• Andrea Campagnoli

Le 5 migliori squadre dei Boston Celtics senza anello

Parliamo di una franchigia che nella sua storia è riuscita a conquistare la bellezza di 17 titoli NBA (mai nessuno come loro). E i roster che ci sono andati vicino, ma non hanno vinto, tendono a essere dimenticati...



Questo articolo, scritto da Professor Parquet per Celtics Blog e tradotto in italiano da Andrea Campagnoli per Around the Game, è stato pubblicato in data 14 giugno 2020.



Prima della TOP 5, ecco 7 "Menzioni d’Onore"...


1971/72 Celtics (56-26) sconfitti nelle Eastern Conference Finals dai Knicks

Durante la prima esperienza nei Playoffs sotto la guida di coach Tom Heinsohn, i Celtics dei giovani Dave Cowens, JoJo White e Don Chaney, assieme ai veterani John Havlicek e Don Nelson, vennero sconfitti dai Knicks.

Boston era arrivata davanti a New York durante la stagione regolare, vincendo la Atlantic Division. Ma dopo aver sconfitto Atlanta per 4-2, i Knicks riuscirono a mettere in luce l’inesperienza di molti dei giocatori in maglia verde, aggiudicandosi il trono di campioni della Eastern Conference.


1987/88 Celtics (57-25) sconfitti nelle Eastern Conference Finals dai Pistons

Ancora una volta i Celtics furono in grado di chiudere la stagione con il miglior record della Eastern Conference. Tuttavia, Boston dovette affrontare diverse difficoltà, quell'anno. McHale saltò la prima parte di stagione a causa di un’operazione al piede, la panchina era piuttosto corta e pesava la mancanza di Bill Walton, che fu costretto a saltare l’intera stagione.

I Celtics riuscirono a sconfiggere a fatica Atlanta nelle Semifinali di Conference per 4-3. Di quella Gara 7 è celebre il quarto quarto, dove si è assistito alla sfida Bird vs Wilkins. Grazie ai 20 punti siglati negli ultimi 12 minuti, tirando con un 9/10 dal campo, Larry è riuscito a condurre la sua squadra in finale.

Tuttavia, durante la rivincita nelle Finali contro i più giovani, più profondi, più sani e più affamati Detroit Pistons, Boston vide cadere il suo scettro di campioni di Conference dopo 6 partite particolarmente intense.

I Celtics non riuscirono a raggiungere più quei livelli prima del 2002. La fine della "terza dinastia" di Boston venne sancita da una serie di fattori: gli infortuni, l’età, i ritiri di Bird, DJ e McHale, e la sfortunata morte di Reggie Lewis. Il Boston Garden chiuse le sue porte dopo 67 anni nel 1995: la fine di un’era.


FOTO: NBA.com

2009/10 Celtics (50-32) sconfitti nelle NBA Finals dai Lakers

Questa squadra sorprese molti addetti ai lavori arrivando alle Finali NBA. E se Kendrick Perkins non si fosse infortunato al ginocchio nella sconfitta in Gara 6, Boston forse avrebbe sconfitto i Lakers in Gara 7. O almeno, questo è quello che Doc Rivers sostiene.


Effettivamente quei Celtics, anche abbastanza spuntati, gettarono al vento un vantaggio di 13 punti nel quarto periodo e vennero sconfitti in una gara tiratissima, dominata dalle difese, per 83-79.

Kevin Garnett non aveva recuperato a pieno dall’infortunio e venne surclassato a rimbalzo da Pau Gasol. Kobe tirò male dal campo, 6/24, e non fu precisissimo dalla lunetta, 11/15, ma tutto ciò bastò ai Lakers per vincere il titolo.


1957/58 Celtics (49-23) sconfitti nelle NBA Finals dagli Hawks

Dopo aver vinto il loro primo titolo NBA, i Celtics vennero sconfitti nella rivincita contro gli Hawks per 4-2. Probabilmente anche a causa dell’assenza di Russell, messo fuori gioco da un infortunio alla caviglia durante le Finals.

