• Lorenzo Lecce

Che Lakers vedremo dopo l'All-Star Break?

Come si affacciano i Lakers alla seconda, fondamentale parte della stagione? E come si muoveranno entro la trade deadline?


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I Los Angeles Lakers sono arrivati all'All-Star Break in affanno.


La squadra di coach Frank Vogel, Dr. Jekyll and Mr. Hyde, è passata dal delirio di onnipotenza di inizio stagione alle difficoltà dell'ultimo mese. Il record di 24-13 non è preoccupante, ma dall'infortunio di Anthony Davis, i giallo-viola hanno vinto solo 3 partite su 9, perdendone diverse nel finale contro avversarie abbordabili. Anche l'infortunio di Dennis Schroder ha pesato, con il tedesco che ha saltato quattro partite, corrispondenti ad altrettante sconfitte.


Queste difficoltà, oltre ad essere dovute chiaramente agli infortuni, hanno fatto emergere alcuni limiti che la presenza di giocatori come AD e Schroder rendono molto meno evidenti. Il primo riguarda le palle parse: sono semplicemente troppe e spesso sono errori non forzati. I Lakers sono attualmente 25esimi per turnovers con 15.1 palle perse a partita.


Questo è il problema più facilmente risolvibile, perché spesso si tratta di errori banali e di cali di concentrazione. Queste palle perse, però, naturalmente sono occasioni ben sfruttate dagli avversari, che le trasformano in ben 16.3 punti a partita.


Il secondo problema riguarda invece l'eccessivo numero di punti concessi nel pitturato. Nella stagione 2019/20 i Lakers erano uno delle migliori squadre a difendere il proprio canestro, grazie anche allo strapotere fisico del trio composto da Davis, McGee e Howard. In questa stagione Los Angeles è 17esima con ben 48.1 punti concessi agli avversari dentro l'area.



Senza Anthony Davis il brillante sistema di rotazioni di Vogel presta il fianco facilmente e può essere attaccato in situazioni di switch dopo il PnR.


Nel video sopra possiamo vedere come il consegnato per CP3 generi il raddoppio di Damian Jones e Schroder; Ayton dopo il taglio prende posizione profonda e sfrutta il vantaggio fisico per metterne due. La rotazione è completamente sbagliata in questa situazione: oltre al vantaggio preso da Ayton, Jae Crowder è completamente aperto per un comodo tiro da tre a causa del mancato cambio di Schroder.



L'assenza di Davis si fa sentire anche sulle penetrazioni degli esterni avversari, che spesso non trovano ostacolo fino al ferro. Da questo punto di vista Montrezl Harrell non è neanche lontanamente paragonabile al centro da Kentucky.


Nonostante ciò, i Lakers sono la miglior difesa della NBA con un Defensive Rating di 106.2. Prima della trade deadline, però, un centro dovrebbe arrivare per tentare di risolvere almeno in parte i problemi nel pitturato.


Rob Pelinka nel frattempo ha firmato Damian Jones con un 10-day contract per ovviare all'assenza di Davis per infortunio e a quella di Gasol per il protocollo-Covid. Nei prossimi giorni il front office dovrà decidere cosa fare con il lungo ex Vanderbilt: firmarlo per tutta la stagione, tagliarlo o estenderlo di altri dieci giorni?


Il terzo e forse più grosso problema riguarda il tiro dalla lunga distanza. Dopo una partenza letteralmente infuocata, i Lakers sono andati in netto calo fino a diventare una delle peggiori squadre della Lega. Si trovano, infatti, al 25esimo posto con il 35.1%. Il calo dei Lakers è coinciso con la caduta vertiginosa della percentuale di Kentavious Caldwell-Pope, che nelle ultime 10 partite è fermo al 31.8%.


In questo periodo difficile, tra le note certamente positive - oltre al solito LeBron James, che ancora una volta sembra non accusare i segni del tempo - c'è il miglioramento di Talen Horton-Tucker, che continua a guadagnare minuti. Ciò che stupisce è la sua maturità: è raro ammirare un controllo del corpo e una comprensione del gioco già avanzata in un ragazzo di appena 20 anni. Spesso i giovani della sua età sono molto acerbi nelle letture. Non THT.


Nonostante questo momento di difficoltà, comunque, i Lakers sono ampiamente in controllo. Un calo era pronosticabile, del resto, avendo avuto così pochi giorni di riposo dalle Finals dello scorso anno - basti pensare alla fatica che sta facendo Miami.


Quali sono, dunque, i veri Lakers? Quelli quasi inarrestabili visti a inizio stagione? Sì, il potenziale dei Lakers è quello visto tra fine dicembre e gennaio; ma nonostante le tante scusanti a loro favore per le ultime brutte partite, l'esigenza di intervenire ancora sul mercato potrebbe essersi manifestata. Aggiungere un centro è una necessità e un'altra guardia in uscita dalla panchina farebbe comodo a coach Vogel.


I Playoffs distano ancora due mesi e mezzo e la priorità di LeBron e compagni è quella di arrivare sani, a prescindere dalla posizione.


La priorità del front office, invece, è quella di puntellare ulteriormente una squadra che a inizio stagione è sembrata imbattibile, ma che ora non appare più come la chiara favorita.