• Marco Marchese

LeBron James: “L’inattività non fa bene al mio corpo”



Questo articolo, scritto da Tania Ganguli per Los Angeles Times e tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game, è stato pubblicato in data 13 aprile 2020.





LeBron James si è detto stanco di sentir dire quanto la sospensione dell’attività agonistica a causa della pandemia di Covid-19 potrebbe giovare al suo corpo, a 35 anni. “È praticamente l’opposto per me”, afferma il Re. “Alla sospensione il mio corpo sembrava mi dicesse - Cosa diavolo stai facendo?”

James ha rilasciato il commento durante il podcast (durato quasi un’ora) “Road Trippin” su Uninterrupted, la sua piattaforma digitale. Era ospite sul podcast che regolarmente viene condotto dai suoi ex compagni di squadra Richard Jefferson e Channing Frye, insieme ad Allie Clifton dello Spectrum SportsNet.

Tra gli argomenti trattati da LeBron c’erano la sua vita quotidiana, l’impatto che l’isolamento preventivo avrebbe potuto avere su di lui durante l’infanzia, come i Lakers si stiano mantenendo in contatto tra loro e gli allenamenti a lui assegnati quando la situazione sarà migliorata.

Quanto agli allenamenti, a me è permesso di lavorare con Mike Mancias, dopo alcune settimane dall’inizio della quarantena a cui siamo sottoposti dato che i Nets hanno riscontrato quattro casi di positività... Io mi sono soltanto allenato. Mi sono allenato per cinque giorni alla settimana per rimanere pronto. È ciò che ci viene spesso detto: rimanere pronti per quando tutto ripartirà.

James è stato maggiormente visibile nella sua seconda settimana di quarantena. Ha intrattenuto un Q&A su Instagram e le scuole della sua fondazione "I Promise", chiuse come tutte le altre scuole dell’Ohio, hanno inviato tacos a 343 famiglie di studenti il 24 marzo scorso.

Qualche giorno fa, mentre sedeva nella sua cantina, James è stato ospite dei suoi vecchi amici durante il podcast. Sentendo che stava parlando dalla sua cantina, i due hanno scherzosamente risposto “Anche io...”, sghignazzando.

Il discorso si è poi spostato su temi più seri, come ad esempio le possibili modalità di ripresa della NBA e la preparazione per i Playoffs. James ha suggerito un ritiro di una o due settimane per allenarsi ed essere pronti per giocare 5/10 partite e finire la Regular Season. Ha aggiunto inoltre che un ritiro più breve avrebbe potuto funzionare solo se il fine fosse di portare a termine la stagione, ma il fisico dei cestisti necessita tempo per essere in forma per la post-season.

Il mio corpo sembrava mi dicesse - Hey, cosa diavolo sta succedendo? È il 13 marzo, ti stai preparando per i Playoffs! Perché ti stai fermando? Ero al punto di svolta, di spingere. Mi sentivo come se fossi stato in terza base...

Il Re ha poi paragonato l’attuale sospensione con il lockout del 2011, che però ritardò l’inizio della stagione, anziché sospenderla nel bel mezzo. Durante il lockout i giocatori potevano comunque riunirsi e giocare a basket, cosa impossibile durante l'attuale quarantena. Le palestre erano aperte, mentre adesso la pandemia di Coronavirus ha obbligato alla chiusura di quasi tutte le palestre, pubbliche e private. James ha continuato dicendosi speranzoso che i suoi compagni si stiano mantenendoi allenati, anche solo con addominali, piegamenti o correndo su e giù per le scale di casa.

All’ironica domanda di Frye riguardo il tempo impiegato da James per correre lungo il perimetro della sua tenuta a Brentwood, il Re ha risposto seccamente, zittendolo. Ha però voluto sottolineare che rimanere in casa per lui è certamente molto più confortevole rispetto a ciò che altra gente sta vivendo.

Penso a quando ero piccolo, penso a me e mia madre, al fatto che non avevamo mai una casa fissa. In quel caso sarebbe stato un vero inferno, per noi...
Non chiedo alla gente solo di rimanere a casa, ma di prendersi cura di se stessi ed essere comprensivi. Mantenere le distanze da raggruppamenti di persone, specie se estranei. Con l’arrivo della primavera, tutti pensano allo Spring Break, periodo in cui si incontrano tante persone. Però adesso non è il momento...

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