• Alessandro Di Marzo

LaMelo Ball, una rischiosa incognita


FOTO: Lonzo Wire

Questo articolo, scritto da Nate Smith per Cavs The Blog e tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 25 giugno 2020.



Ci saranno molte speculazioni e altrettanti punti interrogativi riguardo ai ragazzi del NBA Draft 2020, soprattutt o a causa del fatto che la maggior parte di essi non ha giocato una sola partita per tre mesi (o, in alcuni casi, cinque). Sarà uno dei draft più strani di sempre, uno di quelli che difficilmente verrà dimenticato, e molti ragazzi potrebbero essere descritti con la frase “è un buon giocatore, ma...”


Il rischio di effettuare scelte pessime è dietro l'angolo.


Analizziamo in questo articolo il prospetto che gradisco di meno in questo Draft, ma senz'altro uno di quelli più "chiacchierati" dal pubblico e osservati con più attenzione dagli scout NBA: LaMelo Ball.

Dati e profilo del giocatore


Età: 18

Altezza: 203 cm

Wingspan: 208 cm

Peso: 81 kg

Squadra: Illawarra Hawks, National Basketball League (Australia)

Statistiche: 17 PPG, 7.5 RPG, 7 APG, 1.7 SPG

Tiro: 37% FG, 25% 3P, 72% FT


Ball ha rinunciato di trascorrere il suo anno da freshman al college, preferendo l’Australia, dove si trovano molti ex giocatori NBA come Aaron Brooks e Josh Boone, suoi compagni di squadra. Probabilmente, parliamo della terza migliore Lega cestistica del mondo.


Uno dei punti di forza di Ball è l'ottimo trattamento della palla, grazie al quale riesce a eseguire molte esitazioni e variazioni durante il palleggio, con entrambe le mani e ovunque sul campo. Nel corso del tempo, poi, ha sviluppato l’abilità di passare egregiamente la palla senza distinzioni tra mano destra e sinistra, e il fatto di essere ambidestro fa pensare a molti scout che potrebbe trasformarsi in un buon finisher.


Oltre a ciò, la sua comprensione del gioco sembra non avere pari tra i ragazzi della sua età. Sa sempre dove si trovano e dove dovrebbero trovarsi i compagni, si accorge degli aiuti difensivi e riesce a "manipolare" le difese con la sua abilità di palleggio.


Ball possiede anche un feeling innato per il timing di pick&roll, tagli e passaggi in contropiede, giocate affascinanti che - anche se magari non sono quelle che fanno vincere una partita - hanno attirato l'attenzione di scout e spettatori.


Notevole, in fase realizzativa, è la rapidità del suo first step e del suo (inusuale) rilascio.


La sua notevole altezza, considerato il suo ruolo, gli potrà infine permettere di affinare le sue abilità dal punto di vista difensivo.


Sfortunatamente, però, non mancano delle (evidenti) debolezze nel gicoo di Ball. Alcune di queste sono l’orribile selezione di tiro (a volte non si accorge nemmeno della presenza della difesa) e il senso di distacco generale dalla squadra durante alcune azioni.


La sua particolare meccanica di tiro, inoltre, non lo ha aiutato. Secondo una storia che ho sentito, i fratelli Ball hanno sviluppato una pessima meccanica in quanto il padre LaVar, già da quando erano piccoli, faceva tirare loro molte triple, anche da metà campo, dunque i ragazzi hanno preso l'abitudine di rilasciare con i gomiti troppo larghi per guadagnare un po' di forza.


Spencer Palman di The Stepien ne ha parlato così:

“Chi punta sul suo tiro lo fa perché Ball ha un buon rilascio, sperando in un miglioramento nella forma. Parte in basso, sotto la testa, ed entrambi i gomiti si allargano molto durante il movimento. La parabola della palla è ottima, ma c’è troppa poca consistenza sul lavoro di piedi”.

Ball è anche piuttosto debole fisicamente, e giocare in posizione troppo verticale su entrambi i lati del campo non lo aiuta, anzi. In NBA, questo lo penalizzerà.


I suoi sforzi difensivi vanno e vengono, a scatti, come dimostrato dalle difficoltà contro i blocchi. Ball non ha mai giocato in un sistema difensivo solido, e da questo punto di vista dovrà imparare molto.


Un altro punto interrogativo, poi, deriva dalla mancanza di competitività nelle leghe e nelle partite che ha giocato. Confrontare LaMelo con suo fratello Lonzo appare poco sensato, soprattutto difensivamente parlando. Lonzo, infatti, è arrivato in NBA con un ottimo bagaglio difensivo, viste le buone esperienza alla high school e a UCLA. É più ragionevole comparare i due se si parla di abilità come passatore e trattamento della palla.


