• Giorgio Maria Marelli

LeBron James e le triple sempre più "deep"


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Tania Ganguli per Los Angeles Times e tradotto in italiano da Giorgio Maria Marelli, è stato pubblicato in data 4 marzo 2020.



Spesso gli allenatori dicono che la bontà di un tiro non dipende dal suo esito. Tuttavia, alcuni giocatori si sono guadagnati il diritto di poter soprassedere a questa regola.


Quando, dopo la vittoria di martedì scorso contro i Philadelphia 76ers, hanno chiesto a coach Frank Vogel che differenza ci fosse tra un buono e un cattivo deep three-point attempt, il coach dei Lakers si è imitato a sorridere, finché la domanda non è diventata un'altra.


Dipende solo dall'esito del tiro?


“Sì”, ha risposto Vogel. “Corretto. Se va dentro è un buon tiro, altrimenti no. E’ semplice...”


In entrambe le ultime due partite, LeBron James ha preso tre tiri a 9 o più metri da canestro (30+ feet), mandandone due a segno. Canestri che hanno cambiato l’inerzia della partita, dando alla squadra nuova linfa vitale. I Lakers continuano a sostenere di avere fiducia in quel tipo di tiro di James, perché lo vedono lavorarci durante ogni allenamento.


“Ovviamente, gran parte della partita oggi si gioca oltre la linea dei tre punti”, ha detto LeBron. “Personalmente, voglio continuare ad avere la giusta fame e mentalità, nonostante il gioco stia cambiando sempre di più. Anche cambiando il mio gioco, ma senza mai dimenticare chi sono. Ho sempre cercato di avere meno punti deboli possibili”.


Questa sua evoluzione non è nuova. All’inizio della sua carriera i suoi avversari, per cercare di limitarlo, si staccavano, cercando di forzarlo a prendere un tiro dalla media. Tuttavia, nella seconda fase della sua carriera, quando si è iniziato a tirare molto di più dalla lunga distanza, le sue percentuali sono incredibilmente cresciute.


FOTO: wsj.com

Al campo d’allenamento dei Lakers hanno fatto aggiungere la “linea dei 4 punti”, così da aggiungere una dimensione reale per valutare il lavoro che stanno facendo su questo nuovo aspetto del gioco.


A sentire James, le deep threes sono qualcosa di abbastanza raro, ma il numero dei suoi tentativi da 9 o più metri di distanza risulta essere stato sempre in doppia cifra, a partire dalla stagione 2016/17. Saper tirare da lontano ha assunto un ruolo sempre più rilevante all’interno di un Gioco che, come abbiamo potuto assistere negli ultimi tempi, si sta allontanando sempre di più dal pitturato.


Durante la stagione 2015/16, Steph Curry - che è stato eletto MVP all’unanimità - ha mandato a referto il 54.8% dei tiri presi tra i 9 e i 12 metri dal canestro. Anche da più lontano, poi, ha fatto registrare cifre importanti, tirando con il 40% oltre i 12 metri (40+ feet). Questi tiri, diventati ormai parte integrante del suo arsenale offensivo, hanno contribuito ad aprirgli maggiormente il campo - aumentando di molto la sua pericolosità (e, di conseguenza, quella di chi lo circonda).


Un altro giocatore che ha fatto sua questa abilità è sicuramente Damian Lillard. In questa stagione, infatti, con ben 102 tiri presi oltre i 9 metri, sta tirando le deep threes con il 42.4%.


LeBron, invece, dei suoi 14 tiri tentati dalla lunghissima distanza, ne ha presi 11 tra i 9 ed i 10 metri da canestro (30-34 feet). Il punto è che non sono tiri della disperazione. Ma, anzi, spesso presi all’inizio dell’azione, quando sul cronometro dei 24” ci sono ancora parecchi secondi.


“Come capisco quando è il momento di prendere questi tiri? Lo senti e basta. E’ più che altro una questione emotiva. Devi sentirla”.

Nella notte di martedì scorso ha preso - e mandato a segno - una tripla dal bordo del logo dei Lakers a metà campo, lasciando tutti senza parole, compagni inclusi.



“Nessuno di noi sapeva cosa stesse succedendo”, ha dichiarato Anthony Davis. “Sappiamo, più o meno, quando prenderà questi tiri. Solitamente dopo essere entrato in ritmo con un paio di canestri”.


“Quando ha tirato dal logo, io stavo correndo lungo il campo per ricevere la palla o prendere posizione, poi ho visto che LeBron si è fermato. Mentre la palla entrava, noi ci stavamo ancora chiedendo da dove potesse aver tirato...



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