Bob Pettit fu l’uomo degli Hawks, in grado di segnare 50 punti nella decisiva Gara 6 (mettendone 19 degli ultimi 21 della squadra), in una partita terminata 110-109.

Boston fu poi in grado di riprendersi presto da questa sconfitta, andando ad aggiungere alla propria bacheca 8 titoli NBA consecutivi...


1979/80 Celtics (61-21) sconfitti nelle Eastern Conference Finals dai 76ers

L’incredibile stagione da rookie di Larry Bird fu in grado di portare i Celtics da un record di 29-53 (il peggiore degli ultimi 30 anni) ad uno di 61-21, il migliore della Lega. Grazie al suo straordinario impatto, Bird fu nominato Rookie of the Year, First Team All-NBA e chiuse quarto nella classifica per il premio di MVP. Al primo anno...

Ma, come nel 1972, anche quei Celtics mancavano di esperienza, e lo dimostrarono in quelle Finali di Conference, venendo sonoramente sconfitti dai tanto odiati 76ers.

Dave Cowens dopo 10 anni di battaglie non aveva più così tanto ritmo e non si dimostrò in grado di reggere, sia a livello fisico sia a livello atletico, le due torri di Philadelphia, Caldwell Jones e Darryl Dawkins. Nonostante nelle Semifinali avesse annullato Moses Malone e nel 4-0 agli Houston Rockets.

(Sì, i Rockets facevano parte della Eastern Conference ai tempi. Dopo aver ricevuto questo pesantissimo sweep furono spostati ad Ovest e nella stagione successiva persero le NBA Finals per 4-2. Indovinate contro chi? I Celtics, ovviamente.)


FOTO: NBA.com

1974/75 Celtics (60-22) sconfitti nelle Eastern Conference Finals dai Bullets


I Celtics si presentarono alla stagione '74/75 da campioni in carica, e condividevano il miglior record della Lega con i Washington Bullets. Dopo le tiratissime Finals del '74 contro Milwaukee, vinte 4-3, Boston non riuscì a riconfermarsi e a sconfiggere i Bullets della coppia di Hall of Famers composta da Elvin Hayes e Wes Unseld.

I Celtics sconfissero 4-1 i Rockets nelle Semifinali, ma dopo essere andati sotto per 3-1 nelle ECF non riuscirono più a rialzare la testa.

Washington, poi, non fu in grado di conquistare il titolo NBA e venne nettamente sconfitta (4-0) dai Warriors di Rick Barry. Pochi anni fa, tra l'altro, Red Auerbach ha confessato che, tra le cause della sconfitta contro Golden State, ci sono senz'altro i troppi festeggiamenti per aver eliminato i Celtics.


2008/09 Celtics (62-20) sconfitti nelle Eastern Conference Semifinals dai Magic

Furono gli infortuni a frenare le possibilità di vincere il titolo di quei Celtics. Kevin Garnett fu costretto a saltare i Playoffs a causa di un infortunio al ginocchio occorsogli verso la fine della Regular Season. I big three - Pierce, Allen e KG - diventarono quindi un duo.


Nonostante ciò, Boston ottenne il terzo miglior record della Lega, alle spalle soltanto di Cleveland e dei Lakers. Dopo aver sconfitto i Chicago Bulls per 4-3 nel primo round dei Playoffs, però, Orlando fu in grado di eliminare i Celtics per 4-3. Se Garnett si fosse mantenuto sano, si potrebbe scommettere sul fatto che, probabilmente, avremmo potuto assistere all’ennesimo capitolo dell’eterna sfida tra Boston e Los Angeles nelle NBA Finals.

Tornando ai Magic, furono in grado di sconfiggere i Cavaliers nelle Eastern Conference Finals, ma dovettero arrendersi ai Lakers per 4-1.


FOTO: ESPN.com

TOP 5


5) 1966/67 Celtics (60-21) sconfitti nelle Eastern Conference Finals dai 76ers


Dopo che Boston aveva vinto 8 titoli di fila e 9 su 10 disponibili dal 1957, i Philadelphia 76ers furono in grado, finalmente, di porre fine al dominio Celtics. Per la prima volta in 13 stagioni, Russell non fu in grado di portare la sua squadra alle Finals.

