• Alessandro Di Marzo

Lakers-Clippers: lo scontro finale


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Questo articolo, scritto da Bill Plaschke per Los Angeles Times e tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 4 agosto 2020.



La “bubble” non è riuscita a fermare l’intensità.

Come sempre, abbiamo visto un Patrick Beverley lamentoso e un LeBron James aggressivo. E alla fine della partita e della serata d'apertura, le due squadre di LA hanno nuovamente dato spettacolo, rimarcando la loro rivalità.


La quarantena, quindi, non è riuscita a fermare la passione.


Paul George, nel finale, ha segnato una tripla importantissima in faccia a Danny Green per pareggiare la partita. Ma James ha risposto subito, prendendo il rimbalzo offensivo proveniente dal suo tiro sbagliato e appoggiando a canestro proprio davanti a George. PG si è definitivamente arreso, sempre contro LeBron, durante il possesso finale.

Tutto questo è successo nel minuto finale della prima partita delle due squadre dopo 141 giorni dall’ultima apparizione; quale migliore dimostrazione del fatto che la rivalità Lakers-Clippers non si è mai spenta durante la pausa? Anzi, a quanto pare, è destinata a continuare.


I Lakers si sono dunque aggiudicati la vittoria per 103-101 in un piccolo spazio di Disney World angusto, silenzioso e dall’aspetto molto singolare. Ma le squadre sembrano non averci fatto troppo caso.


Niente boati né pubblico dello Staples Center, che però non hanno condizionato l’agonismo in campo; in assenza dell’energia che aveva pervaso l’arena nelle prime tre partite di questa stagione tra le due squadre, i giocatori hanno dovuto crearsela da sé.

James è stato a lunghi tratti incontenibile, così come la sua spalla Anthony Davis e il duo rivale Leonard-George. Ma la lista di buone prestazioni non finisce qui: anche da Kuzma a Caruso, passando per Beverley (che si crede sempre il migliore) e Dion Waiters (sì, Dion Waiters!), si sono viste ottime giocate:



Una serata viva, nonostante l’ambiente in cui è stata giocata. E partita che ha fatto tirare un sospiro di sollievo anche ai tifosi della California del Sud, ora con la possibilità di svagarsi anche senza giocare nel cortile di casa.


È chiaro che Clippers e Lakers siano ancora le due squadre migliori dell'Ovest e che si scontreranno probabilmente nelle Western Conference Finals, che inizieranno il 15 settembre.


No, non sarà come giocare di fronte a 19.000 tifosi pronti a trascorrere tre ore a incitare i loro guerrieri. E no, nemmeno il clima in città sarà lo stesso, visto che mancherà proprio... la città stessa.


Ma sì, i giocatori saranno ugualmente motivati, e non ci sono dubbi sul fatto che sapranno rendere la serie che li aspetta davvero memorabile. Lontana, inaccessibile dal vivo, in una palestra così silenziosa che si potrà sentire ogni rumore delle scarpe. Ma sarà comunque spettacolare.


Queste le parole di LeBron James a riguardo:

“Siamo due squadre della stessa città che stanno lottando per lo stesso obiettivo, quello di portare un titolo a Los Angeles e ai rispettivi tifosi. Siamo pronti a competere sul campo e rappresentare i nostri colori e la Laker Nation, ma sappiamo che anche i nostri avversari vogliono fare lo stesso. Non ci importa del modo e del luogo in cui giocheremo, tantomeno della presenza dei tifosi: il basket è il basket, e lo spirito competitivo rimarrà tale in ognuno di noi, invariato rispetto a quando ci siamo fermati”.

A marzo, quando la stagione NBA è stata sospesa, i Lakers avevano vinto solo una delle tre gare contro i Clippers. Ora siamo sul 2-2, ma bisogna considerare che in post-season questi ultimi disporranno anche di Lou Williams e Montrezl Harrell (ora entrambi assenti) , la coppia in uscita dalla panchina più temibile dell’intera Lega.

“Non ho bisogno di confrontarmi con i Lakers, sono già a posto così” - ha spiegato coach Doc Rivers; “Il contesto di gioco non ha cambiato niente in noi. Alla fine, la competizione è rimasta la stessa”.


Fin dall’inizio si è potuta percepire la solennità dell’evento: prima della palla a due, infatti, giocatori e staff di entrambe le squadre si sono inginocchiati durante l’inno nazionale, unendosi a favore della giustizia sociale. E pensare che, solo quattro anni fa, l’allora quarterback dei San Francisco 49ers Colin Kaepernick fece lo stesso gesto per protestare contro la brutalità della polizia contro la popolazione afroamericana, e ha pagato il tutto con la rescissione del contratto.

“Spero che Kaep sia orgoglioso di noi” - ha detto James. “È lui che ha dato vita a questo gesto, quando ancora era visto come qualcosa di scandaloso. Non aveva niente a che fare con la bandiera. Le persone, a differenza mia, non l'hanno mai ascoltato... dovremmo ringraziarlo per tutti i suoi sacrifici”.


Una volta iniziata la partita, Davis (che per la seconda volta in ben otto anni di carriera potrebbe raggiungere le semifinali di Conference) ha subito reso chiaro a tutti di essere un uomo in missione. Dopo un infortunio all’occhio rimediato durante un recente scrimmage, ha segnato 32 punti in 35 minuti, con un eccellente 16/17 ai liberi.


“Mi sento ancora come se fossi allo Staples. C’è molta fisicità, coraggio e competizione per entrambe le squadre, sia in attacco che in difesa. Ed è questo che tutti noi amiamo”, ha poi dichiarato il prodotto di Kentucky.

Paul George Los Angeles Clippers nba Around the game
FOTO: NBA.com

I Clippers hanno recuperato uno svantaggio di 13 punti, portandosi sul +11 nel terzo quarto grazie agli affondi di Kawhi Leonard e Paul George, autori di 9 triple sulle 16 totali della squadra. Niente di sorprendente per due come loro.


Anche con vari giocatori indisponibili, la squadra ha saputo reggere fino alla fine.


“Pensavo che avremmo attaccato e pressato diversamente, ma il gioco e il nostro stile hanno dovuto subire delle variazioni” - ha spiegato George.


Nel finale, la parola è passata a James e ai suoi Lakers: il Re, per la prima volta in queste due stagioni in California, ha segnato il tiro della vittoria con meno di 15 secondi sul cronometro. “Volevo la palla in mano alla fine, volevo chiudere una partita combattutissima”.


Dopo la splendida difesa di James su George e Leonard durante l’ultimo possesso e dopo la sirena finale, entrambe le squadre hanno girato per il campo, apparendo sollevate dal fatto di aver potuto giocare, anche se in una “bubble” come quella di Orlando.

“Il 2020 si sta rivelando un anno mai visto prima, stiamo vivendo senza sapere ciò che ci aspetta. Siamo circondati da eventi nuovi ai nostri occhi... bisogna solo prendere consapevolezza e ringraziare di essere ancora vivi, cosa che oggi è una benedizione”. (LeBron James)

Viva è, apparentemente, anche la rivalità che potrebbe infiammare il patrimonio sportivo di Los Angeles.


In un mondo nel quale, sportivamente parlando, è cambiato tutto, la rivalità tra Lakers e Clippers sembra essere sopravvissuta. E anche questa è una benedizione.