• Claudio Biolchini

Le 5 "vittime" del calo del Salary Cap

Senza basket giocato, le franchigie pensano al futuro. Come potrebbe muoversi chi non ha spazio salariale?


FOTO: Yahoo! Sports

La crisi dovuta alla diffusione del Covid-19, comunque vada a finire la stagione, comporterà un abbassamento del Salary Cap nel 2020/21, ribaltando le previsioni di qualche tempo fa - che erano per un ulteriore rialzo.


Questo inevitabilmente comporterà un assottigliamento notevole del margine operativo di numerose franchigie, soprattutto quelle che hanno già occupato molto spazio salariale. Andiamo ad analizzare le squadre più inguaiate da questo punto di vista, immaginando quali scelte potrebbero fare - talvolta radicali, sia in entrata che in uscita.



Philadelphia 76ers ($ 147.170.412 già impegnati per il 2020/21)


Al Horford e Tobias Harris sono molto difficili da scambiare, bloccati da contratti onerosi e rendimenti leggermente al ribasso rispetto alle loro precedenti esperienze. Per cambiare qualcosa, quindi, sarebbe necessario scambiare uno dei due big, Ben Simmons o Joel Embiid, risolvendo anche il problema di convivenza tecnica tra loro. Ma chi sacrificare?


L'australiano, anche se non ha mostrato segni di progresso nel tiro da fuori, con spaziature e ritmi più elevati potrebbe avere tra le mani una tripla doppia di media. Il camerunense, con un pace più lento, è un'ancora sia offensiva che difensiva, ma non dà garanzie dal punto di vista fisico e i suoi progressi come passatore stentano a vedersi.


Entrambi non avrebbero problemi ad avere mercato. I tifosi sembrano già divisi tra "guelfi" e "ghibellini", soprattutto sull'appoggio a Embiid, ma il front office potrebbe semplicemente ascoltare offerte per entrambi e valutare quali potrebbero essere gli scenari più vantaggiosi. Potrebbe essere la "decision" del trade market 2020?


Josh Richardson, col suo contratto da circa 11 milioni, dovrebbe essere la moneta di scambio per perfezionare il roster dopo aver fatto la grande scelta. Furkan Korkmaz, tiratore ormai indispensabile, sarà al suo ultimo anno di contratto a meno di 2 milioni. Il tempo stringe, e questo gruppo non sembra competitivo a breve termine per l'anello.


Serve un (ulteriore) rischio.



Golden State Warriors ($ 145.603.990 già impegnati per il 2020/21)


I californiani la loro grande scelta l'hanno già fatta, spedendo nel Minnesota D'Angelo Russell per Andrew Wiggins. Strada rischiosa, ma presa con l'obiettivo della chimica di squadra quando gli Splash Brothers saranno nuovamente in campo insieme a guidare il team.


FOTO: NBA.com

Ora Steve Kerr può comodamente studiare i ragazzi in uscita dal college, avendo a disposizione una scelta di alto livello nel Draft 2020. Il sogno più o meno dichiarato è Anthony Edwards, combo guard freshmen di Georgia. Il talentuoso ma acerbo ragazzo, però, potrebbe comunque essere scambiato, per arrivare subito a un giocatore più formato.


Il più è fatto, c'è solo da scegliere bene al draft, aspettare i ritorni di Klay Thompson, Steph Curry (che era tornato pochi giorni prima della sospensione e ora avrà tempo per recuperare la miglior condizione fisica) e Kevon Looney, nonché promuovere Eric Paschall, unica eredità felice di questa stagione di transizione.


Gli altri contratti non pesano particolarmente sul monte salari e sono facilmente manovrabili. I pilastri ci sono ancora tutti e pagare la Luxury Tax non è mai stato un problema.


I Golden State Warriors stanno tornando, e spaventeranno la Lega. Ancora una volta.



Brooklyn Nets ($ 133.706.318 già impegnati per il 2020/21)


Per Brooklyn il 2020/21 sarà il vero anno zero. Le condizioni di Kevin Durant al suo ritorno ci diranno quante reali possibilità di titolo avranno Kyrie Irving e compagni, ma le aspettative saranno comunque altissime.


FOTO: NBA.com

Il giocatore più in odore di trade è Spencer Dinwiddie, autore di prestazioni esaltanti in questa stagione, ma poco funzionale a convivere con due superstar. Avrà sicuramente mercato, visto che guadagnerà solo 11.4 milioni di dollari, e potrebbe essere sacrificato anche per recuperare spazio salariale e quindi trattenere Joe Harris, tiratore imprescindibile che è in scadenza di contratto. Un'ipotesi alternativa potrebbe essere privarsi di Caris LeVert o Taurean Prince che richiamano più soldi a libro paga: 16 milioni il primo e quasi 14 il secondo. Un altro pezzo pregiato, Jarrett Allen, è in scadenza, e sarà difficile trovare un accordo per il rinnovo, con già DeAndre Jordan a roster (che sembra il preferito del nuovo allenatore Jacque Vaughn): non è da escludere che venga unito a uno dei nomi precedenti per un'eventuale "maxi trade".


E' tutto nelle mani del front office: scelta del coach e perfezionamento della squadra per dare l'assalto al trofeo. Il potenziale c'è, non va depauperato.



Houston Rockets ($ 131.331.546 già impegnati per il 2020/21)


I Rockets sono assolutamente bloccati, ma non è detto che sia a prescindere una cosa negativa.


I nove giocatori con più minuti sul parquet sono vincolati anche per la prossima stagione e i texani hanno già rischiato tutto nella trade per Russell Westbrook e nell'affare Capela-Covington, e questi Playoffs sarebbero stati - o saranno (si spera) - un banco di prova interessante per capire le effettive potenzialità della small ball a oltranza.


La grande incognita sarà il futuro del coach Mike D'Antoni, che si trova nel suo contract year. Non dovesse concludersi questa stagione, il front office potrebbe essere "costretto" a confermarlo, vista l'impossibilità di cambiare la squadra per l'arrivo di un nuovo allenatore. Dovesse invece finire male un eventuale proseguimento del campionato, tutto potrebbe essere ripensato.


Una cosa resta certa: Houston nel 2020/21 troverà ancora lo spauracchio Golden State Warriors sulla sua strada. E l'all-in era stato fatto pensando soprattutto a questa annata...



Milwaukee Bucks ($ 130.777.415 già impegnati per il 2020/21)


Se c'è una franchigia che si deve disperare per l'interruzione o l'eventuale sospensione della stagione NBA, questa è Milwaukee. Stra-favoriti a Est, i Bucks stavano giocando il loro miglior basket di sempre, con un Giannis Antetokounmpo addirittura in miglioramento rispetto alla sua annata da MVP. Brogdon è stato sostituito alla grande, senza sbagliare nulla. E ora, anche con una ripresa, il tipo di basket proposto da coach Mike Budenholzer, basato su ritmo e tiro da tre, non sarà per nulla facile da riassettare in breve tempo.


Per il 2020/21 il roster rischia di perdere Pat Connauhton, Kyle Korver e Marvin Willams. E ogni pezzo, in Wisconsin, è più importante del suo valore effettivo. Smontare questo gruppo, anche in minima parte, non sarebbe una scelta priva di conseguenze. L'executive Jon Horst dovrà essere bravo a negoziare i rinnovi e la proprietà non dovrebbe creare problemi a pagare una (abbondante) Luxury Tax, nell'ultimo anno di contratto di Antetokounmpo.


L'imperativo a Milwaukee è non perdere questo treno.




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