• Yuri Pietro Tacconi

La forza di non mollare: Christian Wood

Il lungo degli Houston Rockets ha aspettato a lungo prima di riuscire a dimostrare che questo è il suo mondo.


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Marc J. Spears per The Undefeated e tradotto in italiano da Yuri Pietro Tacconi per Around the Game, è stato pubblicato in data 6 gennaio 2021.



Alcuni ricordi dolorosi passavano per la mente di Christian Wood, mentre firmava un contratto con gli Houston Rockets lo scorso novembre: 3 anni, 41 milioni di dollari.


Undrafted.

Rilasciato da più squadre NBA.

Tagliato da una squadra in Cina, addirittura prima che giocasse una partita.

Un'infinità di trascorsi in G-League.


Ma nonostante tutto, Wood ha sempre creduto in sé stesso e in questa offseason è stato finalmente ricompensato. Il 25enne dei Rockets ne ha parlato in un’intervista telefonica con The Undefeated:

“Il contratto a lungo termine significa moltissimo per me. Fa finalmente vedere quanto ho lavorato duro e quanta strada ho fatto, dal minimo salariale di un contratto non garantito, all’essere rilasciato così tante volte che non le saprei contare, al firmare per 3 anni e 41 milioni. È incredibile. E non per fare lo 'spaccone', ma penso di valere anche di più di quella cifra.”

Il centro di 2 metri e 8 centimetri sta tenendo medie di 23.6 punti, 10.0 rimbalzi e 2.0 stoppate a partita per i Rockets, una squadra che - per ora - include stelle come James Harden e John Wall.


Uno dei papabili candidati al premio di Most Improved Player, Wood è la nota positiva di Houston, in mezzo alle difficoltà che ha suscitato la richiesta di James Harden di essere scambiato a una contender.


Stephen Silas, il nuovo head coach dei Rockets, era assistant coach negli Hornets quando Wood giocava lì, durante la stagione 2016/17. Per il tecnico, “C-Wood” merita tutto quello che ha ottenuto.

“Sta avendo successo e la gente ha finalmente l’occasione di vedere di cosa è capace. E ora che la posizione di centro è cambiata, va tutto a suo vantaggio. A Charlotte era un ragazzino, ora è maturato ed è diventato forte. Molto forte.”

DA UNDRAFTED A VAGABONDO


Wood si dichiarò eleggibile per l'NBA Draft 2015, dopo il suo anno da sophomore a UNLV, in cui tenne medie di 15.7 punti, 10.0 rimbalzi e 2.7 stoppate a partita. ESPN lo piazzava nel secondo round, ma Wood era convinto che avrebbe potuto essere scelto verso la fine del primo dai Los Angeles Lakers o dai Memphis Grizzlies.


La sera del Draft si riunì con famiglia e amici per una festa in una suite di hotel a Las Vegas. Ma non lo chiamarono né i Lakers, né i Grizzlies. E nemmeno le altre 28 squadre.


Wood ne parla come di “una delle peggiori notti” della sua vita, e in seguito venne a conoscenza del fatto che a essere messa in discussione fosse la sua etica lavorativa. Al tempo 19enne, Wood iniziò a mettere in discussione anche sé stesso.


Wood la sera del Draft, nel momento in cui realizzò di non essere stato scelto
“Quello fu un momento buio per me, iniziai a pensare - Quando avrò un contratto in NBA? Riuscirò a provvedere alla mia famiglia? È stato duro. Ma sono riuscito a superarlo. La mia fede e la mia mentalità dopo quella sera è semplicemente stata: spacca tutto e mostra al mondo cosa sei!”

Wood iniziò la sua carriera proprio con i Rockets, giocando la Summer League del 2015. Ma Houston non gli offrì un contratto, così firmò al minimo per i Philadelphia 76ers. Wood avrebbe quindi giocato a sprazzi in 17 partite durante la stagione 2015/16 e avrebbe speso la maggior parte del suo tempo con l’affiliata in G League, i Delaware 87ers, con medie di 17.3 punti e 9.4 rimbalzi.


La stagione successiva firmò con i Charlotte Hornets, ma la musica non cambiò. Giocò poco con anche qui, seppur tenesse medie di 19.6 punti e 10.1 rimbalzi nella loro affiliata di G League, i Greensboro Swarm. Silas vide il potenziale di Wood, ma ai tempi il giovane aveva bisogno di crescere ancora molto.

“Ho visto un giocatore molto talentuoso fare parecchie cose. Ma era giovane e incostante.”

