• Marco Marchese

Lakers-Nuggets: le 3 chiavi della serie

L'accoppiamento Davis-Jokic, l'efficacia in transizione e la gestione dell'emotività potranno far pendere l’ago della bilancia nelle Western Conference Finals.



Questo articolo, scritto da Kyle Goon per Los Angeles Daily News e tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game, è stato pubblicato in data 17 settembre 2020.



Jamal Murray era pieno di sorrisi e veniva ringraziato da tutti nello spogliatoio, veniva trattato come un eroe, dopo che i suoi 40 punti avevano spazzato via una delle migliori squadre dell’Ovest.


Una volta entrato nel retro della AdventHealth Arena per la conferenza stampa post-partita, però, ha adottato un atteggiamento glaciale e riservato. Indossava una maglietta della University of Kentucky, sorseggiando caffè e togliendosi qualche “grosso” sassolino dalla scarpa.


Non ci si aspettava che i Nuggets battessero i Clippers. Parte di ciò sono i circa 14 mesi di discorsi sul fatto che una squadra con Kahwi e George avrebbe potuto spazzare via ogni avversario. In aggiunta a ciò, Denver era sotto 1-3, e a quel punto davvero nessuno si aspettava il colpo di scena - anche perché una doppia rimonta da 1-3 non era mai riuscita a nessuna squadra in post-season.

Tutti ci davano per sconfitti. La cosa più divertente, per noi, è zittirli. Amiamo farlo.” (Jamal Murray)

I Denver Nuggets a questo punto, sulla carta, non dovrebbero rappresentare un grosso problema per i Los Angeles Lakers; a differenza di Houston e Portland, però, la squadra di coach Malone ha già compiuto l’impresa di battere una big in questi Playoffs.


Alla ripresa della stagione Denver veniva sottovalutata enormemente da tutti, malgrado avesse un record di 46-27 e fosse il quinto miglior attacco della Lega (112.6 di Offensive Rating). Si tratta di una squadra da affrontare col giusto piglio e da non sottovalutare. I Lakers, secondo Frank Vogel, lo faranno.


Ecco di seguito le 3 chiavi della serie di Western Conference Finals tra Lakers e Nuggets.



1) Riusciranno i Lakers a contrastare Jokic?


In una parola: probabilmente.


Dopo le Semifinals, in cui hanno provato di saper giocare col quintetto “small ball” meglio dei Rockets, i Lakers potranno iniziare le partite con JaVale McGee in quintetto e Dwight Howard in rotazione.


Negli intervalli in cui riposerà Nikola Jokic, che è molto pericoloso anche da fuori, i centri di LA si troveranno di fronte Mason Plumlee. Ma l'X-Facotr è quanto sarà efficace Jokic.


Nei Playoffs "The Joker" sta tirando con il 44% da 3 punti. Questo costringerà McGee e Howard a uscire dal pitturato, creando spazi per gli inserimenti degli esterni, che Jokic è in grado di servire perfettamente. La cosa difficile per i giallo-viola sarà riuscire a negare il tiro al serbo, ma allo stesso tempo ostruire linee di passaggio e di penetrazione per i "piccoli".



In varie occasioni quest’anno i Lakers si sono affidati ad Anthony Davis per la marcatura di Jokic nei minuti “di fuoco”. delle partite. A febbraio AD ha anche segnato due triple decisive nell’overtime, aiutando i Lakers a vincere. Ma in entrambe le occasioni Davis era stato decisivo soprattutto difensivamente. Il problema è che mettere AD su Jokic significa perdere fisicità e stazza in altri matchup fondamentali, ovvero contro Millsap e Grant.


Stando alle statistiche di NBA.com, Jokic ha tirato 3/10 se marcato da Davis, con i Nuggets che hanno segnato 33 punti su 36 possessi (non una media invidiabile). Jokic ha una media di 16.3 punti, 5.8 rimbalzi e 5.8 assist contro i Lakers in questa stagione, ben al di sotto dei suoi standard; ma Nikola sembra aver trovato una marcia in più in questa post-season...



2) Chi farà più male in transizione?


