• Alessandro Rosi

Le origini del basket: muscoli e religione


Uomini forti, che potessero affrontare le sfide e le guerre del futuro. Questa la filosofia della Muscular Christianity, movimento nato in Inghilterra nel 1840 che ispirò, tra gli altri, l'inventore della pallacanestro: James Naismith.



Senza la religione probabilmente non ci sarebbe il basket. La prima partita si è giocata infatti in un istituto cristiano, il YMCA di New York. E l’inventore della pallacanestro, il professor James Naismith, non era uno qualunque: era un "Muscular Christian".


Cosa si intende con questo termine? È difficile da tradurre in italiano, ma è una concezione che punta sulla fisicità, sulla mascolinità e sul corpo, e che ha origine in Gran Bretagna nel 1840. Sono gli anni della prima rivoluzione industriale, e con l’introduzione delle macchine si spende meno tempo al lavoro e più per i piaceri: per questo si parla anche di Leisure Revolution. Gioco d'azzardo e prostituzione esplodono. L'etica cristiana non lo può accettare e cerca di puntare su una formazione morale attraverso il fisico: la Muscular Christianity, appunto. I cristiani cominciano quindi a pensare che lo sport sia una via migliore per sfogarsi rispetto agli altri piaceri, elevando il proprio corpo ad autentico oggetto di culto. Creando, tra le altre cose, anche una iconografia del movimento.


Foto: davidtitterington.medium.com

L'imperialismo britannico, uno dei fattori della Muscular Christianity


Ma c'è anche un altro motivo che spinge verso questo movimento che esalta il corpo. E sono le guerre. Con l'aumento del numero delle fabbriche nelle città, si ha la possibilità di produrre armi in minor tempo. Basti pensare che poco prima, alla fine del XVII secolo, chi costruisce armi ne riesce a produrre decine di migliaia per anno.


Quante nel 1815? Milioni. E con la tecnologia che va avanti diventano anche più precise: un proiettile può raggiungere il bersaglio con un'accuratezza 30 volte superiore rispetto al passato. Con la corsa agli armamenti, soffiano venti di guerra in Europa e in America. E il conflitto scoppierà nel Vecchio Continente il 4 ottobre del 1853, con la Guerra di Crimea, mentre la Guerra di Secessione Americana sarà combattuta a partire dal 12 aprile 1861.


Ma tutto ciò cosa comporta nella società inglese dove nasce la Muscular Christianity? Che molti inglesi credono che porre l'accento sul fisico sia fondamentale per l’imperialismo britannico. In particolare lo ritengono i protestanti bianchi anglosassoni, che vogliono capeggiare sulle altre "razze". Perciò il cristiano deve farsi trovare "pronto".


L'influenza di Theodore Roosevelt nello sviluppo degli sport in America

Così le chiese iniziano a formare le loro prime squadre e a costruire le prime strutture sportive. Questo è il motivo per cui nasce a Londra, nel 1844, la YMCA (Young Men's Christian Association). Un'associazione fondata dal commerciante di tessuti George Williams, che ha uno scopo preciso: "Mettere i principi cristiani in pratica attraverso programmi che rendano salutare lo spirito, la mente e il corpo di tutti". La YMCA sbarca poi in America, dove nel 1880 apre la sua sede a New York, al 222 di Bowery street.


Una strada dove si scommetteva e si era dediti al peccato. E invece ora i ragazzi possono praticare attività fisica e assistere alle letture di Theodore Roosevelt e Henry Ward Beecher. Sì, proprio quel Theodore Roosevelt, l'uomo che nel 1901 diventerà presidente degli Stati Uniti d'America. Lui, come il padre, era un gran sostenitore della Muscular Christianity. Il suo motto? “Non colpire mai morbido”.


James Naismith crea uno sport per ragazzi indisciplinati

Il Triangle magazine del Gennaio 1892. Foto: sports.ha.com

Roosevelt e la YMCA contribuiscono a diffondere sempre di più lo sport in America. E Luther Gulick, a capo del dipartimento di educazione fisica dell'associazione, crea la prima lega di sport delle università.


Ma fa di più: invita il professor James Naismith a inventarsi un'attività che i ragazzi possano svolgere durante l'inverno. E così nasce il basket.


Quali sono i motivi ispiratori di questa nuova disciplina? Il primo è pratico: avere l’attenzione di un gruppo di uomini indisciplinati. Mentre il secondo più spirituale: crede che il basket possa contribuire a costruire la personalità dell’individuo e sviluppare abilità e coraggio, senza la brutalità del rugby e del football.


