• Marco Cavalletti

La straordinaria seconda stagione di Luka Doncic

Il salto di qualità statistico (e non solo) di Doncic nella sua seconda annata in NBA è fra i migliori nella storia della Lega.



Questo articolo, scritto da Brad Townsend per The Dallas Morning News e tradotto in italiano da Marco Cavalletti per Around the Game, è stato pubblicato in data 16 giugno 2020.



La Regular Season NBA 2019/20 è sospesa nel tempo, come la foto di un giocatore a mezz’aria: è impossibile capire se stia salendo o stia ricadendo a terra. La stagione interrotta dal Covid-19 dovrebbe riprendere fra poche settimane, ormai, anche se le criticità da affrontare per Adam Silver sono più di quante sembrassero dopo l'annuncio di Woj del 3 giugno scorso ("The NBA's back").


Quando la stagione riprenderà, i Mavericks ripartiranno da un record di 40-27, che ha garantito loro un posto ai Playoffs, che mancava alla franchigia dal 2016.

Luka Doncic grazie alle sue straordinarie prestazioni di quest'anno si è virtualmente già guadagnato un posto accanto a Dirk Nowitzki e Steve Nash come unico giocatore nella storia dei Mavs ad essere inserito in un Team All-NBA. Nessun giocatore di Dallas, infatti, è mai entrato a far parte del primo quintetto della Lega dopo Nowitzki nel 2009, nel secondo dopo Nowitzki nel 2011, o nel terzo sempre dopo Nowitzki nel 2012.

Quasi inosservato, inoltre, il 21enne Doncic figura più che meritatamente anche fra i primi candidati per un altro trofeo. Un premio che nessuno, nella storia 40ennale della franchigia, ha mai conquistato, e che racconta perfettamente quanto incredibile sia stata la seconda stagione NBA dello sloveno: quello di Most Improved Player. Una piattaforma di scommesse texana, infatti, piazza Doncic al quarto posto nella classifica dei possibili vincitori del trofeo, dietro solo a Brandon Ingram, Bam Adebayo e Jayson Tatum, e davanti a Devonte' Graham.

Pensate bene a che cosa significhi. Dopo aver disputato probabilmente la stagione di debutto più fenomenale da un punto di vista statistico, dopo quella di Oscar Robertson nel 1960/61, Doncic è riuscito in qualche modo a superarsi, facendo registrare i miglioramenti statistici più rilevanti da parte di un rookie dopo Bob McAdoo nel 1973/74.



Dei 69 giocatori che abbiano mai vinto o condiviso il trofeo di ROY, solo due hanno visto un incremento di punti maggiore nella loro stagione da sophomore rispetto a quello di 7.5 da parte di Luka Doncic: Bob McAdoo (12.6) e Rick Barry (9.9).


L’aumento nei rimbalzi – da 7.8 a 9.3 a partita – è l’ottavo più alto mai fatto registrare da un ROY uscente e il secondo fra le guardie, dietro solo a Oscar Robertson (2.4 in più a partita). L’incremento del 19.2% nei rimbalzi catturati da Doncic è il sesto numero più alto mai ottenuto da un ROY uscente.


Infine, Doncic è passato da 6.0 a 8.7 assist a partita, piazzandosi al primo posto di questa classifica davanti all’incremento di 2.3 fatto registrare da Dave Bing nel 1967/68 e di quello di 1.9 da parte di Grant Hill nel 1995/96.


Che ve ne pare come seconda stagione? Niente male, eh?


Il miglioramento a tutto tondo di Doncic è la testimonianza dell’efficacia del programma di allenamento e della dieta preparatigli dal training staff di Dallas per la scorsa estate, ma soprattutto del duro lavoro compiuto quotidianamente dallo sloveno. E pensare che io stesso, prima della stagione, avevo scritto questo riguardo alle mie aspettative per il Doncic 2.0:

Con un maggiore aiuto in entrambe le metà campo, ci sono buone possibilità che la media punti di Doncic aumenti solo minimamente, se aumenterà; invece, è molto più probabile che vedremo un aumento negli assist, nella percentuale dal campo (42.7%) e da tre punti (32.7%), nonché una diminuzione nel numero delle palle perse (3.4).”

Ebbene, Doncic ha effettivamente migliorato la percentuale dal campo (fino al 46.1%) attaccando più spesso il canestro, mentre la percentuale del tiro da tre punti è scesa al 31.8%. Le palle perse sono aumentate, in parte a causa del maggior numero di tocchi a partita (dagli 83.8 della scorsa stagione ai 94.3, dietro solo a Nikola Jokic in tutta l'NBA). In generale, guardando i nomi dei primi cinque in NBA per palle perse, risulta evidente il dominio del pallone che esercitano questi giocatori: Trae Young, Harden, Russell Westbrook, Doncic e LeBron James.

Non è affatto scontato che un ROY mostri dei miglioramenti nella stagione da sophomore. Anzi. Infatti, dei 69 vincitori e co-vincitori del premio, 21 hanno visto la loro media punti diminuire, 28 hanno catturato meno rimbalzi e 30 hanno distribuito meno assist.

Tradizionalmente, i miglioramenti più sostanziali per un giocatore NBA arrivano alla terza o quarta stagione nella Lega. La media punti delle prime cinque stagioni dell’MVP in carica Giannis Antetokounmpo, ad esempio, ha visto questa progressione: 6.8, 12.7, 16.9, 22.9, 26.9.

Nel caso di Doncic, ovviamente, i paragoni contano relativamente. Lo sloveno non ha ristrutturato il suo corpo in estate solo per migliorare le sue statistiche. Lo ha fatto per poter sopportare meglio la lunga stagione e i Playoffs, così da non ripetere il calo visto alla fine della stagione scorsa.

Al momento, la sua incredibile seconda stagione rimane un conto aperto. In attesa della ripresa a Orlando... e del ritorno di Luka Magic.




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