Un punto debole dei Lakers sono sicuramente le palle perse. Hanno una media di 16.1 TO, una delle peggiori della NBA in questi Playoffs, e LeBron James ne ha 4.8 a partita, secondo nei Playoffs.


Denver è stata una delle squadre più attente finora nel non perdere palloni. E basta guardare le loro giocate per intuire quanto efficaci possano essere in transizione, a prescindere che sia da una palla rubata o meno.


Se in tutta l'NBA c’è qualcuno capace di lanciare un assist da una parte all'altra del campo come King James, quello è Jokic. E con Murray, Grant, Plumlee ed Harris, i Nuggets possono colpire duro anche se il loro miglior giocatore non è proprio tra i migliori velocisti...


I Lakers hanno aumentato il numero di palle perse ai Playoffs: 17.5 a partita, dietro solo a Blazers e Thunder. Nella sconfitta di Gara 1 contro i Rockets hanno concesso 27 punti da palla persa, ma nella serie sono stati efficaci in transizione difensiva, concedendo solo 8.9 punti - una delle migliori statistiche di sempre ai Playoffs). Nel turno precedente Frank Vogel aveva, dal punto di vista atletico, una marcia in più per rientrare in difesa, con il quintetto “piccolo”; resta da vedere se anche quello “big” riuscirà a fare lo stesso.


LA ha il beneficio di essere uno dei migliori team in transizione offensiva, grazie soprattutto alle abilità di James. La loro media è di 15.5 fastbreak points per gara, e la loro abilità nel segnare in fretta è stata determinante durante la stagione.


Sarà affascinante vedere come Mike Malone, che è stato assistente allenatore di James in passato, proverà a costruire un muro contro di lui per evitare che possa volare al ferro prima che la difesa si schieri. Gary Harris è molto efficiente nelal difesa sul portatore, e anche se concede molto fisicamente, probabilmente si troverà spesso contro James.



3) Chi sentirà meno la pressione?


Infine un dettaglio poco tangibile: nessuna squadra è sembrata resiliente come i Nuggets in questi Playoffs, specie quando stavano sotto 3-1 (due volte). Jokic e compagni hanno demolito i Clippers nella seconda parte di Gara 7, con un 50-33 di parziale. Leonard e George hanno fallito tutti i loro tiri nel quarto periodo. E l’intera panchina dei Clippers faceva cattive espressioni e scrollava le spalle, mentre i Nuggets sembravano divertirsi,.


Tutto questo può sembrare una cosa da nulla, ma nella bubble è un fattore che conta.


In una post season estremamente statica e senza spostamenti, è chiaro che giocare in casa non abbia quasi alcuna rilevanza e non dia alcun vantaggio. Ogni partita è imprevedibile. E nel caso di Denver, nessun viaggio fuori casa gli ha fatto meglio.


Denver arriva alle Western Conference Finals sulle ali dell'entusiasmo, e Malone potrà in ogni caso dire di aver superato le aspettative, arrivando così avanti.


Murray è stato pericolosissimo quando la palla scottava, e ha già segnato due volte 50 punti in questa post-season. E Jokic, dopo Gara 6, ha parlato di come la squadra sia ruscita a dare il meglio nei momenti cruciali.

“Suonerà strano, divertente o qualunque altra cosa, ma a noi non importa. Andiamo lì per divertirci. Il coach ce lo ha ricordato al meeting: non dimenticate di divertirvi... E giocando così, la fiducia cresce.”

I Lakers, a questo punto, sono sicuramente i favoriti per l'accesso alle NBA Finals. Finora hanno giocato con grande fermezza in vari momenti, anche se sono sembrati "disattenti" in Gara 1 sia contro Blazers che contro i Rockets. In entrambi i casi, infatti, si sono fatti sorprendere e si sono trovati sotto 0-1 nella serie, ma per due volte hanno chiuso i conti in cinque partite con quattro vittorie consecutive.


Dovendo fronteggiare il resto della Western Conference con il peggior avversario out, almeno sulla carta, i giallo-viola sono ora la squadra da battere nella bubble. Ma a volte il peso delle aspettative può rendere le cose più difficili: in serie come queste, nessuno piange se il gigante crolla...