• Andrea Campagnoli

Le 8 epoche dell'NBA e il loro impatto sul Gioco



Questo articolo, scritto da Kelly Scaletta per The Basketball Writers e tradotto in italiano da Andrea Campagnoli per Around the Game, è stato pubblicato in data 18 febbraio 2019.



Avete mai guardato una partita e sentito un telecronista speculare su come una star di oggi si sarebbe comportata in passato, o viceversa? Avete mai visto un dibattito infuriare su Twitter, quando qualcuno si mette a fare polemica, precisando poi che "non si possono confrontare giocatori di epoche diverse"?


Tali discussioni si trasformano il più delle volte in un confronto tra epoche.


C'è un po' di verità in tutto questo. Le ere cambiano, e alcuni giocatori avrebbero avuto più successo nell'era in cui hanno giocato che in un'altra. Certo. Ma questo ha anche a che fare con il loro sviluppo in base all'epoca in cui hanno giocato: è come discutere se un mammut lanoso possa sopravvivere in Africa meglio di un elefante nell'era glaciale...



PRE-NBA



Sì, il basket si è evoluto ed è cambiato molto nel corso degli anni, anche molto prima che nascesse un campionato centralizzato.


Immagino che, ora, qualche anziano possa lamentarsi di come, ai suoi tempi, non gli fossero permessi tutti questi infiniti palleggi. Anzi, erano a malapena contemplati. C'erano certi giocatori inventivi che si passavano la palla da soli, facendola rimbalzare sul pavimento, inventando l'auto-passaggio, ossia l'origine del palleggio. All'epoca, però, le palle da gioco non erano perfettamente sferiche come oggi, quindi i palleggi stessi erano spesso errati. Di conseguenza, i giocatori correvano lungo il campo giocando la palla di mano in mano, come le regole consentivano all'epoca.


Per un po' di tempo le partite si giocavano all'interno di "gabbie", e questo è stato uno dei periodi più violenti della storia del gioco. Il basket allora aveva elementi dell'hockey, se guardiamo ai contatti tra i giocatori. (Chi parla del gioco "fisico" degli anni '90, dovrebbe davvero dare un'occhiata agli anni '20).


C'è molto di più di quello che esisteva prima dell'NBA di quanto molti tifosi considerino, e quindi quando parliamo di come il gioco era "pensato" per essere giocato, dobbiamo essere meno statici. E, dalle riprese di cui sopra, forse riconoscere che i giocatori, già allora, avevano più abilità di quanto si possa pensare.



GLI ANNI '50



Prima degli anni '50, il "basket professionistico" era considerato qualcosa di inferiore al basket universitario. Questo è cambiato con lo scandalo del 1950/51 del CCNY, che ha mandato in frantumi la reputazione del basket universitario per anni.


Il momento più o meno coincise con la fusione delle due più grandi leghe professionistiche - la Basketball Association of American e la National Basketball League - per formare la National Basketball Association dopo la stagione 1948/49.


La combinazione di questi due eventi ha trasformato l'NBA nel nuovo fulcro del mondo della pallacanestro. E poi ci fu l'emergere dei Big Men.


George Mikan, 210 cm, cambiò il modo di giocare in maniera cosi evidente che la NBA fu costretta ad allargare il campo (12 piedi). Mikan ha trasformato il gioco in una questione per giganti (25 dei primi 27 MVP sono andati a centri).


Lo shot clock, introdotto nella stagione 1955/56, cambiò di nuovo tutto, con i ritmi e i punteggi medi delle partite che si impennarono.



GLI ANNI '60



Tre cose hanno avuto un enorme impatto sugli anni '60, anche se due di esse hanno avuto la loro genesi alla fine degli anni '50.


Il primo è stato Wilt Chamberlain, il cui predominio da un punto di vista individuale fu tale da raggiungere una media di 50 punti a partita, giocando letteralmente tutti i minuti a sua disposizione, supplementari compresi. Le sue uniche assenze furono a causa di espulsioni. Per frenare lo strapotere di Wilt, la NBA ha allargato nuovamente la larghezza del campo, questa volta portandola a 16 piedi.


Il secondo fattore è stato il dominio dei Boston Celtics. Oggi si può perdere di vista il vero impatto che hanno avuto sulla Lega, ma il sistema impiegato da Red Auerbach ha gettato le basi per le posizioni (point guard, shooting guard, small forward, power forward e centro) che sono diventate lo standard per i successivi 50 anni (e solo ora alcuni di questi concetti cominciano a cambiare).


