• Marco Marchese

Lo strano caso di Chris Paul in Gara 4

CP3 non è sembrato sé stesso nell'ultima partita delle Finals, sbagliando più del solito e mancando nel momento decisivo.


Tratto dal "Film Review"di Trevor Booth per The Bright Side of the Sun, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game (16 luglio 2021).



“È davvero Chris Paul?”


Questo hanno pensato tutti i tifosi di Phoenix dopo la sconfitta 109-103 in Gara 4 contro i Bucks. Chris Paul ha finito la partita con 5 palle perse, 10 punti, 5/13 dal campo e 7 assist, nel suo momento di massima difficoltà in queste NBA Finals.


Finora, CP3 ha 17 palle perse contro Milwaukee, 8 in più di quante ne abbia registrate in ogni altra serie di questi Playoffs (9 il suo peggior record in precedenza, contro i Lakers).

“Ho sbagliato delle scelte. Loro hanno avuto parecchie occasioni in più di noi, perciò mi sarei dovuto occupare meglio del gioco. Abbiamo commesso 17 turnover. Abbiamo tirato fin troppo bene per non capitalizzare questa occasione.” (Chris Paul)


CP3 iha commesso tanti errori non da CP3, uno dei quali nel momento decisivo. La palla persa a 33 secondi dalla sirena è stata determinante: ha lasciato ai Bucks l’opportunità di mettere un'ipoteca sul Gara 4, come effettivamente avvenuto con il layup di Middleton, che ha dato ai suoi due possessi di vantaggio (103-99) a 27" dalla fine.


Quando gli è stato chiesto qualcosa su Paul, coach Monty Williams nel post-game ha detto che non c’è nulla che non vada fisicamente in lui: “He’s fine. Anche i grandi giocatori come lui possono avere una serata storta. Ci aspettiamo un suo ritorno di fiamma.”


Eppure, qualcosa sembrava decisamente non essere "fine". Non solo per i tiri sbagliati o le palle perse, ma anche e soprattutto per le insicurezze nel ball-handling e la poca aggressività. Secondo alcuni ha avuto qualche problema al polso, non una novità dopo la lesione parziale del legamento della mano durante le Western Conference Finals, che si è sommata al problema alla spalla e poi allo stop per Covid.


Per tutta la partita, in ogni caso, Paul è sembrato l'ombra di sè stesso, vistosamente riluttante nel tentare di battere l’avversario dal palleggio e lontano dal suo consueto decision-making, come sottolineato da lui stesso nel post-game: “Me ne prendo la responsabilità.”



PRIMO QUARTO


Gli inizi di gara di Point God sono stati sempre abbastanza "tranquilli" nelle Finals. A parte i 6 punti, 3 assist con 3/4 al tiro e nessuna palla persa in Gara 3, ha messo insieme 4 punti con 2/7 dal campo e 5 dei 17 turnover soltanto nei 1Q di Gara 1, 2 e 4.


Il suo primo errore "sospetto" è avvenuto a 8:05 da fine quarto, con quel palleggio tra le gambe per crearsi spazio dalla marcatura di Brook Lopez che abbiamo visto tante altre volte.


In questo possesso Jrue Holiday era rimasto indietro sul blocco di Deandre Ayton e Paul avrebbe potuto cercare un tiro, anzi che un extra-dribbling che ha concesso a PJ Tucker di disturbare il suo palleggio; è finito a forzare un passaggio su una linea intasata, intercettato facilmente da Khris Middleton.



Il suo secondo errore è ancora più strano.


Con Holiday in marcatura su di lui, Paul ha rifiutato un blocco di Ayton e tentato di creare vantaggio penetrando verso il fondo. Tutti i Bucks erano ben posizionati in difesa, quando CP3 ha fatto partire un brutto passaggio a metà strada tra Jae Crowder e Mikal Bridges.



SECONDO QUARTO


Il 2Q dei Suns è stato più produttivo offensivamente, anche se oscurato dai 32 punti dei Bucks (che hanno tirato col 66.7% in questa frazione) di cui 7 almeno per Holiday, Giannis, Lopez e Middleton.


Devin Booker ha trovato grande ritmo, con 12 dei suoi 42 punti, e 5/8 al tiro. Invece Paul è stato un fattore negativo, in parte per la marcatura dei Bucks su di lui: con Holiday e Teague a pressarlo a tutto campo, ha avuto meno la palla del solito ed è stato forzato a lasciare ad altri Suns la gestione dell'attacco. Tutto questo, però, non corrisponde con il CP3 che abbiamo visto per tutti i Playoffs, quando sano.


C'è stato questo flash, l'assist per Torrey Craig. Paul è marcato da Teague - che non è proprio Holiday - ed entra nel P&R. Sul blocco di Craig, la difesa ha un passaggio a vuoto, e CP3 regala al compagno una facile schiacciata.



Ciò che sorprende non è che i Suns abbiano capitalizzato su questo errore di Milwaukee; ma che si sia trattato dell'unica volta nel quarto in cui Paul è riuscito a concretizzare una situazione di vantaggio.


Si è accontentato, ad esempio, di questo tiro quando accoppiato con Bobby Portis, dopo uno switch. Ci aveva abituato a una maggiore aggressività nei mismatch per cercare il suo tiro, nelle serie e gare precedenti.






TERZO QUARTO


Paul nel terzo quarto ha segnato un paio di jumper dopo che Booker è stato costretto a uscire a causa del suo quarto fallo personale. Qui sotto, però, una delle sue giocate più frustranti di tutta Gara 4, in uno dei primi possessi del secondo tempo:



Qualche minuto dopo, cercando Ayton nel pitturato in situazione di pick&roll, un altro degli "errori non da CP3" di cui si è detto:



Qui, invece, una situazione in cui Chris Paul è stato meno aggressivo del solito:



CLUTCH TIME


Con 8:39 sul cronometro e i Suns avanti 89-82, il 3-1 sembrava alla portata per Phoenix. I Bucks da quel momento hanno segnato 27 punti, di cui 14 negli ultimi 2:30 di gioco. Middleton ha messo 10 dei 12 punti finali di Milwaukee, portando il vantaggio dei suoi a due possessi con 27.2 secondi di gioco.


I Suns nell'ultimo quarto (33-21) hanno tirato 7/19 e perso palla 5 volte - di cui 2, cruciali, proprio da CP3.


Con Phoenix avanti di 3 punti e 3:46 da giocare, Paul ha sbagliato questo passaggio per Ayton, che ha portato a un contropiede:


E poi, sì, questo. Chi se lo sarebbe mai aspettato.



I Suns, adesso, devono ripartire da zero. Anzi, da 2-2, con le sorti della stagione che si giocano nei prossimi 96 (+48) minuti.

“Le palle perse ci hanno fatto a pezzi stasera. Abbiamo tirato col 50% dal campo, ma loro hanno avuto 19 possessi più di noi. Così diventa una montagna da scalare.” (Monty Williams)

È chiaro che Chris Paul non fosse Chris Paul, in Gara 4. E difficilmente Phoenix può vincere due delle prossime tre partite, con un CP3 così.