• Alessandro Rosi

Michael Jordan Greatest Hits

R&B, soul, hip hop. La carriera della leggenda dei Chicago Bulls è un mix di generi musicali. Ecco le principali tracce che hanno segnato la sua vita.


Veder giocare Michael Jordan è musica per le proprie orecchie. Nel palleggio l'hip hop, nelle schiacciate il funk e nel tiro l'R&B. Un mix di generi che mischiati tra loro creano una sinfonia unica. La leggenda dell'NBA ha portato la musica in campo, ma anche fuori sono state diverse le collaborazioni con artisti, performer e musicisti. Tanto che alcune canzoni hanno segnato la sua carriera.


1990. Anything Is Possible


Non ha ancora vinto un Titolo Michael Jordan quando nel 1990 gira il suo primo videoclip musicale. Alzerà il Larry O'Brien Trophy nel 1991, ma nel frattempo ha raccolto tanti momenti decisivi. Li racconta tutti in "Michael’s Playground", considerato da molti come il miglior documentario sulla stella dell’NBA. Il film parte dal luogo dove Jordan ha iniziato: un playground.


Qui compare un giovane ragazzo che fa fatica ad emergere nello sport. Perché? Come Jordan è stato tagliato fuori dalla squadra della high school. Ma lui è lì per aiutarlo. Così ripercorrono insieme la carriera del giocatore dei Chicago Bulls, evidenziando i momenti più importanti. Che sono commentati da altre leggende della pallacanestro come Magic Johnson, Clyde Drexler, Karl Malone e Isaiah Thomas. Il videoclip musicale arriva alla fine, quando Jordan inizia a ballare e cantare insieme ai Full Force, un gruppo americano di hip hop e R&B. Qual è il titolo della canzone? "Anything Is Possible", tutto è possibile.



Aprile 1992. Jam


L'incontro tra il Re del pop e His Airness avviene nell'aprile del 1992. Michael Jackson sta girando il videoclip di Jam, il quarto singolo dell'album Dangerous, e pensa a Michael Jordan per le riprese.


Come ricorderà più avanti, il campione di pallacanestro ha però dei dubbi: “Prima non ero sicuro di volerlo fare, perché il ragazzo proverà a tirarmi fuori di lì, a farmi ballare e questo sarà molto imbarazzante. Ma poi ho detto: 'Beh, è Michael Jackson! Quando pensi di avere l’opportunità di frequentarlo e allo stesso tempo partecipare a uno dei suoi video?' Così ho cambiato idea e l’ho fatto“.


Nel video, Michael Jordan insegna a Jackson come giocare a basket e il secondo insegna al primo come ballare. Nella versione estesa, inoltre, gli spiega anche come fare un moonwalk. C'è da dire che la canzone non ebbe grande fortuna, ma Jordan quell'anno vinse il suo secondo Titolo e i Bulls usarono la canzone per il video celebrativo del titolo del 1992: "Untouchabulls".


Maggio 1992. Be Like Mike


Per il 50esimo compleanno, la Gatorade decide di festeggiare in modo speciale. Così nel 1992 chiama Michael Jordan per uno spot pubblicitario, ma girarlo non sarà semplice. Il primo take di Be Like Mike non piace al responsabile della pubblicità Bernie Pitzel. Troppe sequenze di azioni di gioco. Vuole qualcos'altro. Gli viene in mente la canzone "I Wanna Be Like You" del film Il libro della giungla del 1967.


La Disney però chiede troppo per i diritti commerciali. E allora Pitzel trova un’escamotage: scrive il testo di una nuova canzone ispirato a quella del film e usa le basi prodotte da Ira Antelis e Steve Shafer. Nella musica si sente il ritmo delle percussioni, la voce dei cori e l'atmosfera dell'Africa. Uno spot da leoni, uno spot per essere come Mike.


1996. I Believe I Can Fly


Chi ha scelto il cantautore per la canzone più conosciuta del film Space Jam? Michael Jordan.


Nei playground di Chicago, spesso la stella dei Bulls incontra il Re dell’R&B: R. Kelly. “Quando ho conosciuto Michael Jordan su un campo da basket mi chiese se mi andasse di scrivere una canzone per il suo film in uscita", ricorda R. Kelly nel 2013. "Io fui subito entusiasta. E capii che quella sarebbe stata la canzone che mi avrebbe portato in un altro genere rispetto all’R&B”. E così è stato.


"I Believe I Can Fly" raggiunge la numero 2 della classifica Billboard e sarà il singolo di maggior successo del cantautore statunitense.


1998. Days Like This


Mancano poche ore a Gara 1 delle NBA Finals del 1998. Michael Jordan è sul pullman che lo sta portando al Delta Center di Salt Lake City, nello Utah.


Lì, quella sera, perderà Gara 1 per 88 a 85. Karl Malone e John Stockton saranno capaci di produrre rispettivamente 24 e 21 punti.


Jordan ne segnerà 33 in 44 minuti. Ma i 2 punti più importanti della serie li segnerà il 14 giugno in Gara 6, undici giorni dopo.


Sono quelli che porteranno i Chicago Bulls a vincere tre anelli consecutivi (di cui sei in otto stagioni) e che decreteranno la fine della carriera di Jordan in maglia Bulls, visto che quell’anno si ritirerà insieme a Phil Jackson.


Ma torniamo sul pullman insieme a Jordan. Sta indossando un paio di occhiali da sole che lo fanno somigliare a un boss. E in più ha delle cuffie sulle orecchie. Scuote la testa, muove le spalle, schiocca le dita. Balla e si gode la musica che sta sentendo. Qualcuno gli chiede: “Cosa stai ascoltando?”. Ci si aspetterebbe una canzone che motivi un giocatore, una che gli dia una scossa di adrenalina per affrontare una finale. E invece Jordan risponde: “Kenny Lattimore. E aggiunge: “È nuovo, non è ancora uscito. È un mio amico”.


Ma chi è questo artista? Lattimore è un cantautore statunitense più giovane di Jordan di 7 anni. Il suo genere è l’R&B, rhythm and blues, e nel 1996 esce il suo album di debutto, che ha il suo stesso nome.


La canzone "For You" viene nominata per i Grammy e l’EP permette a Lattimore di vincere il premio per Best New Artist agli NAACP Image Awards. Poi, nel 1998, esce il nuovo album "From the Soul of Man".


Ho mandato a Michael Jordan una copia che mi era avanzata", ha detto di recente Lattimore. "Non pensavo che "Days Like This" fosse la canzone che lo (ndr, