• Alessandro Di Marzo

LaMelo Ball non è ciò che serve agli Hornets


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Scott Fowler per The Charlotte Observer e tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 19 novembre 2020.


LaMelo Ball è stato scelto dagli Charlotte Hornets alla terza chiamata assoluta del Draft 2020. Una bella mossa che farà aumentare i biglietti venduti e farà incrementare le entrate per una franchigia non proprio al centro del mercato NBA come Charlotte.


Nonostante tutto questo, però, non sono contento della scelta.


Premetto che mi dispiace gelare gli animi attorno alla notizia, ma credo davvero che Ball non diventerà una superstar. Fossi stato nel front office, avrei provato a fare “trade up” per la seconda scelta con lo scopo di selezionare James Wiseman.


È piuttosto scontato che Ball diventerà un solido starter, ma allo stesso tempo sono certo che non si trasformerà in un All-Star attorno al quale costruire una franchigia.


Mi spiego meglio: certo, non verrà ricordato come Adam Morrison, anch’egli scelto alla terza chiamata assoluta nel Draft 2006 e rivelatosi poi una totale delusione, ma penso anche che non riuscirà mai ad avere un impatto simile a quello di Kemba Walker.


Spero vivamente di sbagliarmi e pentirmi amaramente di ciò che sto dicendo ora. Sarei il più felice al mondo se un giorno LaMelo riuscisse a guidare Charoltte fino in fondo, perché, onestamente, gli Hornets oggi non sono proprio la squadra più divertente da seguire. Insomma, serve un po’ di stile, e sotto questo aspetto ne è arrivato molto; ma anche tanta sostanza, che invece sembra mancare.

FOTO: AP Photos

La forte tendenza alla sconfitta della squadra ha fatto sì che, durante la passata stagione, il pubblico della Queen City abbia riempito pochissimo lo Spectrum Center (28esima franchigia su 30 per percentuale di tifosi), prima che la pandemia di Covid-19 fermasse tutto.


Qui Ball sarà sicuramente d’aiuto: il 19enne ha infatti una fama già considerevole e uno stile di gioco attraente - se guardato con gli occhi di gente che vuole andare al palazzo e divertirsi. E sono certo che la sua canotta diventerà subito un regalo di Natale estremamente desiderato dai ragazzini di Charlotte.

Peccato però che la sua abilità difensiva lasci un tantino a desiderare, così come la sua meccanica di tiro - che mi ricorda spaventosamente quella di un ex Hornet, Michael Kidd-Gilchrist...

Jay Bilas, analista di ESPN, si è espresso così a riguardo:

“Deve lavorarci davvero tanto. Il rilascio è pessimo da vedere, ma anche per niente efficace”.

Il giorno prima del Draft spiegai perché gli Hornets avrebbero dovuto fare trade up, provando in tutti modi ad arrivare a Wiseman - un lungo che, salvo gravi infortuni, ha le potenzialità per diventare una stella della Lega. Ma la franchigia non ha avuto la mia stessa idea, lasciandosi dunque scappare sia Anthony Edwards (scelto alla 1 dai Minnesota Timberwolves), sia lo stesso Wiseman (chiamato dai Golden State Warriors).


O forse, fare trade down sarebbe stata una scelta ancora più sensata: perché non scendere leggermente, guadagnando magari scelte future, oltre alla possibilità di chiamare talenti rispettabili come Isaak Okoro (scelto alla quinta dai Cavaliers) od Obi Toppin (finito invece ai Knicks come ottava pick)?


Comunque, molti conoscono Ball anche perché è il figlio di LaVar Ball. E si può pensare di tutto riguardo a lui, ma è innegabile che sia eccellente nel promuovere sé stesso e i suoi figli - anche se per riuscire in questo serve mettersi al centro dell’attenzione. (A proposito di Charlotte: come dimenticare quella volta in cui affermò di essere in grado di battere Michael Jordan in 1 contro 1? Non vediamo l’ora di assistere alla sfida...)

LaVar ha giocato sia a pallacanestro che a football americano, senza però eccellere in nessuno dei due sport. Per circa due mesi ha fatto parte della practice squad dei Carolina Panthers, allenandosi come tight end senza mai presenziare in partite ufficiali. Ecco una foto che lo ritrae proprio dietro al proprietario Jerry Richardson:


FOTO: The Charlotte Observer

Ma le luci sotto le quali LaMelo vive ormai da anni sono ben diverse, e derivano proprio dalle azioni del padre, che lo ha convinto a giocare prima in California, poi in Lituania e infine in Australia.


La sua fama non può lasciare indifferenti - per dare un numero, i suoi seguaci su Instagram sono ben 5.6 milioni, più di quelli di Zion Williamson o Cam Newton, quarterback dei New England Patriots e uno degli atleti più popolari del panorama sportivo americano. Di certo per LaMelo la luce dei riflettori non sarà una novità: ci convive da anni.

“Come mi sentirei a diventare l’uomo-franchigia di Charlotte? È molto semplice, sento di essere nato per questo”.

Anche Mitch Kupchack, General Manager degli Hornets, ha parlato di lui poco fa:

“Ha quel tipo di attitudine fatta per intrattenere, molto di più rispetto ad altri giocatori. Ma non è per questo che l’abbiamo scelto: è alto 203 centimetri e sa trattare la palla divinamente, questi sono i veri motivi”.

Sarà fantastico vederlo giocare in transizione, e non passerà molto prima di vedere elogi da parte di Jordan, anch’egli responsabile di questa scommessa. E Ball è pronto a stupire tutti. “È una vera benedizione per me, davvero”.


Tuttavia, ancora mi chiedo come un giocatore che tira con il 25% dall’arco in Australia possa immediatamente trasformarsi in quel giocatore di cui gli Hornets hanno bisogno... è davvero tanto migliore di Devonte' Graham e Terry Rozier, ad oggi?

E ancora: riuscirà a migliorare abbastanza difensivamente da diventare un two-way player, o comparirà soltanto in alcuni highlights delle giocate difensive della serata?


Coach James Borrego è pronto a lavorare per farlo splendere, e forse centrerà il suo obiettivo. Per adesso, però, non riesco a crederci più di tanto.


E non mi resta che sperare che tutti questi buoni presupporti mi diano torto.




Around the Game nasce con l’obiettivo di avvicinare gli appassionati italiani alla pallacanestro NBA, attraverso due tipologie di contenuti: i contributi realizzati e pubblicati dai membri interni della redazione (diffusi a titolo gratuito, senza scopo di lucro, protetti da copyright e soggetti a legislazione vigente in materia di diritti d'autore); e articoli tradotti delle testate estere in collaborazione con AtG, pubblicati e tradotti in italiano dalla nostra redazione. I contenuti del secondo tipo, i cui diritti d’autore appartengono alle testate giornalistiche da cui sono stati pubblicati originariamente, sono all’interno della sezione “Traduzioni” e vengono selezionati, tradotti e pubblicati da AtG solo dopo la ricezione da parte delle fonti di esplicito ed esclusivo consenso relativo a questa attività.

Around the Game non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza una periodicità prestabilita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, non può essere considerato un prodotto editoriale.

 

Alcune immagini sono prese dal web: se un contenuto è di tua proprietà e vuoi richiederne la rimozione, oppure per qualsiasi questione relativa ai diritti d’autore, ti preghiamo di inviare una mail a questo indirizzo: pr.aroundthegame@gmail.com

Fondatore e Direttore: Andrea Lamperti -  Fondatore e Web Manager: Ferdinando Dagostino

© 2017 by Around the Game.  Prodotto da SaidiSEO.com