• Marco Cavalletti

La free agency dei Sixers: tranquilla, o troppo tranquilla?



Questo articolo, scritto da David Murphy per The Philadelphia Inquirer e tradotto in italiano da Marco Cavalletti per Around the Game, è stato pubblicato in data 23 novembre 2020.



Ti accorgi che i Sixers sono tornati divertenti quando Zhaire Smith viene scambiato per Tony Bradley, e tu esamini la notizia come un papiro contenente un vangelo gnostico.


Forse il numero più grandioso di Daryl Morey è stato proprio quello di convincere il mondo di non esistere.

Certo, non ci sono garanzie che, nel momento in cui leggerete tutto questo, Bradley non sarà già in viaggio verso la sua terza squadra in 24 ore, e che l'intera NBA non si starà meravigliando di come un giocatore di rotazione al quarto anno si sia rivelato l'elemento determinante in una blockbuster trade che potrebbe rendere i Sixers gli stra-favoriti ad Est... Ma le deadline vanno rispettate, e poiché una deadline incombe sul sottoscritto per la stesura di questo articolo, non si può che riconoscere che, ad oggi, la free agency dei Philadelphia 76ers sia stata quantomeno poco entusiasmante.

I Sixers, ora, spenderanno $3.5 milioni per Tony Bradley, un centro che, dati i minutaggi abituali dei due giocatori davanti a lui nelle rotazioni, si troverà di fronte alla concreta possibilità di doversi allacciare le scarpe e rimboccarsi le (figurate) maniche. Tutto questo invece di spendere $3.2 milioni per un giocatore, Zhaire Smith, che è riuscito ad alzarsi dalla panchina in 15 delle 171 partite giocate dai Sixers dal giorno della sua acquisizione al Draft del 2018.

Ecco l'unica notizia degna di nota in una free agency che, per Philadelphia, si è rivelata decisamente tranquilla. Scambiando Smith per un giocatore il cui futuro contrattuale è incerto, Morey ha sostanzialmente confermato il fatto che il resto della NBA veda il contratto di Zhaire come poco più che soldi buttati. Bradley, che è stato impiegato per 11.4 minuti di media in 58 partite con i Jazz nella scorsa stagione, è uno dei quattro centri già acquisiti dai Pistons in questa offseason, assieme a Dwayne Dedmon, Mason Plumlee e Jahlil Okafor. Se mai aveste sperato che Smith potesse rivelarsi anche solo un asset marginale in una trade per una star, è probabile che l'operazione di Morey dica molto riguardo alle vostre aspettative.


FOTO: NBA.com

Detto questo, è difficile pensare che il roster attuale di Philadelphia sia quello che vedremo ai Playoffs la prossima stagione. La domanda che aleggia sulla testa dei Sixers è quella relativa a quanto possa di fatto cambiare fra oggi e l'inizio della stagione.


Quando Morey ha preso il timone, ha avvertito i fan di non attendersi dei cambiamenti radicali fin dal primo giorno. Le sue prime mosse hanno rispecchiato le aspettative dei più cauti. Scaricare il contratto di Al Horford nel libro paga di qualcun'altro; scambiare Josh Richardson per un giocatore che complementi meglio Joel Embiid e Ben Simmons; aggiungere un centro di riserva (veterano) che possa rimpiazzare Horford. Fatto, fatto e fatto.

Raggiungendo questi tre obiettivi - e portando a Phila: Seth Curry, Danny Green, Dwight Howard e alcuni altri contratti che potranno facilitare trade future - Morey ha messo i Sixers nella posizione di iniziare la stagione 2020/21 come squadra più funzionale rispetto a quanto non sia mai stata a partire dallo scorso Natale. Sarebbero una squadra da 50 vittorie, se la stagione iniziasse oggi, con Embiid, Curry e Green ad affiancarsi a Simmons e Tobias Harris nel quintetto iniziale, e con una panchina non troppo diversa da quella della scorsa stagione. Non male come punto di partenza.


FOTO: NBA.com

Il futuro prossimo appare promettente, se si considera la flessibilità di cui ora dispone la squadra. I 76ers hanno ancora bisogno di due cose: un giocatore in grado di creare dal palleggio e uno che possa difendere i 4 avversari; e dovrebbero essere in grado di fare delle aggiunte, con gli ultimi free agent rimasti oppure via trade.

Al momento, risulta improbabile pensare che i Sixers siano decisi ad aggiungere una star prima dell'inizio della stagione. Data l'offseason ridotta e l'incertezza che circonda la prossima stagione e i due anni rimanenti nel contratto di James Harden, i Rockets non sembrano granché incentivati a cedere alle richieste della propria superstar.


Sul fronte dei free agent, i Sixers avrebbero avuto bisogno di una sign-and-trade e di diverse manovre importanti per potersi permettere di attingere dal top del mercato, e l'unico giocatore che poteva rappresentare un obiettivo realistico - Bogdan Bogdanovic - è ora fuori mercato.


Benché Morey abbia fornito ai Sixers più flessibilità per soddisfare ogni necessità salariale in una trade, rimane il fatto che l'ex GM dei Rockets non ha granché oltre Simmons ed Embiid per convincere una squadra a separarsi da una star affermata.

Tutto questo ci lascia in attesa di vedere cosa Morey abbia in mente per completare il roster entro la trade deadline. Il mercato dei free agent annovera ancora diversi nomi interessanti: Rondae Hollis-Jefferson (come ala difensiva con un discreto ball-handling per dare dei minuti a Simmons), Reggie Jackson (come point guard con un buon tiro da tre punti), e altri ancora. Il mercato delle trade offre diverse point guard di grande esperienza, come George Hill, che è già stato scambiato due volte questa stagione e che è attualmente membro degli Oklahoma City Thunder, coi quali i Sixers devono ancora completare ufficialmente la trade per Al Horford.


Per il momento, Tony Bradley è a Philadelphia, e Zhaire Smith è a Detroit, e le cose potrebbero non cambiare molto più di così. Come si suol dire, questo è. Per ora...