Dopo l’esperienza in Summer League con Mavericks e Suns nel 2017, Wood non ricevette nessuna offerta NBA, così firmo con i Fujian Sturgeons della Chinese Basketball Association.


Ma circa un mese dopo il suo arrivo, gli Sturgeons aggiunsero alla squadra un altro ex-giocatore NBA, Mike Harris, e rilasciarono Wood prima che la stagione iniziasse. Wood lo vide come un campanello d’allarme.

“Quello fu uno dei più grandi test della mia vita. Io pensavo di aver talento da NBA, di poter giocare nella NBA... e poi Fujian mi rilasciò. Dicendo che non ero bravo abbastanza. Non pensavano che io fossi pronto a giocare nella CBA... Per me era abbastanza folle, e quello è stato il momento in cui qualcosa è scattato. Non avevo opzioni rimanenti. Ero stato tagliato da un team in precedenza, e poi anche in Cina. Quindi, a quel punto, ero di nuovo lì che cercavo un posto nell’NBA. Dovevo fare qualsiasi cosa in mio potere per cercare di entrare in una squadra - il che voleva dire tornare in G League.”

Wood ebbe una gran stagione in G League con gli 87ers nel 2017/18, con medie di 23.3 punti e 10.4 rimbalzi a partita. Ma non giocò neanche una partita per i Sixers.


Nella stagione 2018/19, ai Milwaukee Bucks, dominò letteralmente la G League con i Wisconsin Herd, tenendo medie di 29.3 punti e 14.1 rimbalzi a partita. Ma giocò in sole 13 partite per i Bucks e fu un'altra volta tagliato (waiver), lasciandolo a sognare che cosa sarebbe potuto accadere se avesse avuto l’opportunità di dividere il campo con il due volte MVP Giannis Antetokounmpo.



“Stavo cercando di capire perché non riuscissi ad avere minuti in campo a Milwaukee e cosa dovessi fare per poter giocare con la squadra. Capisco che al tempo erano il team numero uno della Lega... ma stavo registrando numeri davvero ottimi.”

I New Orleans Pelicans reclamarono i diritti sul giocatore dai waivers il 20 marzo 2019, e fu lì che, secondo C-Wood, l’allora coach dei Pelicans Alvin Gentry lo aiutò a cambiare la traiettoria della sua carriera, dandogli l’opportunità di giocare.


Wood sfruttò al massimo il suo tempo a New Orleans, viaggiando a 16.9 punti e 7.9 rimbalzi di media in 8 partite. L’allora appena assunto general manager dei Pelicans David Griffin rilasciò poi Wood il 15 luglio 2019 per firmare JJ Redick; ma nonostante fosse appena stato tagliato, per la quarta volta, Wood era convinto di essere a un passo dalla svolta.

“Molti sarebbero crollati, o avrebbero detto che non faceva per loro, dopo essere stati tagliati per la seconda o la terza volta. E magari avrebbero rinunciato, dopo essere stati tagliati da una squadra anche all’estero. Ma dopo tutto, dovevo solo essere resiliente e non smettere di provarci. E così sono riuscito ad arrivare fin qui, scommettendo su me stesso.”


IL MOMENTO DELLA SVOLTA


L’ex assistente general manager dei Detroit Pistons, Malik Rose, vide il talento di Wood. C’erano però un sacco di piccole cose che continuavano ad arrecare danno alla reputazione di Wood, soprattutto lontano dal campo, nella stagione 2018/19.


Malik Rose, nella chiacchierata con The Undefeated, ha parlato soprattutto di immaturità, puntualità e difficoltà a concentrarsi:

“Senti tutte queste cose in giro... Non è mai stato nulla di serio, più che altro cose da testa dura. In ritardo agli allenamenti. In ritardo al bus di squadra. Non riusciva a concentrarsi su una giocata. Saltava qualche sessione in palestra. Ma solitamente do corda ai giocatori giovani su queste cose, specialmente ai millennials. Quando avevo 21, 22 anni, neanche io prendevo le migliori decisioni possibili.”

Rose e i Pistons reclamarono Wood dai waivers il 17 luglio 2019. Una fonte riferisce che furono l’unico team a fare un waiver claim per Wood.



L'head coach Dwane Casey si innamorò velocemente del suo gioco su entrambi i lati del campo e spinse molto affinché Wood riuscisse a far parte della squadra. E così Christian riuscì a "battere" il veterano Joe Johnson, che stava lottando con problemi di salute, per l’ultimo posto disponibile del roster 2019/20 dei Pistons.


Parte della crescita di Wood - come confermato da lui stesso - deriva anche dalle maniere forti che ha usato Casey, quando commetteva errori o aveva momenti di vuoto in allenamento o in partita.