Malgrado la presenza di giocatori del calibro di John Havlicek, Sam Jones, l’Hall of Famer Bailey Howell, il grande difensore Satch Sanders, KC Jones e Don Nelson, Boston non fu in grado di sconfiggere i Sixers, team che si era dimostrato solidissimo anche durante la stagione regolare, con un record di 68-13.


4) 1984/85 Celtics (63-19) sconfitti nelle NBA Finals dai Lakers

Furono ancora una volta gli infortuni a mettersi di traverso tra il titolo e i Celtics. Cedric Maxwell e Larry Bird, infatti, non poterono dare pienamente il loro contributo nelle Finali contro i Lakers dell’MVP delle Finals, Kareem Abdul-Jabbar.

Dopo aver concluso la stagione regolare con il miglior record della Lega e aver sconfitto i Cleveland Cavaliers per 3-1 durante il primo round dei Playoffs, i Celtics superarono anche i Pistons, non ancora in "versione Bad Boys", per 4-2. Nelle Eastern Conference Finals, Boston si sbarazzò agevolmente anche di Philadelphia (4-1), garantendosi la rivincita delle Finali dell’anno precedente, ancora con i Los Angeles Lakers.

I Celtics surclassarono letteralmente i Lakers per 148-114 in Gara 1, match che viene ancora oggi ricordato come “Massacro del Memorial Day”. In quella partita il vero protagonista fu Scott Wedman, in grado di sfoderare un 11/11 dal campo, comprese 4 triple pesantissime. Ma i Lakers, colpiti nell’orgoglio, riuscirono poi a capovolgere la serie, anche e soprattutto grazie all’impatto del 37enne Jabbar.

La starting lineup di Boston quella stagione era formidabile. Kevin McHale divenne parte integrante del quintetto, andando a prendere il posto di Maxwell, e divenne in poco tempo una vera e propria superstar. Anche Danny Ainge si prese il posto di titolare fisso, anche a causa del fatto che Gerald Henderson fosse stato scambiato.

L’unico problema che la franchigia più vincente della storia NBA poteva avere era dovuto a una panchina piuttosto corta. Maxwell non fu in grado di recuperare dall’infortunio e non riuscì a dare il suo contributo ai Playoffs, al contrario di come aveva fatto nel 1984, dove proprio le sue giocate, unite ai rimbalzi offensivi e alla dura difesa, erano risultate decisive per vincere il titolo.

L’aggiunta alla squadra del free agent Ray Williams, proveniente dai New York Knicks, non diede i risultati sperati. ML Carr e Quinn Buckner, così come Wedman, erano poco usati e alla fine delle loro carriere.

Larry Bird invece non era al 100% durante quei Playoffs, anche a causa di un infortunio alla mano e al gomito avvenuto durante una banale lite da bar. È opinione abbastanza diffusa che se Larry fosse stato totalmente sano, Boston avrebbe potuto vincere quel titolo.

Un altro fattore che non aiutò i Celtics nel ripetersi fu il cambiamento del format delle Finals. La stagione 1984/85 vide infatti per la prima volta l’introduzione del 2-3-2. Dopo che Boston vinse Gara 4 per 107-105 con il canestro decisivo realizzato da Dennis Johnson sulla sirena, al posto di tornare al Garden a giocare Gara 5, i Celtics furono così costretti a rimanere a Los Angeles.

Anche durante l’anno precedente Boston aveva vinto Gara 4 ai supplementari andando sul 2-2 nella serie. Poi in Gara 5, al Garden, nella partita ricordata come “The Sauna Game”, Bird aveva preso in mano le redini della squadra con 34 punti e 17 rimbalzi, portando i Celtics sul 3-2.


FOTO: NBA.com

3) 1986/87 Celtics (59-20) sconfitti nelle NBA Finals dai Lakers

Se questa squadra avesse avuto Bill Walton e Scott Wedman totalmente sani, se McHale non si fosse rotto il piede e se Len Bias non fosse deceduto per overdose subito dopo essere stato draftato, questi Celtics probabilmente sarebbero potuti diventare il più grande team di tutti i tempi.

