• Alberto Pucci

La nuova vita da playmaker di Jaylen Brown

Con la perdita di Gordon Hayward, i Celtics potrebbero aver bisogno di dare più spesso la palla in mano a Jaylen Brown, sia in questa che nelle prossime stagioni.


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Tim MacLean per Celticsblog e tradotto in italiano da Alberto Pucci per Around the Game, è stato pubblicato in data 4 dicembre 2020.



Alcuni giorni dopo l’eliminazione dei Boston Celtics da parte dei Miami Heat nelle Finali della Eastern Conference, Danny Ainge, president of basketball operations della franchigia del Massachussetts, ha dichiarato ai media di credere che Jaylen Brown sia pronto per il grande salto.

Non sono sorpreso dal progresso che ha avuto, né da come stia diventando un grandissimo giocatore sotto i nostri occhi. Penso sia pronto per assumere ruoli più importanti, per avere maggiori opportunità, e non potrei essere più felice di averlo a Boston ed essere al suo fianco in questa fase della sua carriera”.

Brown è migliorato davvero tanto nei suoi anni a Boston.


Arrivato ai Celtics nel 2016 dopo aver giocato per la University of California-Berkeley, Brown oggi non è più quell’ala atletica ma tecnicamente acerba dei tempi del college. È cresciuto nel tiro e nel proprio gioco in transizione, aree in cui è riuscito a migliorarsi fino a permettergli non solo di guidare palla in mano il contropiede, ma anche di concludere in prima persona le opportunità create in transizione.


Ma cosa c’è nel futuro cestistico di Jaylen Brown?


La domanda potrebbe aver trovato una sua risposta nel momento in cui Gordon Hayward ha deciso di uscire dal suo contratto coi Celtics per accasarsi agli Hornets, con cui ha firmato un contratto da 120 milioni di dollari in quattro anni.


A causa del suo trasferimento, infatti, gran parte delle responsabilità di playmaking della squadra oggi non hanno più un padrone ben definito; buona parte di queste verranno certamente divise tra Kemba Walker, Jayson Tatum, Marcus Smart e il nuovo arrivo Jeff Teague, ma è più che lecito pensare che Brown sia tra i primi in fila per assumersi maggiori responsabilità nella creazione di gioco.


E visto che il pick&roll è una parte enorme dell’attacco dei Celtics, ha senso iniziare dall’analisi di questa situazione di gioco.


Boston, lo scorso anno, è stata la sesta squadra della NBA per frequenza di utilizzo del pick&roll, oltre ad essere stata la seconda - insieme ai Mavs - per punti per possesso generati da questo tipo di giocata: 0.98.


Hayward era una parte molto importante di questo. Ha giocato 230 possessi da ball-handler, terzo dato più alto tra i giocatori a roster, e le sue doti da creatore di gioco in queste situazioni dovranno certamente essere rimpiazzate.


Al contempo, Brown ha visto un grande incremento nel suo utilizzo come ball-handler tra il 2018/19 e il 2019/20, passando da 58 possessi a 147. Nonostante l’effettiva produttività non sia cambiata poi di molto (passando da 0.85 punti per possesso a 0.87), i suoi numeri dello scorso anno non sono così lontani da quelli di Hayward:



Questi numeri, comunque, non ci devono far credere che Brown sia, in questo momento della sua carriera, un playmaker al livello di Hayward. Le cifre, tuttavia, ci dicono che Brown non dovrebbe fare molto di più di quello che già fa, per essere nella condizione di rimpiazzare Hayward in quella specifica situazione.


Quelle carenze che Brown ha ancora nelle letture più complesse, infatti, sono compensate dal maggiore atletismo, che mette le difese più sotto pressione. Questo atletismo obbliga le squadre avversarie a prendere decisioni difficili, come ad esempio: quando Brown guida la transizione palla in mano, permettergli di sfidare uno contro uno il suo diretto avversario, o prevedere un aiuto cercando di togliergli le sue linee di penetrazione e obbligandolo a cercare l’uomo libero?


Spesso gli avversari scelgono la seconda opzione, confidando nel fatto che le letture del #7 possano essere discontinue. Le sue medie in carriera parlano chiaro: 2.2 assist e 2.3 palle perse a partita.


Vediamo questo tipo di scelta delle difese avversarie nell'ultima partita di Regular Season contro i Raptors:


Brown sfrutta il blocco di Theis e trova Marc Gasol dopo il cambio; Lowry ruota leggermente per evitare la penetrazione, lasciando Hayward libero di prendersi un tiro prima che possa recuperare. L’assist trovato in questa circostanza da Brown non è una grande lettura, ma ci mostra come sia in grado di fare questa semplice giocata - e, spesso, è tutto ciò che serve alla squadra.


Comunque, se coach Brad Stevens non volesse utilizzare più frequentemente Brown in queste situazioni, ci sono altri scenari di gioco in cui Jaylen potrebbe essere coinvolto come creatore di gioco.


Similmente a quanto detto per il pick&roll, i Celtics potrebbero spesso mettere Brown in situazioni in cui ha totale libertà di attaccare il ferro dal palleggio. Ha avuto una media di 8.5 penetrazioni a partita la scorsa stagione, scegliendo di passare il 29.8% delle volte, con 0.5 assist e 0.6 palle perse in queste situazioni. Non si tratta, nuovamente, di numeri grandiosi, ma le immagini sono più incoraggianti, perché mostrano la sua abilità di attaccare i lunghi in aiuto e passare ai compagni smarcati col tempismo giusto:



In questo video i Celtics hanno colto la difesa dei Wizards leggermente fuori posizione in transizione; Walker passa a Brown, che poi usa la sua maggiore rapidità per lasciare sul posto Rui Hachimura e andare a canestro; Thomas Bryant aiuta sulla penetrazione, cercando di evitare una schiacciata facile a Brown; il 7 di Boston legge l’aiuto e aspetta che Bryant si stacchi completamente, per poi servire il liberissimo Enes Kanter per due punti facili.


Sopra di 14 nel finale di partita, quella di Brown appare come una giocata semplice. Forse, in un’altra situazione, Brown avrebbe potuto vedere anche Isaiah Thomas in aiuto e sarebbe riuscito a sparare un passaggio fuori per la tripla aperta di Carsen Edwards.


La speranza è proprio questa: che Brown continui a fare le giuste letture, aumentando il proprio coinvolgimento in queste situazioni di gioco, senza fare passi indietro. È un ragazzo molto intelligente, sia dentro che fuori dal campo - in quella famosa intervista, Ainge ha parlato anche del suo ruolo molto importante all’interno delle proteste del movimento Black Lives Matter; e oggi sembra una sicurezza puntare sulla sua capacità di migliorarsi ancora.


Certo, l’offseason abbreviata non darà l’opportunità né a lui né alla maggior parte dei giocatori di apportare cambiamenti significativi al proprio gioco. Col tempo scopriremo se Jaylen sarà in grado di assumere questo ruolo.


Brown potrebbe sorprendere molte persone in questa stagione, dimostrando a tutti le sue accresciute abilità nel creare basket per sé e per gli altri. Per un giocatore incredibilmente dotato sotto il profilo atletico e molto pericoloso con la palla in mano, l'ago della bilancia sarà fare le scelte giuste in queste situazioni.