• Riccardo Pilla

La parola a Danny Ainge


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Questo articolo, scritto da Keith P. Smith per Celtics Blog e tradotto in italiano da Riccardo Pilla per Around the Game, è stato pubblicato in data 1 ottobre 2020.



Il General Manager Danny Ainge ha tenuto la sua prima conferenza stampa della offseason dopo la sconfitta in Gara 6 contro Miami che ha sancito l’eliminazione dei Boston Celtics in finale di Conference.


Ainge ha toccato diversi argomenti, che vanno dalle riflessioni sulla stagione appena conclusa alla crescita della squadra, fino ai piani per il futuro. Di seguito i punti più interessanti emersi dall’incontro.


Quando ad Ainge è stato chiesto che cosa ha imparato in questa stagione, la sua risposta è stata:

“Quanto sono forti i nostri giocatori e quanto stanno migliorando. Quanto sono speciali Jayson Tatum e Jaylen Brown. Quanto siamo solidi quando Kemba Walker e Gordon Hayward sono in salute. Purtroppo gli infortuni ci hanno molto condizionato, ma allo stesso tempo abbiamo imparato tanto sul team e sulle persone che lo compongono. Abbiamo anche imparato che non siamo forti abbastanza”.

Ainge ha le idee chiare sul perchè i Celtics non hanno sconfitto Miami:

“Abbiamo perso, e questo è un fatto. Credo che avessimo buone possibilità di vincere. La sensazione di poter eliminare gli Heat c’era, ma purtroppo non è andata così. Ci hanno sconfitto meritatamente. Hanno giocato meglio i momenti più importanti della serie e ho grande rispetto per loro e per i risultati che hanno raggiunto in questa stagione. Proveremo a migliorarci l’anno prossimo”.

Pizzicato sulla chimica di squadra, Ainge ha dichiarato di aver visto una squadra unita. L’unico episodio caldo si è verificato con Jaylen Brown e Marcus Smart, ma non sono certo eventi del genere a stupire un GM del suo calibro:

“Non è la mia prima stagione NBA e queste cose possono succedere, specialmente con agonisti deteminati a vincere come loro. Non vedo per forza questa cosa come negativa”.

Se potesse tornare indietro, Danny rifarebbe le scelte che ha fatto?

“Il roster era molto profondo. Con Gordon e Kemba in salute sarebbe stato tutto diverso. Abbiamo provato a migliorare il roster. Ci siamo impegnati a fondo, ma non ci sono mai state le condizioni giuste. Non penso che avrei fatto nulla di diverso” .

La trade deadline di quest’anno ha segnato il quinto anno consecutivo in cui i Celtics non sono riusciti ad aggiungere giocatori al roster. Se da un lato Boston è sempre molto attiva sul mercato durante la offseason, bisogna tornare alla stagione 2014/15 per rintracciare una trade in stagione regolare...


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Kemba Walker ha iniziato ad accusare un problema al ginocchio sinistro a fine dicembre, che lo ha tenuto fermo per alcune partite. A parte qualche limitazione di minutaggio, la cosa non ha più di tanto condizionato il numero di presenze, ma secondo Ainge era chiaro che non stesse bene:

“Si vedeva che non era il solito Kemba, anche se lui non lo ammetterebbe mai, nè allo staff nè tantomeno a me o alla stampa. Anche in partite in cui ha brillato, si vedeva che fisicamente non era quello di inizio stagione. Faremo il possibile per recuperarlo al 100%. Sia chiaro, anche così si è dimostrato un ottimo giocatore, ma non era lo stesso di prima. Non c’è cosa più frustrante per un atleta di non poter performare al proprio livello”.

Ainge ha anche aggiunto che Walker sarà seguito con un piano personalizzato per tutta la offseason, ma ha escluso ad oggi un ricorso alla chirurgia. Kemba, secondo Ainge, ha un ruolo fondamentale nello spogliatoio:

“Abbiamo scoperto le sue doti di leadership. Soprattutto con i più giovani è stato fantastico. Mi dispiace solo che non abbia potuto essere al 100% durante i Playoffs più importanti della sua carriera”.