“So che è molto talentuoso e ho fatto di tutto per far sì che fosse qui. Ora, sto cercando di insegnargli ad essere un gran giocatore. Deve semplicemente fare le cose giuste, comportarsi nella maniera giusta. Se l’avesse fatto prima non avrebbe giocato per cinque squadre diverse, perché è un giovane molto talentuoso. Presto arriveranno risultati per lui.” (Dwane Casey, 2019)

Wood riuscì a tenere medie di 13.1 punti e 6.3 rimbalzi in soli 21 minuti a gara in 62 partite per i Pistons, durante la stagione 2019/20. Chiudendo la stagione con il 56.7% dal campo e quasi il 40% da dietro l’arco. Dopo l’All-Star Break, il momento della definitiva svolta: il suo gioco è passato a un altro livello, viaggiando a 24.0 punti, 9.6 rimbalzi e 1 stoppata a partita, prima che la pandemia chiudesse la stagione dei Pistons l’11 marzo.


Wood dà merito a Casey per la sua stagione incredibile.

“Ha sempre avuto fiducia in me. Giocavo sempre dietro Andre Drummond e Blake Griffin ai tempi, ma lui diceva - Questo ragazzo ha talento, dobbiamo dargli un’opportunità! Ed è quello che ha fatto.”

I punti di forza di Wood lo hanno reso un free agent intrigante nella passata offseason. I Piston avevano interesse a rifirmarlo, ma una fonte NBA ha riferito che i Rockets hanno offerto una somma più sostanziosa. Di conseguenza, il 20 novembre Wood ha acconsentito ad una sign-and-trade con i Rockets.



Il contratto gli garantisce 13 milioni di dollari nella sua prima stagione, dopo averne ottenuti un totale di 4.3 nelle sue passate esperienze in NBA. Inoltre, lo ha riportato da coach Silas e gli ha dato l’opportunità di giocare - almeno per ora - con All-Star come Harden, Wall e Cousins.


“Mi piace giocare con loro. Abbiamo un ottimo rapporto. James è una tra le guardie migliori della lega nell’eseguire il pick&roll, e io penso di essere tra i migliori lunghi in questo. Se ci metti insieme, è un duo difficile da contenere, in particolare negli ultimi minuti di partita. E poi c'è John, se riesce a tenere il livello a cui sta giocando ora... allora siamo veramente un team tosto da battere ad Ovest.”

Insomma, c’è voluto un po’, ma finalmente Wood si è assicurato un posto nell’NBA. Non bisogna aspettarsi che si senta soddisfatto, però. Ora sente la pressione di essere un giocatore di alto livello.

“Ha molto da dimostrare, ancora. Noi tutti come team abbiamo molto da dimostrare. Ma è partito alla grande.” (Stephen Silas)

Wood ha raccontato di avere come obiettivi personali diventare un All-Star in questa stagione e vincere il premio di MIP nel 2021; e, più avanti, di ottenere un altro contratto importante quando diventerà free agent di nuovo, a 27 anni.


Ma più di ogni altra cosa, ha dentro una lezione che non dimenticherà. “I miei trascorsi nel basket mi rendono umile. E questo è un nuovo inizio per me, ne sono orgoglioso.”





Around the Game nasce con l’obiettivo di avvicinare gli appassionati italiani alla pallacanestro NBA, attraverso due tipologie di contenuti: i contributi realizzati e pubblicati dai membri interni della redazione (diffusi a titolo gratuito, senza scopo di lucro, protetti da copyright e soggetti a legislazione vigente in materia di diritti d'autore); e articoli tradotti delle testate estere in collaborazione con AtG, pubblicati e tradotti in italiano dalla nostra redazione. I contenuti del secondo tipo, i cui diritti d’autore appartengono alle testate giornalistiche da cui sono stati pubblicati originariamente, sono all’interno della sezione “Traduzioni” e vengono selezionati, tradotti e pubblicati da AtG solo dopo la ricezione da parte delle fonti di esplicito ed esclusivo consenso relativo a questa attività.

Around the Game non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza una periodicità prestabilita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, non può essere considerato un prodotto editoriale.

 

Alcune immagini sono prese dal web: se un contenuto è di tua proprietà e vuoi richiederne la rimozione, oppure per qualsiasi questione relativa ai diritti d’autore, ti preghiamo di inviare una mail a questo indirizzo: pr.aroundthegame@gmail.com

Fondatore e Direttore: Andrea Lamperti -  Fondatore e Web Manager: Ferdinando Dagostino

© 2017 by Around the Game.  Prodotto da SaidiSEO.com