Secondo la mia modesta opinione, i Boston Celtics targati 1985/86 sono la più grande squadra di tutti i tempi. Hanno chiuso la stagione con un record di 67-15 e contavano tra le proprie fila il tre volte MVP Larry Bird, McHale nell’apice della sua carriera, Robert Parish e DJ nel loro momento migliore, Ainge che stava crescendo, e il sesto (Walton) e il settimo (Wedman) uomo migliori della Lega. Ma la difesa del titolo non andò come previsto, sopratttutto a causa dell’infortunio di Walton e della morte di Bias.

Quello di Bill non fu l’unico infortunio che colpì Boston durante quella stagione. Anche la guardia Jerry Sichting dovette fare i conti con un misterioso problema di stomaco che lo tormentò per tutto l'anno; e pure McHale, che era sulla strada per entrare nel primo quintetto NBA in quella stagione, si fratturò lo scafoide (ma nonostante questo, volle continuare a giocare - nonostante sia i medici che Larry Bird fossero di tutt’altra opinione).

I Celtics precedettero gli Atlanta Hawks e si assicurarono il primo posto nella Eastern Conference, con un record di 59-23. E nonostante tutti i problemi sopra elencati, i Celtics lottarono fino alla fine per vincere il titolo. Superarono i Bulls agilmente nel primo round e, dopo aver rischiato di gettare alle ortiche un vantaggio di 3-1, vinsero la serie contro i Bucks per 4-3.

Dopo aver sconfitto Milwaukee però le cose non si fecero più facili, anzi, tutt’altro. Nelle Eastern Conference Finals, Boston dovette combattere contro gli indemoniati e per niente pacifici Detroit Pistons. I Celtics ebbero la meglio dopo 7 partite durissime (giocate nel giro di soli 11 giorni, dal 19 al 30 maggio), e davvero spettacolare fu Gara 7, con una prestazione di Larry Bird indimenticabile, 37-9-9.

Allo stesso tempo, in una Western Conference molto più morbida, i Los Angeles Lakers avevano vita assai semplice nel loro percorso verso le Finals. Sconfiggendo due squadre con un record al di sotto del .500 e un team da 42 vittorie e 40 sconfitte. I Lakers divennero campioni ad Ovest con 11 vittorie e 1 sola sconfitta, giocando 5 partite in meno dei C's.

Boston alla fine andò anche vicina a sorprendere i Lakers e a vincere il titolo, ma alcune decisioni arbitrali nel corso della serie resero ogni tentativo vano. Tutti ricordano quelle chiamate in Gara 4.

La serie si chiuse sul 4-2, ma anche la Gara 6 giocatasi a Los Angeles non può essere ricordata come una delle meglio arbitrate. Tutti e tre i centri dei Celtics, all’intervallo, avevano sulle spalle tre falli a testa. E così, con un parziale di 30-12 nel terzo quarto, i giallo-viola presero il largo.


2) 1981/82 Celtics (63-19) sconfitti nelle Eastern Conference Finals dai 76ers

I Celtics della stagione '81/82 erano davvero forti. La squadra era stata in grado di vincere la bellezza di 18 partite consecutive, molte delle quali anche senza Larry Bird, che si era infortunato al volto dopo una gomitata ricevuta da Harvey Catchings.

Ironicamente, quando Larry fu di nuovo abile e arruolabile, divenne praticamente il sesto uomo di quei Celtics per più di un mese, in quanto McHale aveva preso il suo posto nella lineup titolare. Boston giocava cosi bene e continuava a vincere talmente tanto, che coach Bill Fitch decise di non cambiare il suo nuovo quintetto base.

Bird era comunque uno dei migliori giocatori dell’intera Lega e per la terza stagione consecutiva aveva trascinato i Celtics ad avere il miglior record della Regular Season. Dopo aver inflitto 40 punti ai 76ers in Gara 1, Philadelphia fu in grado di ribaltare la situazione in G2. Ma il vero disastro avvenne in Gara 3, esattamente come 9 anni prima, nella stessa gara delle Conference Finals.

