• Claudio Biolchini

La roulette russa dei Sixers

L'avvicinamento alla ripresa della stagione per la franchigia più controversa della Lega: i Philadelphia 76ers.


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FOTO: NBC Sports

Che versione dei Philadelphia 76ers troveremo nella "bubble" di Orlando?


La ormai nota brutta chimica di squadra e l'assenza del fattore campo - in casa, Phila ha triturato gli avversari con un record di 29 vittorie e 2 sconfitte (10-24 in trasferta) - fanno pensare che ci saranno poche possibilità di avvicinarsi al Larry O'Brien Trophy 2020.


Le difficoltà offensive, soprattutto nell'attaccare la difesa schierata, non si sono diradate da inizio stagione; la mancanza di tiro perimetrale stringe gli spazi e, per quanto il roster sia molto fisico e talentuoso, la prevedibilità regna sovrana.


Neanche Joel Embiid ha fatto eccezione: il camerunense ha uno Usage piuttosto elevato, è un discreto passatore (94esimo percentile tra i centri per assist percentage), ma perde anche tanti palloni (il 13.7% dei suoi possessi, secondo Cleaning The Glass). Le difese sembrano essere pronte contro di lui, soprattutto perché Embiid ha pochi tiratori affidabili a cui scaricare sul perimetro.


Le scelte dirigenziali sono state piuttosto contraddittorie in questi anni, dalla pazienza del "The Process", per cui ricorderemo per sempre Sam Hinkie, al volere tutto e subito, acquisendo Jimmy Butler e Tobias Harris prima, e Al Horford poi. Il rosterè male assortito: servirebbero dei tiratori, eppure sono stati lasciati partire JJ Redick, Marco Belinelli, Robert Covington, Dario Saric e Landry Shamet, più una decima scelta per Zhaire Smith, praticamente mai visto al Wells Fargo Center. E' arrivato da poco Alec Burks, forse non un tiratore sopraffino, ma sicuramente un realizzatore che aiuterà a dare pericolosità al supporting cast.


Eppure, nonostante tutto, secondo le proiezioni FiveThirtyEight, i Sixers hanno la seconda migliore probabilità di arrivare in finale a Est, appena dopo i Bucks, ma ben prima di Celtics e Raptors.


Del resto, i Sixers hanno perso 4-3 lo scorso anno contro la squadra che è diventata campione NBA, all'ultimo tiro - tra l'altro, con un game winner di Kawhi Leonard contro una difesa perfetta di squadra e soprattutto di Ben Simmons.


Il calendario a Disney World non sarà impossibile. Con partite contro Pacers, Wizards, Raptors, Blazers, Suns, Rockets, Magic e Spurs, evitare i Boston Celtics al primo turno (assoluta priorità, al momento) è cosa fattibile.



Nel periodo di assenza forzata di Simmons, ha brillato Shake Milton, che da dopo la partita delle stelle viaggia ad oltre 16 punti di media, sopra i 19 nelle ultime cinque partite prima dello stop. Il ragazzo da SMU potrebbe essere promosso in quintetto grazie anche al suo 45% da tre, dando un nuovo assetto alla squadra con Tobias Harris da 4. Ha coraggio da vendere e può dare spaziature migliori all'attacco con la sua capacità di giocare off the ball.



La difesa, la sesta della Lega, è solida, grazie ai tanti chili e centimetri a disposizione. Phila concede poco a rimbalzo agli avversari, e nei Playoffs il ritmo dovrebbe rallentare, cosa congeniale alle caratteristiche della squadra (19esimo pace), a cui ora non manca esperienza.


E' chiaro che la pausa, la forzata inattività e l'ambientazione insolita della Florida spariglieranno le carte, ma per Philadelphia il finale di stagione sarà un importante crocevia, con un futuro prossimo che potrebbe prevedere ampi scossoni di mercato.


I 76ers, comunque, sono un pericolo per tutti. Decisivo sarà senz'altro lo stato di forma con cui si presenterà Joel Embiid, che ha criticato l'organizzazione e la sicurezza della bolla di Orlando, ma ha sottolineato che vuole portare in alto la squadra.


Da questa stagione strana potrebbe uscire una vincitrice imprevista. E se fosse la "incoerente" Philadelphia?