Il terzo fattore è stato quando i Celtics hanno messo in campo la prima lineup titolare con solo giocatori di colore nella stagione 1964, rompendo la "quota" non ufficiale di quattro giocatori neri per squadra. Da quel momento in poi, le squadre hanno iniziato ad aggiungere altri afro-americani. Il gioco ne ha benficiato.


Gli atleti di quest'epoca non erano - non potevano essere - al livello di quelli di oggi, da un punto di vista fisico. Questo perché il livello di preparazione e allenamento aveva, ovviamente, standard molto inferiori rispetto a quelli contemporanei.



GLI ANNI '70



Gli anni '70 sono stati un periodo elettrizzante per il basket, in quanto l'American Basketball Association (nata nel 1967/68) è cresciuta talmente tanto da iniziare a competere con l'NBA. Essa riuscì ad attrarre alcuni dei giocatori di punta, come David "Skywalker" Thompson e Julius "Dr. J." Erving.


La nuova Lega era fiammeggiante e colorata, cosi come la palla che utilizzavano, che era rossa, bianca e blu invece che arancione. Il nuovo campionato si giocava ad un ritmo più veloce e aveva anche una linea del tiro da tre punti, cose che poi sono entrate a far parte dell'NBA quando i campionati si sono uniti nel 1976.


L'NBA, al confronto, era lenta e noiosa ai tempi, malgrado ci fossero giocatori come Kareem Abdul-Jabbar.


Per certi versi, c'è stata una sorta di "egemonia inversa" che si è verificata quando l'NBA ha vinto la battaglia tra i campionati. L'NBA "ha vinto" la guerra. Ma alla fine, il gioco più veloce e divertente che l'ABA aveva "inventato" ha trionfato sull'NBA stessa. (Meno la palla, naturalmente).



GLI ANNI '80



Dalla metà degli anni '70 (quando era un sottoprodotto dell'ABA) alla fine degli anni '80, l'NBA ha giocato al ritmo, misurabile, più veloce di sempre. (Anche se i primi anni '60 erano probabilmente molto più veloci, ma ai tempi non riuscivamo a capirlo totalmente, perché i rimbalzi non erano distinti tra attacco e difesa, né si contavano le palle perse prima del 1972 - dati essenziali per determinare la velocità del gioco).


Larry Bird dei Celtics e Magic Johnson dei Lakers erano le stelle del campionato. Avevano una rivalità personale (risalente ai tempi del college) che ha catturato l'immaginazione della nazione e ha messo le rispettive squadre l'una contro l'altra in finale per tre volte. Tutto questo è accaduto mentre la natura del pubblico televisivo viveva un'enorme transizione.


La crescita della TV via cavo stava facendo in modo che i tifosi potessero guardare in diretta quasi tutte le partite delle loro rispettive squadre. Il balzo degli ascolti degli anni '80 ha spinto il campionato, rendendo il basket il secondo sport più popolare della nazione dopo il baseball.


La rivalità tra Bird e Magic ha anche cambiato il modo in cui il pubblico ha percepito il gioco. Mentre la prima metà degli MVP della Lega erano stati assegnati ai cosiddetti Big Men, a partire dagli anni '80 si registra un vistoso cambio di tendenza.


Oh, e non dimentichiamo la figura di Tom Chambers, il primo unrestricted free agent della storia della NBA. Fino a quel punto, c’erano solo due modi per mettere insieme una squadra: Draft o Trade. Ma la free agency ha cambiato totalmente gli equilibri e le regole.


Pensate che un team oggi possa tenere insieme otto Hall of Famers come fecero i Celtics degli anni '60 con la presenza della free agency?



GLI ANNI '90



Gli anni '90 sono quasi un sinonimo di Michael Jordan, che è riuscito ad un unire sotto un'unica persona un’inedita capacità di segnare, il carisma, le statistiche e il successo. Tutti fattori che lo hanno reso una star anche al di fuori dell'NBA. Era una celebrità internazionale. Le sue stagioni da miglior realizzatore della Lega, i suoi premi come MVP (della Regular Season e delle Finals), la dimensione globale del suo personaggio e soprattutto i due threepeat con i Chicago Bulls sono qualcosa a cui nessun altro si è avvicinato.


