• Jacopo Stefani

Lucky Number 13: i Suns dopo la vittoria sui Lakers



Questo articolo, scritto da John Voita per Bright Side of the Sun e tradotto in italiano da Jacopo Stefani per Around the Game, è stato pubblicato in data 4 giugno 2021.



In data 16 maggio i Phoenix Suns hanno scoperto che, dopo 10 anni di assenza dalla post-season, i loro primi avversari sarebbero stati i Los Angeles Lakers. Suns che, reduci da 51 vittorie stagionali e dalla posizione in classifica numero due ad Ovest, sarebbero così diventati l'unico secondo seed nella storia NBA a non essere dato come favorito al primo turno di Playoffs.


Poi... Suns in six.


Mentre qui a Phoenix ci prepariamo per le Western Conference Semifinals contro i Denver Nuggets, fermiamoci un secondo ad apprezzare i traguardi che questa squadra ha saputo raggiungere; godiamoci di nuovo il folle giro di rollercoaster che sono state queste due settimane; assaporiamo il fatto che i Suns abbiano eliminato uno dei loro rivali più accreditati e, nel farlo, abbiano negato a LeBron James la possibilità di superare il primo turno di Playoffs per la prima volta nella sua carriera da Hall of Famer.


All'inizio della serie, i precedenti tra Suns e Lakers non erano esattamente favorevoli ai Soli dell'Arizona: 12 serie giocate, solo 4 vinte. Certo, le 4 vittorie sono arrivate nelle ultime 6 serie, ma l'ultimo matchup nei Playoffs vedeva i giallo-viola, guidati da Kobe Bryant, avviarsi verso le NBA Finals.


Prima dell'inizio dei Playoffs ho documentato la lunga, e turbolenta, storia tra le due franchigie. Ora, sembra che mi tocchi aggiungere un nuovo capitolo. Questa è la mia postilla, la mia aggiunta ad una saga destinata a finire molto tempo dopo che io abbia scolato la mia ultima birra: ho documentato questa serie così che tutti noi potessimo ricordare quanto, in queste due settimane a cavallo tra maggio e giugno, sia stato fantastico tornare alle vecchie tradizioni: Beat LA, Beat LA. E quanto siano stati fantastici i Suns in campo.


Le ultime due settimane hanno ricordato alla Suns Nation cosa voglia dire respirare aria di post-season; come molti membri dei Suns hanno dichiarato, ogni partita ha la sua distinta "personalità". Andiamo quindi a vedere insieme le diverse personalità di queste sei partite.


Gara 1: "Oh No"


La serie inizia con Devin Booker e i Suns pronti a dimostrare di essere all'altezza del momento tanto atteso; la guardia ex Kentucky si è preparata per l'opportunità di brillare sul palcoscenico che conta, e non perde tempo a farlo. La squadra segna 32 punti nel primo quarto dei propri Playoffs: chi ben comincia...


Phoenix sembra decisamente la squadra messa meglio in campo, almeno fino a quando non si diffonde un sentimento di "oh no" collettivo alla vista di Chris Paul che colpisce il parquet in agonia, stringendosi clavicola e parte destra del collo. Sul pubblico di casa cala il silenzio, e la preoccupazione inizia a farsi largo nei corridoi della Phoenix Suns Arena.



Io stesso ero a Mesa, alla Chupacabra Tap Room, insieme ai miei compagni di podcast Matthew Lissy, Greg Esposito e Saul Bookman; gli sguardi che ci siamo scambiati rimarranno per sempre impressi nella mia mente.



Paul, in un vero testamento della sua resilienza, tenta di combattere contro il torpore e guidare la squadra: non sembra a posto, per niente, ma nemmeno i Lakers lo sono. I campioni NBA in carica hanno le proprie due stelle ben lontane fisicamente dal 100%, e non riescono a fermare DeAndre Ayton (21 punti, 16 rimbalzi) e Devin Booker (34 punti, 8 assist, 7 rimbalzi).


I Suns vincono così Gara 1, 99-90.


Gara 2: "Sloppy"


Nessuno sa quali fossero le condizioni di CP3 all'inizio della seconda gara della serie. Il poco tempo di riposo - appena un giorno tra una partita e l'altra - non ha certo giovato alla point guard, ormai avanti con gli anni; nondimeno si cambia, e decide di giocare.


CP3 fa fatica nei 22:47 minuti trascorsi in campo, e la mancanza d'impatto di Point God è tangibile: la squadra arranca in attacco e, nonostante una buona prestazione difensiva, non riesce a contenere la forza che è Anthony Davis (34 punti, 10 rimbalzi, 7 assist e 21 tiri liberi tentati). Il Monociglio, dopo una brutta partita in Gara 1, ricorda a tutti che è uno dei primi 5 talenti NBA.


