• Federico Frumento

LaMarcus Aldridge sarebbe dovuto andare ai Miami Heat?


FOTO: NBA.com

Lo scorso mese LaMarcus Aldridge, precedentemente ala grande degli Spurs, ha deciso di firmare un contratto al minimo salariale - dopo il buyout con San Antonio - aggiungendo il suo talento ai Brooklyn Nets, già ricchi di All-Star.


Alcune voci dai media hanno riferito che l'ex Blazer avrebbe potuto raggiungere un accordo con un'altra contender dell'Eastern Conference, i Miami Heat.


Tuttavia il veterano con 16 anni di esperienza in NBA ha deciso di seguire le orme di un altro ex All-Star soggetto a buyout, Blake Griffin. La coppia di veterani ha così trovato posto al fianco di stelle come Kevin Durant, James Harden e Kyrie Irving, ognuno dei quali ha almeno 6 selezioni per l'ASG.



Nei poco più di cinque anni in cui ha giocato per gli Spurs, Aldridge ha avuto medie di 19.5 punti e circa 8 rimbalzi a partita. Il 35enne, però, quest'anno ha fatto registrare le medie più basse dalla sua stagione da rookie: 13.6 punti durante le 25 partite disputate per la compagine di coach Popovich.


I Nets sono convinti che Aldridge possa ancora dare un contributo, soprattutto nella metà campo offensiva (non certo in quella difensiva, dove è stato un problema per San Antonio), grazie alla sua esperienza, al suo skillset variegato e al suo gioco dal post.



LaMarcus ha fatto bene a scegliere i Nets invece che gli Heat?


Fatta eccezione forse per Adebayo, i Miami Heat non hanno giocatori molto pericolosi spalle a canestro. Pertanto è legittimo pensare che Aldridge sarebbe stato un fit migliore per loro. Inoltre, LMA avrebbe potuto acquisire un ruolo più importante a South Beach.


La franchigia si è comunque mossa sul mercato durante la trade deadline, aggiungendo l'esperienza del veterano Trevor Ariza e vincendo l'asta per assicurarsi Victor Oladipo. Due aggiunte che potrebbero aiutarli contro le altre contender ad Est.



Gli uomini di Erik Spoelstra sono i campioni in carica della Eastern Conference e, nonostante i tanti problemi a inizio stagione, hanno ancora il necessario per poter fare un buon percorso nella post-season.


L Regular Season 2020/21 ha visto gli Heat costantemente sulle montagne russe, con la squadra che ha vissuto diversi periodi bui. Probabilmente questo non è stato un buon segnale agli occhi di un veterano che durante le sue 16 stagioni in NBA non ha mai davvero combattuto per il titolo.


La scelta di Aldridge è chiara, ed è quella più logica per lui a questo punto della sua carriera. Unirsi al superteam di Brooklyn lo mette chiaramente in corsa per l'anello, obiettivo al quale non ha mai potuto puntare durante gli anni del suo prime con i e gli Spurs.



Quale potrà essere l'apporto di Aldridge a Brooklyn?


LaMarcus Aldridge avrà ancora qualcosa da offrire nei Playoffs. Forte di un obiettivo e di una squadra che lo può aiutare a raggiungerlo, i Nets possono aspettarsi che il veterano faccia notevolmente meglio di quanto abbia fatto con gli Spurs in questa stagione.


Aldridge offre uno skillset offensivo che lo ha reso un'opzione attraente per i Nets durante il mercato dei buyout. La sua aggiunta garantisce a Steve Nash più profondità al suo frontcourt.


Con Mike D'Antoni ad orchestrare l'attacco della squadra di Steve Nash, non è una sorpresa che questi Nets abbiano fatto loro il mantra di battere gli avversari grazie alla loro forza offensiva. LaMarcus è un'altra arma per il loro sistema, soprattutto per la sua capacità di aprire il campo grazie al suo tiro da tre, fondamentale in cui è molto migliorato nel corso degli ultimi anni.



Recentemente ha già offerto un'anticipazione di quello che potrà essere il suo impatto, durante il suo debutto contro i Charlotte Hornets. In 30 minuti di gioco, ha fatto registrare 11 punti, 9 rimbalzi e 6 assist, in una prestazione a tutto tondo che è risultata preziosa nella vittoria degli uomini in nero. Da quando è arrivato in squadra, i Nets vantano un record di 3-1, con Aldridge che ha tenuto medie di 13 punti, 5.3 rimbalzi e 2.8 assist in quattro partite.


Ancora più impressionante è stata la sua ultima prestazione contro i Pelicans, contro cui ha registrato ben 22 punti conditi da 3 rimbalzi, 2 assist e 2 stoppate con un efficientissimo 66.7% dal campo, giocando solo 23 minuti.