Come era successo a John Havlicek, anche la point guard Nate Archibald si infortunò alla spalla e dovette mettere la parola fine ai suoi Playoffs. Malgrado non fosse il miglior giocatore del roster, il suo contributo risultava comunque decisivo e difficile da sostituire.

Come nel 1973, Boston finì sotto 3-1 nella serie, tuttavia riuscì a reagire, a vincere Gara 6 a Philadelphia e spostare le sorti della Finali di Conference al Garden. Ma ancora una volta, proprio come nel 1973, ad avere la meglio furono i Sixers, che trionfarono per 120-106.


FOTO: NBA.com

1) 1972/73 Celtics (68-14) sconfitti nelle Eastern Conference Finals dai Knicks

Contro ogni previsione, la squadra che ha conseguito il miglior record nella Regular Season nella storia della franchigia non ha contribuito a vincere uno dei 17 titoli presenti nella bacheca di Boston.

Dopo l’ultimo titolo del 1969, i Celtics iniziarono un rebuild, in quanto sia Bill Russell che Sam Jones avevano deciso di ritirarsi. Il grande Tom Heinsohn, dopo aver faticato nei suoi primi anni da allenatore, aveva finalmente trovato una quadra. E già nella stagione 1971/72 i Celtics vinsero l’Atlantic Division, registrando il miglior record della Eastern Conference, perdendo però quelle Finali contro i New York Knicks per 4-1.

Nella stagione successiva, Dave Cowens fu la vera sorpresa in casa Celtics, giocando un’ottima Regular Season e venendo nominato MVP. L’energico centro viaggiò ad una media di 20.5 punti a partita e 16.2 rimbalzi, giocando con un’intensità difensiva mostruosa e divenendo vera e propria fonte di ispirazione per tutti i lunghi della Lega. Tutto ciò, però, non fu sufficiente per essere nominato nel primo quintetto NBA: gli fu preferito Jabbar.

C’era poi John Havlicek (23.8/7.1/6.6), considerato da molti il giocatore più completo della NBA, nominato sia nel primo quintetto NBA sia in quello difensivo, all’età di 32 anni. E c'era anche JoJo White, veloce e promettente point guard di 26 anni, che fu una risorsa molto importante durante quella annata con 19.7 punti a partita.

L'arrivo del veterano (e grande difensore) Paul Silas, ala grande da 13 punti e 13 rimbalzi di media a partita, che andava a sposarsi perfettamente con Cowens, permise a Don Nelson (10.1 punti a partita) di riprendere il suo ruolo di sesto uomo. Completavano il roster Don Chaney (13.1 punti a partita), una delle guardie difensive più forti della Lega, il futuro Hall of Famer Paul Westphal, l’ala Steve Kuberski e la guardia Art Williams. Tuttavia, la panchina Celtics, ancora una volta, era piuttosto corta, e si rivelò anche in quella annata il tallone d’Achille della franchigia del Massachusetts.

Grazie al contributo di Cowens e Silas, Boston guidava la Lega in termini di rimbalzi. Erano poi la seconda squadra per punti segnati a partita (112.7) ed erano anche tra i primi per numero di assist. Havlicek ne sfornava 6.6 a partita, seguito da White (6.1) e Cowens (4.2).

Havlicek, Cowens e White rendevano la vita difficile alle difese avversarie con i loro contropiedi fulminei, con una media minuti a partita superiore ai 40. Tuttavia, nessun altro giocatore dalla panchina, a parte Nellie (19.8 minuti per match), superava i 12 minuti in campo.

Dopo una stagione regolare senza troppi patemi, Boston incontrò qualche difficoltà contro gli Atlanta Hawks.

Gara 1 vide il dominio dei C's, grazie alla prestazione mostruosa offerta da Havlicek, il quale fu in grado di siglare 54 punti con 24/36 dal campo (record). Ma, successivamente alla sconfitta anche in Gara 2, gli Hawks riuscirono a vincere i successivi due incontri, rimettendo tutto in discussione.