Il secondo quarto è un deserto dei Tartari offensivo, per entrambe le squadre. Nonostante entrambe mettano a referto 23 punti, la sensazione generale è che nessuno riesca a cavare fuori il ragno dal buco. L'opportunità di capitalizzare su un'altra brutta serata al tiro dei Lakers è lì, ad un passo, ma i Suns semplicemente non riescono a coglierla.


I Lakers dominano a rimbalzo e nel pitturato, i Suns perdono qualche palla di troppo. Ma le condizioni di Paul sono la chiara prima fonte di preoccupazione per Phoenix: i Suns non sembrano al massimo, Anthony Davis perfino troppo.


Non una vittoria schiacciante per i giallo-viola, ma comunque il fattore campo è ribaltato: 109-102, e la serie si sposta a Los Angeles.



Gara 3: "gli inesperti Suns"


In molti, me compreso, ritenevano che far riposare CP3 in Gara 3 sarebbe la scelta migliore. Non sembra essere sé stesso, il suo impatto è negativo e a seguito di G3 ci saranno due giorni di riposo prima del quarto atto. Forse sarebbe stato più saggio dare interamente i suoi minuti a Cameron Payne, lasciando CP3 a riposo per recuperare. Ma Paul vuole giocare, e ancora non è nato uomo che possa intimargli di non farlo.


I Suns, però, sembrano aver appena ricevuto un pugno in faccia e lasciano che sia la loro inesperienza a dettare la risposta sul campo. Nel momento in cui i Lakers realizzano di essere i padroni emotivi della gara, puntano dritti alla giugulare.


Detto questo, Los Angeles si comporta come una squadra che non ha mai vinto una Gara di Playoffs prima d'allora. Lo dico con malizia? Certamente, sono pur sempre un tifoso Suns. Vedere la tua squadra sbeffeggiata è un conto, ma il modo di celebrare dei Lakers durante la gara è a dir poco frustrante.


D'accordo il vecchio detto "se non puoi fermarli, non lamentarti", però...



I Lakers si godono questo momento, Andre Drummond in primis. Ma sarà l'ultimo momento di ilarità per lui e per i giallo-viola nella serie. Guidati ancora una volta da Davis (34 punti, 11 rimbalzi) battono Phoenix 109-95 e si portano in vantaggio 2-1 nella serie.



Gara 4: "Put me in, coach"


In una domenica pomeriggio a downtown Los Angeles, girano numerose domande sulla effettiva possibilità che a Chris Paul sia data o meno un'altra chance di giocare: ha stretto i denti nella partita precedente, ma è ancora chiaramente dolorante.


Con due provvidenziali giorni di riposo alle spalle, prima della partita CP3 discute della sua condizione fisica con Monty Williams. Lo ha raccontato lo stesso head coach ai media:

Mi ha detto: "Coach, fammi partire in quintetto. Se poi non ti dovessi sembrare il solito, tirami pure fuori e ci toccherà intraprendere una strada diversa". Questa è una di quelle situazioni dove dovevo fidarmi del mio giocatore.

Paul effettivamente sembra stare molto meglio, scegliendo perfino di prendersi un paio di triple durante la prima metà partita. Le sbaglia, ma il fatto che si senta abbastanza a suo agio da prendersele vuol dire che quella spalla sta meglio.


Booker mette a referto 15 punti nei primi due quarti e Jae Crowder, 25.9% dal campo nelle prime tre partite, ne aggiunge 10 con 4/7 al tiro. Phoenix è in vantaggio di 4 punti (54-50) avvicinandosi al ritorno negli spogliatoi quando, con 48 secondi rimanenti nel secondo quarto, la serie arriva a un punto di svolta.


Anthony Davis, fino a quel momento 2/8 al tiro, attacca il ferro, sbaglia il layup, ma soprattutto ha un contatto con la gamba sinistra di Ayton e rimane a terra dolorante. Stiramento dell'inguine sinistro.



I Suns traggono vantaggio dall'assenza di Davis: la defensive anchor giallo-viola non è più in campo, e questo vuol dire poter giocare di pick&roll senza preoccuparsi della sua presenza nei cambi.


Phoenix supera i Lakers 46-42 negli ultimi due quarti, andando a vincere per 100-92. Paul (18 punti, 9 assist) dopo la partita dichiara:

Ho detto loro (i compagni): "Non so quanto sarà lunga la serie, ma se vi dovessi sembrare spazzatura in campo, ditemelo e uscirò subito."

Non è sembrato spazzatura. E' sembrato un uomo determinato a portare la sua squadra alla vittoria.



Gara 5: "Hey bud, let's party"


Scontro decisivo, in Arizona, sapendo che il vincitore di Gara 5 si porta a casa la serie nell'82.5% dei casi.


