• Emil Cambiganu

LeBron e AD sono tornati, i Lakers non ancora

Dopo una stagione tortuosa, i campioni in carica hanno finalmente recuperato le due stelle, ma hanno poche partite per ritrovare il ritmo prima dei Playoffs.




Il titolo nella Bubble, i rinforzi in offseason, l'avvio convincente, l'infortunio di Anthony Davis, quello di LeBron James, le difficoltà. Da super favoriti a squadra con qualche incertezza, con in mezzo la trade che ha portato Harden ai principali avversari per il titolo, i Brooklyn Nets. Questo e non solo nella stagione 2020/21 dei Los Angeles Lakers, apparentemente destinati a un anello che sembrava una formalità, ora in cerca della giusta quadra, da trovare in fretta per dei Playoffs complicati.


Molte le partite saltate da James, troppe quelle saltate da Davis, e il risultato è un cammino in Regular Season piuttosto faticoso. I Lakers sono infatti in piena lotta per il quinto seed con Dallas e Portland, con il rischio, nella peggiore delle ipotesi, di giocare addirittura i Play-In.



Nessun dramma, però. I giallo-viola al completo sono ancora la squadra da battere a Ovest. La domanda è: quando e come si ritroveranno del tutto?



LBJ & AD: dove eravamo rimasti


Nonostante l'offseason ridotta all'osso, soprattutto per chi come i Lakers è arrivato fino in fondo nei Playoffs 2020, James e Davis si sono presentati alla nuova stagione in discreta forma, forti anche dei nuovi innesti dal mercato: Marc Gasol, Montrezl Harrell e Dennis Schroder.


Hanno iniziato come avevano finito: vincendo le partite.


Dopo un mese di gennaio di alto livello, LeBron - 26 punti e 8 assist di media con il 60% di TS, abbinati a una concentrazione difensiva superiore rispetto agli anni passati - era a detta di molti il favorito nella corsa all'MVP, nonostante le proverbiali pantofole con cui scende in campo durante la stagione regolare.


Se l'attacco dei Lakers non era ancora a pieno regime (15esimi per offensive rating), la difesa sembrava più solida che mai, con soli 104 punti subiti ogni 100 possessi, secondo miglior defensive rating della lega a gennaio. Il tutto concedendo parecchi minuti a Gasol e Harrell, che sappiamo essere possibili punti deboli difensivi.


Come sappiamo, infatti, i campioni in carica tengono spesso nascosto un asso nella manica piuttosto importante: Anthony Davis da 5. Non è un caso che nei soli 200 possessi giocati con questa soluzione, i Lakers facciano registrare uno spaventoso Net Rating di +21, con 120 di offensive rating (95esimo percentile) e 99 di defensive rating (99esimo percentile). Insomma, erano ancora LA contender.



I problemi fisici


Il conto di una offseason non sufficiente, però, si presenta poco più tardi.


E' il 15 febbraio quando un riacutizzarsi di un precedente infortunio al polpaccio destro, evidentemente non ancora guarito, ferma Anthony Davis. Per i giallo-viola la perdita è pesante, e la flebile speranza di ritrovare AD dopo l'All Star Game si convertirà presto in un'illusione.


Tuttavia - dopo qualche difficoltà iniziale - un LeBron ancora in modalità MVP, un ottimo Schroder (dopo essere stato inizialmente deludente) e un Harrell da 17 punti di media, e ancora una difesa a livello élite nel mese di febbraio, permettono ai Lakers di rimanere a galla. Nelle 17 partite successive al problema di Davis, LeBron e compagni vincono 10 gare e ne perdono 7, andamento tutto sommato accettabile, anche grazie al bottino conquistato nel primo spezzone dell'annata.


Il 20 marzo, però, cambia di nuovo tutto.



Dover fare a meno di due stelle mette in seria difficoltà qualsiasi squadra, anche i Los Angeles Lakers.


Nella sfortuna, almeno la franchigia californiana ha avuto la possibilità di correre ai ripari, firmando Ben McLemore e Andre Drummond. Quest'ultimo, nonostante sia generalmente inefficiente in attacco e controproducente in difesa (contro di lui, gli avversari segnano con il 60% dal campo, +11.2 di differenziale), può garantire sostanza e qualche vittoria in più in RS contro matchups favorevoli: lo dimostrano i 20 punti contro l'inconsistenza difensiva di Aldridge nella vittoria dell'11 aprile in casa dei Nets.


Ad aprile i Lakers hanno fisiologicamente sofferto parecchio nella metà campo offensiva (25esimo attacco), ma affidandosi al rodato sistema difensivo di coach Vogel sono rimasti in top 10 per defensive rating. Ciò gli è valso la conquista di 7 vittorie a fronte di 10 sconfitte dall'infortunio di James, con conseguente avvicinamento delle inseguitrici in classifica.



Il rientro


Il primo a rientrare è stato Davis, per la sfida del 23 aprile contro i Mavericks. Non basta ai Lakers, che perdono tre partite su quattro nonostante il ritorno di AD.


Contro i Sacramento Kings è arrivato il turno del Re, atteso da ormai più di un mese. Ma quello che doveva essere l'inizio della ripresa dei giallo-viola è stata invece un'altra sconfitta bruciante.


La ruggine da togliersi sembra ancora parecchia per LBJ e AD, e anche l'alchimia con i compagni è da ritrovare. Le due stelle sono infatti sembrate stanche, soprattutto nell'ultimo quarto, tanto da permettere la rimonta e la vittoria di un avversario non irresistibile come i Kings.



Poco tempo, posta in gioco molto alta


Con una manciata di partite ancora da disputare, i Lakers si trovano tra due fuochi: definire le rotazioni tenendo d'occhio il recupero di James e Davis, e l'obbligo di vincere più partite possibile per tenere dietro Portland e Dallas, o comunque almeno una per evitare i Play-In.


Più che qualche segnale di stanchezza nella partita del ritorno, a preoccupare i Lakers e l'intera sfera degli appassionati di pallacanestro sono arrivate le parole di LeBron.

"Credo che non tornerò mai più al 100%."

E se dopo esserci abituati una carriera da robot, dovessimo per la prima volta fare i conti con la condizione fisica del 36enne LeBron?




In caso di quinto o sesto seed, le due possibili avversarie sarebbero Nuggets e Clippers.


I Nuggets, già battuti in cinque gare nelle scorse Western Conference Finals, e penalizzati dall'assenza pesante di Jamal Murray, sarebbero probabilmente vittima sacrificale dei campioni in carica. Nonostante un Jokic in forma straordinaria, Denver non ha le armi difensive per arginare i Lakers.


Al contrario, i Clippers sarebbero il peggior accoppiamento possibile per un primo turno. Con un ritmo ancora da trovare, contro Kawhi Leonard e Paul George che hanno avuto una stagione senza intoppi, il derby di Los Angeles potrebbe rappresentare un serio pericolo per il cammino dei giallo-viola.


I Playoffs della Western Conference potrebbero riservarci più sorprese di quanto si pensasse all'alba della Regular Season. Per il momento, bentornato Davis e bentornato LeBron. Attendiamo il ritorno dei veri Los Angeles Lakers.