• Emilio Trombini

La transizione "nascondino" di Chris Paul

Alla scoperta dell'ingegnosa transizione offensiva che sta confondendo le difese di tutta la NBA


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Mike Prada per SB Nation (Welcome to Loud City) e tradotto in italiano da Emilio Trombini per Around the Game, è stato pubblicato in data 27 febbraio 2020.



Chris Paul è un genio della pallacanestro. Usa abilmente ogni minimo vantaggio e lo fa in tutti i modi possibili. È in grado in vedere tutto il campo, anche mentre sembra "a riposo", e conosce ogni reazione della difesa. Non solo è in grado di leggere ogni scenario possibile prima degli altri, ma lo sfrutta a suo vantaggio addirittura prima che si concretizzi. Come avranno imparato i tifosi di Oklahoma City in questa stagione, i momenti decisivi sono soltanto una sessione video messa in pratica per lui.


Paul è anche un po’ maniaco del controllo del gioco. Le sue squadre tendono ad avere movimenti meccanici più che d’istinto, e la sua ricerca della perfezione rischia a volte di dare sui nervi ai compagni. L’avanzare dell’età tende peraltro ad amplificare queste dinamiche, non a limitarle.


Probabilmente ciò, unito ad una velocità di gioco sempre maggiore e alla rivoluzione delle posizioni in campo avvenuta in questi anni in NBA, avevano fatto sembrare il gioco di Paul un po’ obsoleto, l’anno scorso.


La point guard di OKC riuscirà a creare facili opportunità in transizione e allo stesso tempo ad essere il solito Chris Paul nel farlo? - si chiedevano in molti.


La risposta è stata un sì deciso e originale, come il suo stile di gioco.


In senso lato, i Thunder hanno finora eccelso grazie alla quintessenza di Paul. Hanno una difesa asfissiante, un attacco incentrato sul pick&roll e un efficiente sistema che brilla nei momenti decisivi. Sono bravi a sfruttare ogni situazione e soprattutto i mismatch. Nessuno definirebbe Paul una scheggia, né i Thunder una squadra da contropiede, eppure...


Sì, Paul ha trovato il modo di aggiungere un nuovo aspetto al suo gioco, oltre alla sua solita capacità di incidere quando il ritmo rallenta. Come? Stando attaccato ai lunghi che corrono il campo, "nascondendosi" dietro di loro per creare delle situazioni offensive rapide.


Sembrerà strano e contro-intuitivo, ma questa è proprio la quintessenza di CP3. Fate caso a come insegue DeAndre Ayton prima di liberarsi per una tripla centrale completamente aperta.



Fate anche caso a come vira verso Nikola Jokic per corrergli poi dietro, prima di lasciarlo passare.



O al modo in cui usa Nerlens Noel per inseguire e poi mettersi di fronte a uno Zion Williamson non molto rapido (anzi) ad accoppiarsi.



Inseguire i centri avversari in contropiede è stata la specialità di Paul per tutta la stagione, in caso di tiri sbagliati, segnati o di palle perse. Potrebbe non essere il modo convenzionale di portare su la palla, ma genera lo stesso tipo di contropiede secondario che un attaccante più aggressivo come Westbrook è in grado in creare. Confonde la difesa che sta rientrando e "mescola" le marcature, perché i centri avversari non sono sicuri se sia meglio andare a difendere su Paul, o se tornare verso il ferro per lasciare che CP3 venga preso in consegna da un giocatore più piccolo e agile. Ed è questo momento di indecisione tutto ciò di cui Chris ha bisogno per creare un tiro aperto, per sé o per un compagno.


Il bello di questa ingegnosa transizione di Paul è che è ugualmente efficiente, che usi un blocco di un compagno o meno. Può lasciare che Adams o Noel inseguano i loro uomini, per poi infilarsi dietro di loro e guadagnare vantaggio.



Oppure, può "giocare a nascondino" da solo, usando in modo efficace il lungo avversario come proprio bloccante.


Se Hassan Witheside, in questa azione, vestisse la maglia di OKC, gli daremmo il merito di aver portato un ottimo blocco su Damian Lillard per liberare il jumper di Paul...



E di certo applaudiremmo Daniel Theis per aver piazzato un ottimo blocco per facilitare la penetrazione di CP3 dal lato opposto...



La giusta distanza è la chiave per far funzionare tutto. Paul deve palleggiare abbastanza vicino al lungo che torna in difesa per farlo sentire minacciato, ma non così vicino da costringerlo al cambio su di lui in difesa. Diciamo che deve rimanere nell'ambiguità. Come un bravo corridore di resistenza, rimane ad una distanza ravvicinata prima di fare la mossa decisiva che gli farà guadagnare lo spazio di cui ha bisogno.


Di solito, la mossa decisiva è impercettibile. Paul ama fermarsi di scatto e prendersi un jumper, specialmente da tre, mentre il suo avversario continua a correre. Gli piace anche molto fare una finta di penetrazione o di tiro per attirare un altro difensore su di lui e creare una linea di passaggio per un tiratore libero.



Ma la cosa migliore di tutte è che questa manovra si trasforma facilmente in un tradizionale pick&roll o in un isolamento quando non paga i suoi frutti subito. Se la difesa capisce e si accoppia bene, Paul aspetta semplicemente che arrivi il suo lungo a portargli un blocco per liberarsi. Se invece il centro cambia, il risultato è un isolamento.


Contropiedi veloci si trasformano così in transizioni più lente, per diventare quindi azioni a difesa schierata che Paul ha sempre gestito alla perfezione, per tutta la sua carriera.


Inseguire i lunghi avversari in transizione è una delle modalità con cui Paul ha gestito l’adattamento del suo modo di giocare chirurgico al gioco dei tempi moderni. In questa stagione sta prendendo il 40% dei suoi tiri (5.1 a partita) nei primi 9 secondi dei possessi offensivi di OKC: la cifra più alta dai suoi momenti d’oro a "Lob City", nel 2013/14. Al contrario, l’anno scorso, con i Rockets, solo il 24% dei suoi tentativi sono arrivati nei primi 9 secondi.


L’ingegnosa transizione di CP3 è la ragione principale per cui si è ritrovato a vivere una piacevole rinascita con i Thunder. Quando i Rockets hanno scambiato Paul la scorsa estate, la logica dietro era quella che avevano bisogno più dell'abilità di colpire velocemente con l’atletismo di Russell Westbrook che della precisione di Paul nella metà campo offensiva.


In linea generale, probabilmente avevano ragione, anche se il prezzo di tale scambio era proibitivo.


Eppure, il successo di Chris Paul di quest’anno ha dimostrato che c’è più di un modo di condurre una transizione. Puoi attaccare il ferro ferocemente, come Westbrook, o puoi "giocare a nascondino" dietro ai lunghi avversari creando traffico, come CP3.


A quanto pare, anche giocatori con manie di controllo come Paul riescono a trovare modi originali di velocizzare il passo nella NBA moderna...


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