Era il GOAT. Tutti volevano essere "come Mike". Ha portato la popolarità del gioco a livelli ben oltre superiori a quanto fatto da Magic e Bird. Ora, la popolarità non era limitata solo all'America. E così, nel 1992 il Comitato Olimpico permise alle stelle dell'NBA di partecipare alle Olimpiadi. Nacque il Dream Team.


Magic, Larry, Michael, Charles Barkley, John Stockton, Scottie Pippen, Patrick Ewing e altri formarono la più grande squadra mai assemblata. Un'intera generazione di tifosi europei si innamorò del basket.


Alcuni dei ragazzi europei che iniziarono a giocare a basket proprio allora, sono quelli che abbiamo visto in NBA nel nuovo millennio. Prima di quelle Olimpiadi, c'erano 24 giocatori "internazionali" nella NBA. Negli ultimi anni siamo intorno ai 120. Quasi un quarto di quelli che militano nella Lega. L'effetto a cascata del Dream Team.


Lo sviluppo delle High School, entrando nel nuovo millennio, passa ad un altro livello, così come il college. Ci sono campionati competitivi in Europa, Cina, Sud America e Australia. C'è la G-League. Non solo il bacino di giocatori è più grande, ma è anche più sviluppato.


La Lega entra negli anni 2000 più profonda che mai, e larga parte di questo cambiamento lo si deve al testimone passato da Bird e Magic a Michael Jordan, e al lavoro del commissioner David Stern "globalizzare" l'NBA.



GLI ANNI '00



L’NBA era preoccupata, dopo il ritiro di Jordan. Chi avrebbe trascinato la Lega in sua assenza?


In quegli anni vennero apportate una serie di modifiche alle regole. Comunemente definite come "togliere il freno a mano" (cosa che in realtà è avvenuta per fasi), le modifiche alle regole sono state introdotte nel corso di 11 anni, a partire dalla stagione 1994/95 fino al 2005. Vennero implementati, tra le altre cose, i 3 secondi difensivi. E contrariamente all'opinione popolare, le modifiche alle regole hanno aiutato più le difese che gli attacchi.


Le squadre sono state spinte ad adottare nuovi sistemi difensivi. Tom Thibodeau in particolare, con la sua “five men on a string”, ha creato un nuovo modo di difendere, finendo poi per diventare un'ispirazione per tutta la Lega.


Le percentuali di tiro e il rating offensivo nei primi dieci anni del nuovo secolo sono stati i più bassi di sempre dall'introduzione della linea dei tre punti. E quando si parla del posto di Kobe Bryant nella storia, la gente dovrebbe ricordare l'epoca in cui giocava. Questo non lo rende "migliore" o "peggiore". Lo rende speciale in quello che ha fatto nell'epoca in cui ha giocato.



GLI ANNI 2010



Durante le Finali 2014, i San Antonio Spurs hanno messo in scena qualcosa di inedito, che ha mandato in tilt i Miami Heat. 55 triple in quattro partite, su solo 118 tentativi: gli Spurs sono stati i primi a distruggere davvero la difesa introdotta da Thibodeau. Allungandola sul campo.


A qualche anno di distanza, quei numeri sembrano relativamente sorprendenti. Ma questo perché la crescita nella frequenza del tiro da tre punti si è impennata nella seconda parte dell'ultima decade. Basti pensare alla media di 20.5 tentativi dall'arco nella stagione 2013/14 - quest'anno siamo a più di 35.


I punteggi sono decisamente più alti, e qualche ex giocatore ha detto che "avrebbe segnato 50 punti a partita nel gioco di oggi". Ma è impossibile "proiettare" un giocatore in un contesto diverso. Giusto per fare un esempio, ci potrebbero essere dei problemi oggi per giocatori del passato non eccellenti nel tiro da tre - come Bryant (32,9% in carriera) e Jordan (32,7%), che d'altro canto avrebbero probabilmente sviluppato maggiormente questo aspetto del loro gioco se necessario per raggiungere il massimo del loro potenziale.


Non è possibile confrontare le epoche. Implicano diverse abilità, diverse regole, diverse squadre e concetti di gioco, diversi metodi di allenamento e persino differenze nella tolleranza razziale e nella diversità. Quello che si è voluto fare in questo articolo è apprezzare quello che le diverse epoche hanno portato in dote allo sviluppo dell'NBA per come la conosciamo oggi.


E chissà come parleremo, tra 10 anni, della decade di NBA appena iniziata.