• Alberto Pucci

Le 3 chiavi che hanno reso gli Spurs la sorpresa dell'anno

Come hanno fatto gli Spurs a reinventarsi per l'ennesima volta? Ecco i tre segreti dell'ennesimo miracolo di Gregg Popovich.


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Ethan Farina per Air Alamo e tradotto in italiano da Alberto Pucci per Around the Game, è stato pubblicato in data 24 gennaio 2021.



I San Antonio Spurs sono senza ombra di dubbio la più grande sorpresa di questo primo scampolo di stagione regolare. Nonostante i giocatori a roster siano più o meno gli stessi dell’anno scorso, infatti, l’energia intorno a questo gruppo pare essere ben diversa, e si può percepire anche nelle serate più negative.


Molti, comunque, erano convinti che il cambiamento rispetto alla deludente stagione 2019/20 fosse imminente. Il successo avuto da San Antonio nella bubble e le convinzioni della dirigenza sulla competitività del gruppo e sullo stile di gioco da adottare, infatti, facevano presagire una possibile rinascita, da più parti preannunciata prima dell'inizio della stagione lo scorso 22 dicembre.


Gli Spurs giocano, in questa stagione, con quintetti più piccoli e uno stile di gioco più fluido; hanno diminuito in maniera drastica i possessi che finiscono con un mid-range shot contestato di una delle due star, LaMarcus Aldridge e DeMar DeRozan; ed è stato finalmente adottato, poi, un ritmo più al passo con l’NBA contemporanea.


San Antonio non ha rivoluzionato il mondo cestistico in questa stagione, né ha mostrato alcunché di straordinario, ma ha cambiato strada rispetto al recente passato ed è partita con un solido record (10-8); e ora, dall’alto del suo momentaneo quinto posto nella Western Conference, può pensare davvero di lottare per un posto ai Playoffs.


Le chance degli Speroni, però, potrebbero aumentare esponenzialmente o ridursi al lumicino se decidessero di muoversi sul trade trade market entro la prossima trade deadline - sconvolgere a stagione in corso una squadra che ha appena trovato una sua alchimia, però, sarebbe certamente inusuale per i nero-argento.


In ogni caso, in attesa di eventuali movimenti di mercato, analizziamo i maggiori cambiamenti rispetto al passato di questi nuovi Spurs.



IL RUOLO DI LAMARCUS


La scorsa stagione, nonostante la penuria di vittorie, San Antonio sentiva di potersi affidare al proprio #12 e alla sua capacità di mandare a referto un consistente numero di punti in ogni partita. Quest’anno, invece, la situazione è decisamente cambiata.

FOTO: NBA.com

Nelle prime 16 partite, LaMarcus ha avuto tre serate sotto la doppia cifra (mettendo a segno 4 punti in ognuna di queste occasioni, contro Warriors, Rockets e Pelicans). Per fare un paragone, nelle 68 partite dello scorso anno l’ex Blazers non aveva scollinato quota 10 in sole sei occasioni, e non ha segnato almeno 5 punti in una sola partita.


Guardando l'altra faccia della medaglia, però, in molte altre occasioni di questa stagione Aldridge è stato la prima opzione offensiva per San Antonio, aiutando i nero-argento a mantenersi in corsa in partite punto-a-punto e trascinando i suoi a vincere anche importanti trasferte, come contro i Lakers o contro la stessa Portland.


Le vicissitudini vissute da LaMarcus in questo avvio di stagione, comunque, spiegano gran parte dei suoi alti e bassi. Ha dovuto operarsi alla spalla lo scorso giugno e ha passato la maggior parte dell’estate e dell’offseason a recuperare; inoltre, i dolori alle ginocchia gli hanno impedito di essere in campo per tutto il suo minutaggio abituale, costringendolo a gestirsi maggiormente.


Gli infortuni e l’età potrebbero aver preso il sopravvento su Aldridge, che non può più essere il leader che era anche solo un anno fa.



DEJOUNTE, IL NUOVO COMANDANTE


Durante la partita contro Dallas, Dejounte Murray è caduto appoggiando male la caviglia. Pop ha dovuto quindi privarsi del suo giovane numero 5 per quasi tutto il derby texano, osservando preoccupato la sua uscita claudicante dal campo, che non faceva presagire nulla di buono allo staff medico degli Spurs.


Nonostante l’infortunio si sia poi rivelato meno grave del previsto (Murray è rientrato già nella gara successiva contro Washington), è bastata una sola partita senza DJ per far capire a tutti quanto il talentuoso playmaker sia ormai il leader tecnico in attacco e in difesa della franchigia. Murray sembra aver fatto il grande salto, come mostrano tutte le sue voci statistiche.


