• Lorenzo Lecce

Lakers, ci sono margini di miglioramento?

I Los Angeles Lakers hanno ripreso la stagione 2020/21 esattamente da dove avevano lasciato lo scorso anno. Ma cosa esattamente ha funzionato in questa prima parte di stagione, e cosa ancora no?



I Los Angeles Lakers, dopo la prima sconfitta dell'anno in trasferta contro Philadelphia, hanno perso la vetta della Western Conference a discapito di una sorprendente Utah. Il record tutto sommato conta poco, soprattutto in questo momento della stagione che possiamo ancora considerare di rodaggio; e le sconfitte maturate fin qui non destano preoccupazione alcuna, in particolare le ultime due, arrivate in volata.


La sensazione è che quando quando i Lakers premono sull'acceleratore, c'è poco da fare per le altre 29 squadre.


I Cleveland Cavaliers sono stati testimoni di ciò e si sono attirati le ire del Re, che dopo essere stato preso in giro da un membro del front office dei Cavs per il tiro sbagliato sulla sirena del terzo quarto, è letteralmente rientrato in campo col fuoco negli occhi. Nel quarto periodo LeBron James ha battuto i Cavs 21-19, e terminato la partita con 46 punti, 8 rimbalzi e 6 assist.


Due notti prima era stato Anthony Davis ad andare letteralmente a fuoco nella sua città natale. Contro i Bulls, dopo una serie di prestazioni opache, ha tirato fuori una performance da 37 punti con il 66.7% dal campo.


Questi sono i Lakers, una squadra che quando è motivata rappresenta un avversario quasi ingiocabile. Il problema arriva nelle serate in cui la motivazione viene meno e la squadra di Frank Vogel fatica a trovare quegli automatismi, soprattutto difensivi, che hanno garantito la vittoria nel 2020 del Larry O'Brien.


Così sono arrivate le sconfitte contro dei non irresistibili Warriors, contro gli Spurs e soprattutto sul campo dei Sixers. Contro questi ultimi, dopo una partita in sostanziale equilibrio, i Lakers hanno approcciato male il quarto periodo e sono andati sotto di 14 a meno di cinque minuti dalla fine; il talento offensivo del roster dei giallo-viola ha consentito loro di rientrare, andando anche in vantaggio, salvo poi arrendersi al game winner di Tobias Harris.


Questo sembra l'aspetto primario da migliorare, per coach Vogel. Sarà anche vero che non si può sempre essere al 100% in Regular Season, ma queste sconfitte sarebbero state evitabili con un approccio diverso alle partite e con una maggiore attenzione ai dettagli.


In questa sequenza possiamo vedere come una brutta palla persa di Davis in collaborazione con Caruso conduca ad una comoda tripla in transizione; e, poco dopo, come una cattiva rotazione difensiva porti ad un facile layup di Ben Simmons. Due errori che, in un minuto, hanno aperto un parziale e portato i Lakers a uno svantaggio in doppia cifra.



Niente di preoccupante, ovviamente, per i giallo-viola. Anche perché, dopo un'offseason breve come quella del 2020, bisogna bilanciare la ricerca della vittoria con la preservazione delle energie e delle condizioni di tutti - James e Davis in particolare.


Altri possibili punti di miglioramento passano da un maggior coinvolgimento offensivo di Marc Gasol, che ancora si ritrova spesso al di fuori del gioco. Quando viene coinvolto, soprattutto in punta, nascono delle occasioni del genere per i compagni senza palla:



La grandissima abilità di Gasol nel passare la palla può generare molti danni, soprattutto se a ricevere sono James e Davis. Il catalano, però, andrebbe coinvolto di più: starà a coach Vogel il compito di ideare qualcosa per esaltare le sue abilità.


Kyle Kuzma rappresenta invece un punto di divisione per i tifosi losangelini, alcuni dei quali vorrebbero impacchettarlo in una trade a tutti i costi, spedendolo da qualche altra parte. I miglioramenti del numero 0, però, sono stati notevoli.


L'evoluzione di Kuzma è stata dettata dalla necessità di adeguamento al nuovo ruolo: non più "terzo violino" o scorer monodimensionale dalla panchina, ma giocatore completo, buon difensore, tiratore affidabile (37.5% dalla lunga distanza) e soprattutto uno dei migliori taglianti della Lega.


Oltre a Gasol, anche Montrezl Harrell e Dennis Schroder devono ancora entrare appieno nel sistema di Frank Vogel. Chi certamente non ha smesso di funzionare, invece, è Kentavious Caldwell-Pope, ormai uno dei migliori role player e 3&D della NBA - se non il migliore, dall'alto del suo sconvolgente 50% dall'arco con 4.3 triple tentate a partita.


I Lakers hanno un record di 14-6, attualmente. L'anno scorso erano riusciti a fare meglio, perdendone tre in meno a questo punto della stagione; ma tenendo conto degli appena 71 giorni intercorsi tra Gara 6 delle Finals e la prima partita di Regular Season, il ruolino di marcia è comunque sorprendente.


Ci sono ancora margini di miglioramento, con i nuovi innesti che devono trovare la propria dimensione in questa squadra. Ma in attesa anche di (almeno) un nuovo arrivo nel roster, i Lakers restano la squadra da battere nel 2021.





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