Se gli uomini non saranno dei gentiluomini nel modo in cui giocano", scrive Naismith quando introduce il basket nel 1892, "è nostro compito incoraggiare un gioco che possano giocare da persone per bene e mostrare loro che la scienza è superiore alla forza bruta”.


L'articolo appare sul Triangle Magazine, la rivista della YMCA che dal 1890 ha adottato come logo il triangolo invertito. Cosa rappresenta? Un concetto caro alla muscular christianity, ovvero l’unità di spirito, mente e corpo.


I missionari della YMCA rendono il basket internazionale

grazie a lui si giocò la prima partita europea nel 1893, a Parigi
Mel Rideout. Foto: Springfieldcollege.contentdm.oclcl.org

Ma come riesce uno sport del genere a diventare in poco tempo internazionale? La risposta è, ancora una volta, dietro la concezione imperialista britannica. La YMCA era una organizzazione internazionale, con missionari in giro per il mondo pronti a diffondere il verbo: in questo caso il basket.


Mel Rideout, direttore di educazione fisica a Parigi, nel 1893 organizza nella capitale francese la prima partita europea di pallacanestro. Bob Gailey, direttore generale dell'associazione a Tientsin, porta lo sport della palla a spicchi in Cina, Duncan Patton in India, Genzabaro Ishikawa in Giappone, e C. Hareek in Persia.


Poi, con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale nel 1914, il basket riesce a raggiungere gran parte dei Paesi europei. Come? Molti militari sono professori di educazione fisica (compreso James Naismith, che sarà due anni in Francia) e conoscono bene il gioco.


C'è però anche un altro fattore che contribuisce alla diffusione del basket.


Il basket diventa popolare grazie... alle donne


Mentre gli altri sport era considerati "non opportuni" per le donne, nel basket non ci sono queste limitazioni. Perciò Senda Berenson, responsabile dell'educazione fisica allo Smith College di Northampton (in Massachusetts), quando legge l'articolo di Naismith su questa nuova disciplina decide di farla provare alle sue alunne.


E così, intorno al 1892, si ha la prima partita femminile di basket. Curioso sapere che al posto dei cesti di pesche che aveva usato il professore, vengono adottati come canestri dei cestini della spazzatura. E che il match non inizia nel migliore dei modi: quando la Bereson lancia la sfera in alto per la palla a due, una delle giocatrici colpisce il braccio teso dell'avversaria, dislocandole la spalla.


Nel 1899 la Berenson scrive il primo manuale di pallacanestro femminile. E, nonostante fosse di religione ebraica, si trovano nelle sue parole i principi della Muscular Christianity. “Sviluppando il loro corpo, le donne posso raggiungere il più alto sviluppo della loro femminilità”. Ma per lei, e non solo, è importante anche un altro aspetto. "Dovremmo incoraggiare l'istinto di giocare, non la competizione". Un chiaro messaggio a favore dello sport amatoriale e contro il professionismo. Che prepara il terreno per un conflitto esistente ancora oggi.


Lo scontro tra professionismo e dilettantismo


La Muscular Christianity non va d'accordo, infatti, con il professionismo. Giocare per fare soldi contrastava con la concezione dello sport come motore per una formazione etica positiva. Per questo il dilettantismo era centrale, perché nel professionismo si accusavano gli atleti di scommettere, bere e imprecare.


Questa filosofia va però legata a una lotta di classe e di razza, con pregiudizi annessi. Solo gli atleti che non avevano bisogno di guadagnare potevano infatti sostenere una competizione dilettantistica. Che perciò era appannaggio della medio-alta borghesia bianca protestante, quella da cui è nata la Muscular Christianity, e che si considerava guardiana dell’atleta “puro”.


Ma non tutti i "Muscular Christian" decidono di seguire la stessa direzione. Alonzo Stagg, coach che ha permesso di disputare nel 1896 la prima partita ufficiale di basket 5vs5, inizia a fare programmi commerciali e a guadagnare dall'attività sportiva. Anche Naismith, prima grande fervente del dilettantismo, cambia idea dopo lo scandalo Red Grange, giocatore dell'Università dell'Illinois che nel 1925 era passato al professionismo.

Foto: prohoopshistory.substack.com

Nel tempo poi il basket si è affrancato dell’ideale della Muscular Christianity, divenendo uno sport moderno e di mentalità inclusiva, dinamica e aperta. È diventato uno sport popolare nelle città, legato alle comunità irlandesi, ebraiche e nere. Ed è diventato molto conosciuto anche nei piccoli centri di campagna degli Stati, come il Kansas e l’Indiana. Quello che però non va dimenticato è il contributo originario dei concetti della Muscular Christianity nella sua genesi.