In tema di leadership, ad Ainge è stato chiesto un commento sulla crescita di Jaylen Brown, sia come giocatore che come persona. Il GM dei Celtics non ha avuto dubbi in proposito:

“E' un ragazzo eccezionale. Sono orgoglioso di come il suo gioco si stia sviluppando. Nessuno che abbia avuto il piacere di conoscerlo si sorprenderebbe mai della sua crescita. E’ speciale. Lo so dal primo momento in cui l’ho incontrato. I suoi miglioramenti non mi stupiscono. Sono felice della sua crescita. Non potrei essere più contento di averlo con noi in squadra”.

Parlando di offseason, Ainge ha abilmente aggirato qualche domanda sulla possibile estensione contrattuale di Jayson Tatum. Ha sottolineato che, per le regole NBA, non è ancora concesso loro di discuterne: “Jayson sa quanto lo ammiro e a lui piace stare qui. Sono fiducioso che troveremo una soluzione”.


Sempre in ambito offseason, poi, Ainge ha parlato del prossimo mercato:

“C'è del lavoro da fare, su questo non c’è dubbio. Non mi farò troppo condizionare dalla sconfitta con Miami, di misura e contro un avversario molto forte. Ci sono però alcune cose che mi piacerebbe fare per rinforzare la squadra. Ci lavoreremo”.

La situazione attuale proietta Boston in luxury tax per il 2021, ma Ainge non è preoccupato:

"Lo sappiamo da tempo e ci siamo preparati. La cosa non ci condizionerà”.

Al prossimo Draft, i Celtics avranno a disposizione tre chiamate al primo giro e una al secondo, a cui si aggiungono tra i 12 ed i 14 giocatori dell’attuale roster che molto probabilmente verranno confermati. Gli è stato chiesto se questa situazione condizionerà le sue scelte:

“E' chiaro che ne terremo conto. Abbiamo molte scelte e dobbiamo decidere come gestirle. A noi piace scegliere i migliori giocatori disponibili, ma ci sono momenti in cui bisogna valutare opzioni diverse. Analizzeremo attentamente tutte le variabili e poi prenderemo le nostre decisioni. L’abbondanza ci offre anche il lusso di poter far fare esperienza in G-League a qualche giovane”.

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Ainge ha dedicato gli ultimi minuti della conferenza stampa a due giovanissimi giocatori della squadra, Robert Williams e Romeo Langford.


Ha sottolineato che l’esperienza nella bolla è stata molto formativa per Williams, che ha potuto spendere tanto tempo con gli allenatori senza distrazioni esterne. Ha avuto diversi infortuni, ma ora sembra molto maturato.


Anche su Langford, la fiducia dei Celtics rimane alta, nonostante i problemi fisici. Il giocatore infatti ha iniziato la sua esperienza in NBA in convalescenza; si è poi fatto male alla caviglia in G-League a novembre ed è appena stato operato per risolvere un problema al polso. Ainge si è detto comunque ottimista:

“Sapevamo che avrebbe saltato la Summer League lo scorso anno. Sapevamo che avrebbe avuto bisogno di tempo, ma ha già mostrato ottimi segnali. E’ forte mentalmente e ha un grande futuro davanti a sè”.

Nel complesso, Ainge è sembrato felice dei progessi della squadra, ma anche consapevole che il gruppo è chiamato al definitivo salto di qualità per puntare a vincere. Non si è espresso sul futuro di Gordon Hayward ed Enes Kanter, risottolineando che le regole NBA non lo permettono ancora. Senza troppi dettagli, Ainge è comunque sembrato suggerire alcuni cambi nella squadra per la prossima stagione. La cosa non sorpende nessuno, considerato il roster così numeroso e le quattro scelte al prossimo Draft.


Quanto cambiare e quanto confermare di una squadra che si è sì dimostrata forte, competitiva e in crescita, ma che, a detta dello stesso Ainge, non è stata “good enough”?


Qualche mese e avremo tutte le risposte.




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