbe una statua.



La sua infanzia come giocatore di post-basso (è cresciuto molto presto, lo ha raccontato lui stesso di recente) evidentemente gli è stata utile. I suoi appoggi sono velocissimi, i suoi piedi si sollevano sempre il giusto dal terreno, per risparmiare tempo.


La grande rapidità di piedi sostiene delle accelerazioni dal palleggio e degli arresti che spezzano in due le difese avversarie, e non lasciano scampo in situazione di transizione.


Quando Booker riesce a creare separazione (anche minima) dal difensore, la sua shooting form è sempre straordinariamente compatta e verticale, anche dopo un arresto o un movimento che lo aveva allontanato dall'equilibrio.




In campo aperto, D-Book è infermabile. Usa pochi palleggi per coprire grandi porzioni di campo, il difensore ha poco tempo per capire le sue intenzioni e reagire; sa assorbire bene i contatti ed è in grado di recuperare istantaneamente, in volo, la posizione di tiro. Serve grande forza muscolare tra addominali e dorsali, per ricompattarsi e trovare subito il riferimento del ferro.


E poi, gli angoli che sa trovare - con o senza uso del tabellone - e come sa chiudere in queste situazioni:



Anche da una posizione che non sembra di prontezza, è capace di partenze brucianti o tiri improvvisi. Riesce a mettere a terra o far volare la palla in un attimo, anche quando sembra star guardando il taglio di un compagno.




Palleggio all'indietro, le gambe si distendono, lo sguardo non è rivolto a canestro, Carmelo Anthony crede di potersi rilassare un attimo e invece... bang! Tre punti.


Tutte queste skills fisico-atletiche devono ovviamente essere esaltate anche dalle scelte e dalle letture della difesa. Booker è notevolmente migliorato come ball-handler sui P&R, passando nel 2021 da 0.92 a 1.02 punti per possesso, con una frequenza rimasta simile al 2020. In questi Playoffs, complice la presenza a singhiozzo di Chris Paul, ha dovuto gestire più possessi in questo frangente, 9.2 a partita. L'efficienza non ne ha risentito: 0.98 PPP.


Il famoso "snake", cioè girare appena superato il blocco formando una specie di S, è diventato un movimento che ha meccanizzato alla perfezione, creando più occasioni per il suo tiro dal mid-range. A tratti, in questo, sembra una copia di CP3, suo compagno e mentore. Ci può essere un complimento migliore?