• Marco Richiedei

Marcus Morris Sr: paternità e messaggi sociali

L'ala dei Clippers è l'unico giocatore della lega a portare la scritta “Sr.” sulla sua maglia per onorare suo figlio. In questo momento ha però deciso di rinunciarvi, per dare voce alle proteste sociali...


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Marc J. Spears per The Undefeated e tradotto in Italiano da Marco Richiedei per Around the Game, è stato pubblicato in data 6 agosto 2020.



Molti giocatori NBA portano la scritta "Jr." sul retro delle loro maglie come segno di rispetto per i loro padri. L'ala dei Los Angeles Clippers Marcus Morris Sr. è invece l'unico giocatore della lega a portare la scritta "Sr." per onorare suo figlio e per sottolineare di essere un padre orgoglioso.

Alla ripresa della stagione NBA, tuttavia, Morris ha sostituito il proprio nome sul retro della maglia con un messaggio sociale: "Education Reform".

"Va oltre il basket. Tutti i nostri veri obiettivi vanno oltre il basket. I ragazzi sanno chi sono. Il mondo sa chi sono. Sento il dovere di affrontare i problemi della società di oggi. Black Lives Matter è il primo di questi: alcune persone hanno perso la vita a causa di azioni insensate da parte della polizia. Voglio solo fare qualcosa di significativo per supportare questa causa: ho scelto questo concetto perché ritengo che si debba iniziare da una riforma dell'istruzione per migliorare le cose." (Marcus Morris Sr.)

I giocatori della NBA hanno contribuito a dare voce alle proteste sorte in seguito alla morte di George Floyd il 25 maggio a Minneapolis e di Breonna Taylor il 13 marzo a Louisville per opera della polizia. Prima della ripresa della stagione, i giocatori hanno avuto la possibilità di selezionare da un elenco il messaggio sociale da stampare sul retro delle loro maglie.

FOTO: NBA.com

L'elenco comprendeva: Black Lives Matter, Say Their Names, Vote, I Can’t Breathe, Justice, Peace, Equality, Freedom, Enough, Power to the People, Justice Now, Say Her Name, Sí Se Puede (Yes We Can), Liberation, See Us, Hear Us, Respect Us, Love Us, Listen, Listen to Us, Stand Up, Ally, Anti-Racist, I Am A Man, Speak Up, How Many More, Group Economics, Education Reform e Mentor.


I giocatori hanno potuto scegliere fino a massimo due frasi da stampare sulle loro maglie (che dovrebbero poi essere messe all'asta per beneficenza). Nel caso di Marcus Morris, la scelta è ricaduta su "Education Reform" e "Equality".


Nei primi quattro giorni della ripresa NBA, queste scritte sono state poste sopra il numero sul retro delle maglie di tutti i giocatori. Dal quinto giorno, ciascun giocatore ha potuto decidere se utilizzare ancora i messaggi sociali (posti sempre sopra il numero e con il nome del giocatore alla base della maglia).

“Continuerò ad utilizzare i messaggi sociali - quattro giorni non sono nulla. In questo modo, chiunque li potrà vedere e diventeranno sempre più importanti e sempre più forti. Li userò per il resto della stagione.” (Marcus Morris Sr.)

È significativo il fatto che Morris rinunci a portare la scritta “Morris Sr.”, nonostante il grande orgoglio e il grande amore nei confronti del figlio nato nel 2018.

“Dopo che è nato mio figlio, volevo onorarlo in qualche modo. Se si guarda al resto della lega, sono l’unico a portare la scritta “Sr.”. Significa molto per me, è il mio primo figlio e ho voluto onorarlo.”

Morris prende l’essere padre molto seriamente, principalmente per il fatto che è cresciuto senza una figura paterna. Morris, suo fratello Markieff (attualmente ai Lakers), insieme ad altri tre fratelli (Blake, David e Donte), sono stati cresciuti solo dalla madre, Thomasine “Angel” Morris.

“Voglio che mio figlio sappia che io ho fatto qualcosa per lui. Io e mio fratello non abbiamo mai avuto un padre e mia madre c’è sempre stata in ogni momento della nostra vita. Anche a mio nonno, che ora ha 90 anni, sono molto legato. Ha una mentalità di altri tempi e questo è il motivo per cui siamo diventati saggi nel corso degli anni. Sostanzialmente ci ha cresciuti lui e per noi c’è sempre stato. Per me significa moltissimo poter essere parte della vita di mio figlio.”

Morris ha dichiarato ai giornalisti che a settembre lascerà la “bolla” di Orlando per poter assistere alla nascita del suo secondo figlio. Ammette di essere speranzoso e allo stesso tempo spaventato dall’idea di avere due figli neri negli Stati Uniti di oggi.


“La società di oggi è molto diversa da quella in cui siamo cresciuti. Grazie ai social media, i nostri figli saranno in grado di comprendere subito cosa accade nel mondo. Mi ritengo fortunato ad avere la possibilità di insegnare loro queste cose: non avendo avuto un padre, molte cose le ho dovute vivere sulla mia pelle. Sono semplicemente felice di poter essere parte delle loro vite. Sono felice di essere padre.”

Morris ha festeggiato il secondo compleanno di suo figlio il 20 luglio dalla bubble di Orlando tramite FaceTime. Anche se è stato difficile non essere presente fisicamente, si è consolato e divertito guardando video di suo figlio che corre per casa con la faccia piena di torta.

Morris, poi, ha raccontato come ha vissuto la possibilità di passare del tempo con suo figlio durante il lockdown:

“È stato fantastico poter stare con la famiglia. Ho avuto la possibilità di essere davvero presente per loro negli ultimi mesi e di questo sono grato: amo immensamente mio figlio.”


I Clippers hanno aggiunto Morris (30 anni) al proprio roster il 6 febbraio, grazie a uno scambio a tre squadre che comprendeva i New York Knicks e i Washington Wizards. Se con NY viaggiava a 19.6 punti e 5.4 rimbalzi di media, nelle 12 partite giocate con i Clippers dopo la trade deadline ha tenuto una media di 9.5 punti e 4.0 rimbalzi (con pochi allenamenti a disposizione, prima che la stagione venisse interrotta).

Durante la pausa, si è unito ai suoi compagni per gli allenamenti prima a Los Angeles e poi in Florida, e ha avuto in questo modo la possibilità di conoscerli meglio. L’allenatore dei Clippers, Doc Rivers, è sicuro che Morris sarà una pedina fondamentale nei Playoffs:

“Migliorerà. Il tempo che ha avuto a disposizione è stato poco, ma ora possiamo allenarci e giocare insieme a lui, e questo aiuterà molto.“

“Durante la pandemia ho potuto tenermi in contatto con questi ragazzi e recuperare le forze. Stavamo giocando bene prima che la stagione venisse interrotta: ne avevamo vinte 7 delle ultime 8. Tuttavia, stavo giocando ai miei massimi livelli e la pausa mi ha aiutato in questo senso.” (Marcus Morris Sr.)


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