Sì, LaMelo ha probabilmente una meccanica di tiro (leggermente) migliore rispetto a quella di Lonzo Ball quando quest’ultimo era appena entrato nella Lega. Resta ancora da vedere se il fratello minore avrà la stessa disciplina e la stessa etica del lavoro di Lonzo.


FOTO: Cavs The Blog

L’esperienza di LaMelo alla high school, a Chino Hills in California, è stata pessima.


Durante il suo secondo anno, il padre LaVar l’ha portato via perché non gli piaceva il nuovo allenatore della squadra. Dopodiché, lui e il fratello "intermedio", LiAngelo, hanno firmato con il Prenai, in Lituania, e LaMelo è dunque diventato il più giovane americano di sempre a firmare un contratto professionistico di pallacanestro.


Dopo essersi infortunato e aver lasciato la squadra, si è unito ai Los Angeles Ballers, squadra partecipante ad una nuova (e poco longeva) lega creata da LaVar, la Junior Basketball Association. Dopo un titolo vinto e una rissa scatenata (contro un ragazzo lituano, tra l'altro), LaMelo è passato allo SPIRE Institute of Geneva, in Ohio, per trascorrervi il suo anno da senior.



LaMelo è una di quelle scelte rischiose, ma che possono rivelarsi ottime.


Alcuni lo comparano a Jason Williams: “White Chocolate” è stato un playmaker smagliante ai Memphis Grizzlies, anche se il suo unico titolo è arrivato a 30 anni, nel 2006, con i Miami Heat. Grqandissimo passatore, in carriera ha tirato però con percentuali vicine al 40% dal campo e al 33% da fuori.


Ball si rivelerà più di un giocatore "solamente" spettacolare?


Nel migliore dei casi, per Ball ci vorranno almeno due/tre anni per trasformarsi in un giocatore soldio a livello NBA. Quella ormai passata è stata la prima stagione in cui ha davvero dimostrato il suo valore, nonostante le evidenti lacune difensive rispetto al fratello Lonzo.


C'è ancora molto lavoro da fare su forza, conditioning, tiro in sospensione, difesa, finishing e movimenti senza palla, ma anche su meccaniche kinesiologiche per prevenire gli infortuni.


Fuori dal campo, i dubbi sono molti. A partire dal padre LaVar che cerca di "monetizzare" più possibile dalle abilità dei figli, e passando per l’immaturità e un’adolescenza piuttosto folle alle spalle. Il problema maggiore, però, sembra essere l'eccessiva tendenza a infortunarsi. Odio il modo in cui torna con le sue gambe a terra dopo ogni tiro, e questo potrebbe portare a gravi conseguenze riguardo allo stato di salute di caviglie e ginocchia.


Oltretutto, anche suo fratello Lonzo sembra essere simile a lui in questo: in tre anni di NBA, infatti, la point guard ex Lakers ha giocato solamente 51 partite a stagione. LaMelo ha giocato tutte le partite a SPIRE, ma è sceso in campo solamente 12 volte in NBL. C’è la possibilità che cresca muscolarmente, ma oggi le sue gambe restano gracili e sul lungo termine destano preoccupazioni.


FOTO: Daily Mercury News

Inoltre, il "circo" della famiglia è pericoloso.


LaVar Ball ha recentemente affermato che tutti i suoi tre figli, un giorno, dovrebbero finire a giocare a New York, per i Knicks. Talkbasket.net ha riportato parte dell’intervista di LaVar al programma Say Less with Kas, com Kazeem Famuyide:

“I Knicks non hanno nulla. L’ultima volta che hanno vinto un titolo NBA è stato negli anni ’70. C’è bisogno di una rivoluzione da quelle parti, e se arriverà Melo, anche “Gelo” sarà lì. Per cambiare il volto una franchigia una sola persona non è sufficiente: c'è bisogno di un cambio culturale e ciò richiede la presenza di tutti e tre i miei ragazzi”.

Ultimamente, tra l'altro, sembra esserci stata una mancanza di professionalità e dedizione per il processo di miglioramento da parte di LaMelo. Il ragazzo tira male, prende brutti tiri, non difende, sbaglia una scelta dopo l'altra, e prima che migliori considerevolmente in una macro-area potrebbe essere troppo tardi, sempre che il miglioramento in questione avvenga.


Insomma, tra i ragazzi del prossimo Draft ci sono giocatori meno rischiosi da scegliere, e che presentano anche meno difetti su cui lavorare.





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