• Claudio Biolchini

Miami Heat, come fare lo step successivo?

La squadra è cresciuta molto rispetto alla scorsa stagione (e alle aspettative di inizio anno), ma l'ultimo passo è il più difficile da compiere.


FOTO: USATODAY.com

I Miami Heat hanno tirato un primo sospiro di sollievo, con l'ingresso nella bolla di Bam Adebayo e Kendrick Nunn, che hanno avuto qualche difficoltà a risultare negativi a due tamponi consecutivi; ciò nonostante, gli Heat saranno una delle squadre più danneggiate dalla pausa dovuta al Covid-19.


Avevano vinto 5 delle ultime 7 partite, battendo anche Milwaukee e Dallas. Erano in grande forma al momento della sospensione. Ora invece si troveranno davanti uno dei calendari più difficili tra le squadre presenti a Orlando, con match rispettivamente contro Denver, Toronto, Boston, Milwaukee, Phoenix, Indiana, OKC e di nuovo Indiana.


Il quarto posto con due partite di vantaggio su Pacers e 76ers sembra quindi molto difficile da proteggere, con lo spettro di un primo turno contro Philadelphia, che li vedrebbe sfavoriti.



La stagione in numeri


La pallacanestro proposta da coach Erik Spoelstra è ultramoderna, con tanto tiro da tre punti - 34.9 tentativi ogni 100 possessi (noni nella Lega) convertiti con il 39.3%, (primi insieme agli Utah Jazz) - nonostante un lento pace (98.1, 27esimi).


I tanti tiratori disponibili aprono il campo e lasciano l'area libera per le incursioni dei penetratori, permettendo tanti viaggi in lunetta (terzi). E' vero che queste spaziature non regalano tanti rimbalzi offensivi (il 24% dei tiri sbagliati, 25esimi nella NBA), ma gli Heat hanno il sesto miglior attacco dell'NBA.


La difesa non è d'élite, essendo la 12esima del campionato, ma si caratterizza per una buona protezione del pitturato (sesti) e per i pochi rimbalzi concessi (secondi). I numeri dicono che Miami si batte con il tiro da fuori.

Il ritmo "camminato" favorisce i rientri difensivi (seconda miglior difesa sul contropiede), anche se le tante palle perse in attacco consegnano troppi punti in transizione agli avversari (27esimi). Questo è il primo punto che bisognerà migliorare in vista dei Playoffs: perdere tanti palloni è un fatto anomalo per un team come Miami che non spinge sull'acceleratore.



Dall'oggi al domani


Jimmy Butler è sembrato già decisamente carico in vista della ripresa: una guardia di sicurezza ha infatti riferito che ha ricevuto una segnalazione per rumori molesti in albergo; e, a seguito del controllo, ha trovato l'ex Marquette in abiti sportivi, dedito ad allenarsi in piena notte in stanza. Un segnale forte per i giovani compagni di "Jimmy Buckets".


I dubbi relativi allo sviluppo di questo gruppo, che è cresciuto tantissimo in poco tempo, riguardano i possibili margini di cresciti individuali.


Duncan Robinson e Bam Adebayo sono due legittimi candidati al premio di Most Improved Player, ed è difficile che la loro crescita possa continuare a questo ritmo anche per le prossime stagioni; stesso discorso per Kendrick Nunn, che, pur essendo un rookie, si è dimostrato molto maturo.



Si aspetta invece qualcosa di più da Tyler Herro, che ha fatto vedere dei lampi impressionanti, sia come tiratore che come creatore di gioco. L'esperienza lo aiuterà a essere più continuo.


In futuro, la strada per migliorare ulteriormente un gruppo che ha già dimostrato tantissimo è il cambiamento. Il front office per provare a vincere dovrà rischiare, cercando di non rompere il giocattolo.


Il piano è arrivare alla free agency di Giannis Antetokounmpo con ampio spazio salariale disponibile per provare l'assalto. Al greco, o in alternativa alle altre stelle che si libereranno nell'estate 2021.


Le recenti notizie sull'intenzione di non rinnovare a breve l'All-Star Bam Adebayo hanno alimentato questa tesi. Lo stesso ex Kentucky, secondo alcune fonti, potrebbe essere sacrificato per provare ad arrivare a un grande nome. In ogni caso, la situazione contrattuale di Adebayo verrà risolta il più tardi possibile, sperando che il giocatore sia d'accordo nell'affrontare qualche rischio per un obiettivo più grande. Certo, se dovesse mettersi di traverso, la società non può permettersi di rovinare il rapporto, ma non è detto che sia disposta a offrirgli il massimo salariale.


Il sogno di avere "the Greek Freek" insieme a tiratori come Duncan Robinson (terzo tiratore dall'arco della NBA dietro James Harden e Buddy Hield) ha una logica perfetta, anche se ci saranno da trattenere i giocatori in scadenza - ovvero: Goran Dragic, Myers Leonard e Jae Crowder, profili decisamente funzionali all'attuale identità di squadra.


Ma torniamo alla "bolla" di Orlando. Bucks, Celtics, Raptors e Sixers, al momento, sembrano avere qualcosa in più. Gli Heat non sembrano avere l'esperienza necessaria per fare molta strada in una situazione del genere.


Andre Iguodala è arrivato a Miami per portare proprio quell'esperienza necessaria nei Playoffs, ma la pausa si potrebbe far sentire fisicamente per il 36enne più che per altri, data la sua prolungata assenza dal campo (solo 14 partite giocate negli ultimi 13 mesi, e appena 4 con un minutaggio superiore ai 20 minuti), dovuta prima allo "stallo" con Memphis e poi alla sospesione della stagione NBA.


Le partite di preparazione non sono andate benissimo, con una vittoria e due sconfitte, l'ultima molto pesante contro Memphis, con molti punti subiti e una difesa irriconoscibile.


Insomma, buon basket, forte identità e un allenatore vincente. Questi Playoffs serviranno per fare esperienza e cercare di capire cosa manca per il decisivo "step up".







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