• Luca Losa

Lakers: gli ultimi 4 step per tornare sul tetto del mondo

Sopra 3-1 nella serie, i giallo-viola hanno la possibilità di mettere in bacheca il 17esimo Larry O’Brien della loro storia. Ecco le potenziali chiavi per il successo in Gara 5 contro i Miami Heat.


FOTO: EN24 News

Dopo una Gara 3 in cui Jimmy Butler ha offerto la sua migliore interpretazione “LeBroniana”, gli Heat erano tornati in carreggiata, pronti a riequilibrare le sorti della serie di NBA Finals col coltello tra i denti, forti di una ritrovata sicurezza nei propri mezzi che li ha portati fino al palcoscenico più prestigioso della pallacanestro mondiale.

L’inizio della quarta sfida ha confermato queste sensazioni. I ragazzi di Coach Spoelstra sono partiti forte, dando l’impressione di poter ripetere quanto fatto nella partita precedente, sfruttando una ritrovata fluidità offensiva e costringendo a numerosi errori la controparte.


I 19 turnover di Game 3 avevano affossato le speranze dei ragazzi di Coach Vogel. Sulla stessa falsa riga, le 7 (!) palle perse nel primo quarto di LeBron James e compagni non lasciavano presagire il meglio per i Los Angeles Lakers.

Dall’altra parte, Butler imperversava come una burrasca nel pitturato giallo-viola, mettendo a segno i suoi primi 5 tentativi dal campo e risultando un enigma insolvibile per la difesa avversaria. Jimmy ha da subito esposto i limiti nella metà campo difensiva di LA, attaccando incessantemente sui cambi difensivi prima Dwight Howard - che, non a caso, dopo gli iniziali 7 minuti si è accomodato in panchina per il resto della partita - e poi Kyle Kuzma, trovando canestri facili vicino a canestro.

Come ogni serie di Playoffs, anche questa è caratterizzata da continue mosse e contromisure tra una gara e l’altra e anche all’interno della stessa partita. Miami, per esempio, nella sua unica vittoria finora ha accantonato la difesa a zona, torchiata a fuoco in Gara 2 dagli avversari, e ha difeso primariamente a uomo. La strategia ha funzionato, grazie alla capacità di restringere in modo efficace il campo e di occupare gli spazi all’interno dell’area con pronti e decisi aiuti difensivi, che costringevano allo scarico sull’arco l’attacco dei Lakers. Ottimi closeout sulle triple avversarie hanno limitato i danni e tenuto i gialloviola al 33.3% dalla distanza.

In Gara 4 il più importante e decisivo aggiustamento difensivo è stato l’accoppiamento di Anthony Davis su Butler. Come accennato prima, "Jimmy Buckets" sembrava pronto per ripetere la prestazione della partita precedente. Poi, però, The Brow si è preso cura del #22 Heat.


Frank Vogel ha deciso di lasciar perdere il copione difensivo basato su switch/hedge and recover sui blocchi e ha istruito AD di restare su Butler e passare sotto ai blocchi, sfidando il titubante Butler a prendersi tiri da oltre l’arco. Quest’ultimo, mai stato un tiratore, si è mostrato riluttante nel prendere triple durante tutta la serie. La strategia ha funzionato perfettamente.


Jimmy ha sbagliato tutte e tre le triple tentate, e quando provava a penetrare si infrangeva contro le infinite leve di AD, inerme e condannato al fallimento come un contemporaneo Don Chisciotte contro i mulini a vento. Con Davis come difensore primario, Butler ha tirato 1/7 e segnato negli ultimi tre quarti 11 punti con 12 tentativi totali.

Nel video sotto si può notare come dal secondo quarto in poi Davis sia spesso accoppiato con Butler. Le due difese da 4:27 mostrano chiaramente le difficoltà di Jimmy nelle due situazioni sopra specificate: prima al tiro e poi provando la penetrazione a canestro.


A fine partita LeBron ha dichiarato che è per prestazioni del genere e per l’importanza che Davis ricopre nella macchina difensiva di squadra, che considera The Brow il Defensive Player of the Year - riconoscimento assegnato a Giannis Antetokounmpo qualche settimana fa.

Con una prestazione così da parte del loro leader difensivo e in generale di tutta la squadra, a parte efficaci contromisure del coaching staff di Miami, il titolo per i Lakers si fa sempre più vicino. Davis a fine partita ha commentato che “se giochiamo così ogni partita - e ovviamente la prossima - allora saremo campioni”.

Vediamo allora quali potrebbero essere le chiavi per la vittoria dei Lakers in Gara 5.

1. Davis-Butler

È naturale prevedere che gli Heat, nel gioco di mosse e contromosse che caratterizzano le serie Playoffs, provino a trovare una soluzione a questo accoppiamento difensivo (che sembra scontato i Lakers vorranno ripercorrere) per aprire spazi in mezzo all’area a Butler.


Lecito aspettarsi che i Lakers adotteranno questa strategia dal primo possesso, magari lasciando perdere il lineup iniziale con le twin towers. Così facendo, tuttavia, perderebbero chili e centimetri sotto le plance, fondamentali per mantenere il vantaggio a livello di rimbalzi.

2. Difesa sui tiratori

Un’altra chiave delle vittorie dei Lakers in questa serie sono state le strenue difese degli esterni sui tiratori di Miami. In particolare, Kentavious Caldwell-Pope sta svolgendo un lavoro egregio su Duncan Robinson passando su qualsiasi blocco, hand-off e rendendo complicata la vita del tiratore dal 43.7% dalla lunga distanza in stagione regolare. Le particolari attenzioni, per usare un eufemismo, riservategli da KCP ne hanno annullato l’apporto offensivo nelle prime due sfide, tanto che Spoelstra gli ha dovuto urlare dalla panchina “shoot that f-ing ball”.


Nel gioco offensivo di Miami, l’apporto dei tiratori è fondamentale non solo a livello di punti direttamente segnati. La loro presenza ed efficacia apre spazi enormi per il resto dei compagni. Il lavoro di KCP sta tenendo Duncan Robinson al 30% e fa sì che i suoi compagni non debbano fare show aggressivi sui cambi, non lasciando così spazi per il rollante in mezzo all’area.

3. Limitare le palle perse

Le troppe palle perse in Gara 3 hanno limitato la produzione offensiva dei giallo-viola e portato a 21 punti su turnover per la controparte. Appena i Lakers hanno limitato i turnover nell’ultima partita, James in particolare, Miami ha fatto fatica a trovare punti facili, fondamentali per restare in partita contro una difesa del genere. Questo punto è direttamente correlato al successivo.

4. Evitare di cercare eccessivamente AD

È ovvio che quando hai un lungo dal talento offensivo strabordante come quello di Davis, si provi in tutti i modi di recapitargli il pallone. Soprattutto in assenza di Bam Adebayo come a inizio serie, ma non solo. Ed è altrettanto ovvio che le difese avversarie si adeguino di conseguenza, riservandogli particolari attenzioni.


Nonostante i centimetri in meno, quei cagnacci di Crowder, Adebayo e Iguodala - aiutati da puntuali raddoppi - stanno facendo un ottimo lavoro nel tentativo di "sporcare" le ricezioni di AD in post e quando taglia verso canestro su pick&roll. Svariati palloni persi dei giallo-viola sono arrivati proprio in questa maniera, con passaggi scontati facilmente leggibili dalla difesa degli Heat.



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