• Luca Rusnighi

La Dragic Ball continuerà contro i Bucks?


FONTE: NBA.com

Questo articolo, scritto da Thomas Lamming per Double Clutch e tradotto in italiano da Luca Rusnighi per Around the Game, è stato pubblicato in data 29 agosto 2020.



Goran Dragic è stato un giocatore dominante nei Playoffs finora, rivestendo un ruolo chiave nel 4-0 rifilato nel primo round dagli Heat ai Pacers, quarti in classifica nella Regular Season.


Con una media di 22.8 punti, 5 assist, 4 rimbalzi e 1.3 palle rubate in 34.2 minuti a partita, il 34enne non si accontenta di essere il primo marcatore degli Heat nei Playoffs, ma fa anche registrare queste cifre con un eccellente 48.1% dal campo e un 41.4% dall’arco su 7.3 tentativi a gara.



LA TIGRE E IL DRAGIC


Dragic si è visto riassegnare il posto in quintetto in sostituzione dell’ottimo rookie Kendrick Nunn, che ha dovuto lasciare la “bubble” prima dei Playoffs per ragioni personali. E una volta tornato nello “starting five”, lo sloveno non se n’è più andato, ripagando abbondantemente la fiducia di Eric Spoelstra.


Al centro di voci piuttosto insistenti nel 2019 che lo vedevano parte di una trattativa con i Dallas Mavericks (che puntava a rendere possibile l'arrivo dell’allora free agent Jimmy Butler agli Heat), Dragic era a un passo dall’essere ceduto, ma finì per restare in Florida. E adesso siamo nel 2020, e nei Playoffs The Dragon sta attraversando un periodo di forma eccezionale, proprio quando la sua franchigia ha più bisogno di lui.


FONTE: NBA.com

L’abilità dell’ex All-Star nel creare gioco e tirare direttamente dal palleggio è stato un fattore chiave nel successo degli Heat nella serie con Indiana. Un esempio su tutti, la vittoria per 113-101 in Gara 1, conquistata grazie ai 21 dei 24 punti di Dragic nella seconda metà della gara (14 nell’ultimo quarto).


Stessa storia in Gara 2: lo sloveno è partito in sordina nelle prime due frazioni e ha segnato solo 4 punti, per poi scaldarsi dopo l’intervallo e metterne a referto altri 16, tutti fondamentali. L’ennesima performance da leader dell’ex Phoenix lo ha visto infilare 8 punti pesantissimi negli ultimi 12 minuti, che hanno aiutato Miami a prevalere per 109-100.


La cosa interessante è che la sua spiccata propensione a fare canestro quando conta l’ha portato al terzo posto nella classifica per punti segnati nell’ultimo quarto tra tutti i giocatori dei quintetti base dei Playoffs 2020: per lui 9.5 punti, dietro solo a Donovan Mitchell e Jamal Murray (che stanno facendo cose incredibili nella serie tra Jazz e Nuggets) - e davanti a Kawhi Leonard, James Harden e Damian Lillard.



L’ANNO DEL DRAGIC


In Gara 3 del primo turno si è visto un Dragic molto più aggressivo sin dalla palla a due. Ha cominciato a tirare già nella prima metà della partita, mettendo a referto 18 punti con 7/10 dal campo e 4/6 da tre: un altro preziosissimo contributo ai 74 punti degli Heat all’intervallo, record di franchigia. Attivo in entrambe le metà del campo, l’uomo di Lubiana ha chiuso con 24 punti, conditi da 6 assist e 3 palle rubate a chiosa di un’altra performance importante nei Playoffs.


Due dei suoi tre recuperi sono arrivati nell’ultimo quarto, in primis quello "schiaffo" alla palla dalle mani di TJ Warren durante un possesso chiave negli attimi finali della partita. Con Miami avanti per 116-112 negli ultimi 36.7 secondi, lo sloveno si è trovato a marcare Warren al di là della linea da tre. Grazie a un ottimo movimento dei piedi, è riuscito a indirizzare il pallone a Butler, che ha rimediato il fallo ed è poi andato a a capitalizzare due tiri liberi che hanno portato gli Heat sul +6.


Gara 3 è terminata 124-115: una vittoria consolidata da giocate vitali di Adebayo, Butler e Dragic nella volata finale e che hanno portato la serie sul 3-0. In campo più di ogni altro nella serie (137 minuti) ad eccezione di Adebayo, Goran ha inoltre fatto registrare il miglior rating difensivo (98.2) nel quintetto base di Miami, cosa straordinaria se si pensa che non è noto per essere un gran difensore.


Sin dal suo ritorno tra gli starter, Dragic non solo sta giocando da All-Star, ma sta anche assumendo un crescente ruolo da leader. In campo lo si vede spesso dare consigli a giovani come Bam Adebayo, Tyler Herro e Duncan Robinson.


Nella sua quinta stagione in Florida, The Dragon ha finito per sposare in pieno la famosa Heat Culture e il lavoro sta portando i suoi frutti in questa post-season.


In Gara 4, lo sloveno è tornato al modus operandi adottato nei primi due confronti: partito piano con solo 3 punti e 1/6 nella prima metà, si è messo in mostra con 20 punti dopo l’intervallo, 13 dei quali nell’ultimo quarto. Ancora una volta ha preso in mano le redini della squadra, spazzando via i Pacers per 99-87 nonostante un Butler in panchina con una spalla slogata.



DRAGIC BALL


Goran è stato il miglior marcatore della serie con 91 punti, davanti a Malcolm Brogdon (87), Warren (80) e Butler (79). Superando in questi Playoffs i due compagni di squadra, entrambi All-Star, l’ex guardia di Phoenix e Houston si è fatta sentire in entrambe le metà del campo.


Ora, se gli Heat intendono scioccare l’NBA e proseguire ancora nella postseason, dovranno necessariamente contare sull'impatto del loro veterano per continuare ad esprimersi a questi livelli contro la squadra favorita dell'Est, i Milwaukee Bucks.


Contributo di Adebayo e Butler a parte, Dragic dovrà riprendere a segnare con costanza per dare a Miami una vera chance d’imporsi nelle Semfinals della Eastern Conference.


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