FOTO: NBA.com

Con l’assenza di Derrick White, Murray si è preso ancora più responsabilità con la palla tra le mani e ha messo in piedi prestazioni fenomenali nell'ultimo mese. Il suo IQ e la sua nuova abilità di passatore sono stati tra le note liete della stagione di San Antonio.


É sembrato, poi, molto più a suo agio nel prendersi conclusioni dalla lunga distanza. L’attuale 29.5% nel tiro da tre non lo rende ancora una minaccia, ma è importante, per ora, vedere il suo impegno per aggiungere questa soluzione al proprio repertorio. La fiducia c’è - e grazie a questa e al duro lavoro, arriveranno anche i risultati.


Altrettanto importante è stata la leadership di Murray in questa stagione. Coach e compagni hanno sottolineato come la sua comunicazione in campo e la sua capacità di guidare il gruppo siano delle chiavi nei successi dei texani di questa stagione. E un apprezzamento del genere da parte di un’organizzazione della storia e della caratura degli Spurs, e di compagni come DeRozan e Aldridge, spiega molto dell’impatto avuto da DJ su questo gruppo.



KELDON “LA FURIA”


L’unica cosa più sorprendente dell’apparentemente infinita energia di Keldon Johnson è la quantità di soprannomi che la giovane ala piccola di Chesterfield ha ricevuto nella sua carriera. Ultimamente a questi si è aggiunto "Rampage", "La Furia", che va a fare compagnia a epiteti come "Big Body", "The Mustang" e altri decisamente meno adatti alle famiglie...


Keldon ha dimostrato di poter mettere in difficoltà le difese NBA in ogni partita di questa stagione, con una solida media di 14.4 punti e mandando a referto il proprio career-high (29) contro Houston due settimane fa.



Molti pronosticano per Johnson un futuro da 20 punti a partita in questa Lega, ma Keldon non si fa irretire dai complimenti.


Oltre a questo, sta giocando una solidissima pallacanestro difensiva, aiutato dalla sua versatilità e dalla capacita di accettare qualsiasi sfida uno-contro-uno. Ha marcato chiunque: da LeBron a Porzingis, ed è potuto uscire da ognuno di questi scontri a testa alta. Detiene il quarto miglior Defensive Rating della squadra ed è decisamente uno dei primi motivi per cui Pop quest’anno può sorridere.


Punto comune tra la pallacanestro offensiva e quella difensiva di Keldon è l’intensità. Si fatica a ricordare un altro giocatore passato dall'Alamo che avesse la stessa energia in ogni singolo momento della partita; la giovane ala semplicemente non ha un momento di pausa.


La mentalità di Johnson è risaltata dal suo basket. Non ha problemi se deve difendere contro il migliore degli avversari, né se deve attaccare il ferro contro un ex Difensore dell’Anno: avrà sempre coraggio e intensità. E già solo questa mentalità basterebbe a portarlo a lontano, ma sappiamo che il giovane prodotto di Kentucky ha anche molto altro per cui credere nel suo futuro.




Around the Game nasce con l’obiettivo di avvicinare gli appassionati italiani alla pallacanestro NBA, attraverso due tipologie di contenuti: i contributi realizzati e pubblicati dai membri interni della redazione (diffusi a titolo gratuito, senza scopo di lucro, protetti da copyright e soggetti a legislazione vigente in materia di diritti d'autore); e articoli tradotti delle testate estere in collaborazione con AtG, pubblicati e tradotti in italiano dalla nostra redazione. I contenuti del secondo tipo, i cui diritti d’autore appartengono alle testate giornalistiche da cui sono stati pubblicati originariamente, sono all’interno della sezione “Traduzioni” e vengono selezionati, tradotti e pubblicati da AtG solo dopo la ricezione da parte delle fonti di esplicito ed esclusivo consenso relativo a questa attività.

Around the Game non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza una periodicità prestabilita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, non può essere considerato un prodotto editoriale.

 

Alcune immagini sono prese dal web: se un contenuto è di tua proprietà e vuoi richiederne la rimozione, oppure per qualsiasi questione relativa ai diritti d’autore, ti preghiamo di inviare una mail a questo indirizzo: pr.aroundthegame@gmail.com

Fondatore e Direttore: Andrea Lamperti -  Fondatore e Web Manager: Ferdinando Dagostino

© 2017 by Around the Game.  Prodotto da SaidiSEO.com