I Suns sono in serata. L'arena è uno degli ambienti più memorabili di cui chi scrive abbia mai avuto la fortuna di fare parte: l'elettricità è palpabile nell'aria, nelle 16.000 voci che cantano all'unisono "Beat LA".


Devin Booker risponde alla pressione segnando 18 punti in un impressionante primo quarto. Cam Payne ne aggiunge 10. E dopo aver rifilato ai Lakers (privi di AD) un 32-10 nel secondo quarto, portando il vantaggio a 30 lunghezze, la strada è segnata. It's time to party.



La partita, comunque, non è priva di stress per i Suns. Chris Paul cade di nuovo, stringendosi la spalla precedentemente infortunata dopo un tagliafuori di Wesley Matthews. Tutto il pubblico presente abbassa simultaneamente i bicchieri e alza le sopracciglia, con visibile preoccupazione: Paul si dirige immediatamente negli spogliatoi, per poi ritornare in panchina poco dopo ed esultare con i compagni per la vittoria.


Dall'altra parte del campo, LeBron passa la sua partita sbuffando, lamentandosi, lanciando via la palla e scuotendo la testa. La sua frustrazione è palpabile. Nel quarto quarto si dirige verso gli spogliatoi, per poi non ritornare.


Booker (30 punti, 7 rimbalzi, 5 assist) è il leader dei Suns nella schiacciante vittoria per 115-85. In vantaggio 3-2, la chance di chiudere la serie è più che reale ma, se eliminare un avversario nei Playoffs è già di per sé difficile, quanto potrebbe diventarlo in trasferta, per una squadra quasi interamente alla prima esperienza in post-season, contro i (seppur malconci) campioni in carica?


Gara 6: "BDB"


I media nazionali, la gran parte dei quali aveva pronosticato una vittoria giallo-viola in 6 o 7 partite, iniziano a dubitare delle loro previsioni. E porsi molte domande:


Dopo la disfatta di Game 5, come risponderà LeBron? Sarà in grado di trascinare i compagni? E Anthony Davis, riuscirà a giocare? Quando arriverà il momento di... - interrompiamo i discorsi dei media per informarvi che a Devin Booker non interessa niente di tutto ciò.



Sotto le luci più splendenti della serie, nella casa forgiata da Kobe Bryant, Devin Booker è leggendario. Inizia la partita con mani a dir poco torride, mettendo a segno 6 triple nel solo primo quarto.


Davis ha ricevuto dallo staff medico dei Lakers il via libera per tornare sul parquet: D-Book lo mette subito alla prova, attaccandolo, continuamente. Fino alla sua uscita dal campo.


A fine primo quarto il tabellino recita Lakers 14 - Booker 22: lo stato di trance della guardia continua nel secondo quarto, arrivando all'intervallo con 33 punti e 21 lunghezze di vantaggio per Phoenix. Anche Jae Crowder mette la sua firma con diversi tiri pesanti: 3/4 all'intervallo e 6/9 alla sirena finale.


I Lakers sentono avvicinarsi la fine e cercano di essere fisici nella seconda metà partita. Riescono ad avvicinarsi intorno al -10 (lo svantaggio aveva toccato anche le 29 lunghezze), ma è il massimo dove riescono a spingersi.


Anche i Suns possono giocare duro. E quando i Suns hanno bisogno di contenere l'ultimo tentativo dei Lakers, chi è lì a fermarlo? Chris Paul, ovviamente. Orchestra un parziale di 10-0 segnando e assistendo e, fianco a fianco a Book, chiude i giochi.


Booker chiude con 47 punti e 11 rimbalzi. La serie è finita, i Suns vincono 4-2.



Devin Booker ha tenuto medie di 29.7 punti, 6.2 rimbalzi e 5.0 assist nella prima serie di Playoffs della sua carriera. Ha anche segnato 12.8 punti di media nei primi quarti, vale a dire il 43.5% dei punti totali di Phoenix nei quarti di apertura. Ha dato l'esempio, insomma, lungo tutta la serie.


DeAndre Ayton ha aggiunto 15.8 punti, 10.7 rimbalzi, 143 di OFF Rtg e 106 di DEF Rtg, anche lui alla sua prima serie di Playoffs.


LeBron James ha perso, per la prima volta nella sua carriera, una serie di primo turno. Il suo record contro Chris Paul nei PO recita ora 0-1.


I Suns hanno battuto i Lakers di 53 punti nel tempo senza Anthony Davis in campo, e perso di 14 quando ha giocato.


Per Phoenix, è la prima serie di Playoff vinta dallo sweep ai San Antonio Spurs nelle Western Conference Semifinals, anno 2010.


Il tredicesimo capitolo della rivalità Suns-Lakers è stato scritto, e questa volte sorride ai Suns.