Gara 5 a Boston non fu tra le più semplici della storia della franchigia, ma grazie alle prestazioni di Hondo e JoJo, Atlanta uscì sconfitta dal TD Garden. Gara 6 invece vide come protagonisti ancora una volta White, che siglò 33 punti, e Cowens, 27 punti e 16 rimbalzi, che giocarono un ruolo decisivo nel 121-103 che portò all'eliminazione degli Hawks.

Nelle altre semifinali di Conference, New York ebbe la meglio per 4-1 sui Washington Bullets, e si dichiarò pronta a rendere la vita difficile ai Celtics. I Knicks erano una squadra ottimamente costruita, ben bilanciata e fortissima in difesa.

I due club si divisero equamente la posta nelle prime due partite di Conference Finals. I Celtics vinsero Gara 1 per 134-108, tirando con il 57% dal campo. White siglò 30 punti e Havlicek andò ad un passo dalla tripla doppia, chiudendo la partita con un 26-9-11; NY però restituì il favore ai rivali, vincendo al MSG per 129-96 in una Gara 2 che vide ben 8 giocatori dei Knicks andare in doppia cifra.

Gara 3 era di nuovo a Boston. Fu un incontro combattutissimo, con risposte colpo su colpo, fino a quando, verso la fine della partita, dopo uno scontro con Dave DeBusschere, Havlicek fu costretto ad abbandonare la partita, condannando i Celtics alla sconfitta per 98-91. Havlicek nonostante l’infortunio fu in grado di siglare 29 punti, Cowens 27 e White 24. Tuttavia, il resto della squadra segnò la miseria di 11 punti.

Proprio a causa della botta alla spalla subita in Gara 3, “Hondo” fu costretto a saltare Gara 4 a New York, una delle partite più bella della storia dei Playoffs NBA. Come in Gara 3, fu un incontro senza esclusioni di colpi, giocato sempre sul filo del rasoio. Due tiri liberi di Walt Frazier regalarono l'89-89 ai Knicks, e White avrebbe avuto tra le mani anche la palla per vincere l’incontro, ma non ebbe fortuna. Anche il primo tempo supplementare, poi, si concluse in parità, sul 12-12.

Nel secondo overtime Cowens dovette abbandonare il campo per falli, dopo aver giocato una partita da 33 punti e 14 rimbalzi. A quel punto New York, grazie alle giocate di Phil Jackson e DeBusschere, riuscì a prendere il largo e vincere la partita 117-110, con 37 punti di Frazier.

Sotto per 3-1, Boston era davvero spalle al muro.


Havlicek quindi provò a tornare in campo e, partendo dalla panchina, chiuse la partita con 18 punti. I Knicks erano in vantaggio di un punto a pochi secondi dalla fine quando Silas, il peggior tiratore di liberi della squadra, venne mandato in lunetta da un fallo di DeBusschere. Paul, che fino a quel momento era 1/3 dalla linea dei liberi, riuscì però a segnarli entrambi: 98-97, mantenendo vive le speranze di Boston.

Gara 6 a New York vide un’altra prova di orgoglio dei Celtics, che sconfissero ancora una volta i Knicks per 110-100, pareggiando la serie sul 3-3. Tutti e cinque gli starter di Boston andarono in doppia cifra. Il GM dei Knicks Ned Irish si infuriò talmente tanto con la sua squadra, che dopo essersela presa con ogni giocatore, li minacciò anche di tagliare loro lo stipendio, pensando che New York avesse gettato via la serie.

Nessuna squadra aveva mai vinto una Gara 7 al Boston Garden prima del 1973. Ma anche a causa dell’infortunio di Havlicek, i Knicks strapparono il fattore campo, e vinsero la partita 94-78, soprattutto grazie ai 25 punti di un grande Frazier.

Fu una ripetizione delle ECF piuttosto amara per Boston. Tuttavia, in fin dei conti, persero con la squadra che poi avrebbe vinto il titolo, sconfiggendo 4-1 i Lakers nelle Finals. Ma la "bastonata" di Gara 7 fece solo bene ai Celtics, che nelle ECF del 1974 demolirono letteralmente New York per 4-1, per poi andare a vincere il titolo dopo una lunghissima battaglia di 7 partite contro i Bucks (il primo trofeo dell’era post-Russell).



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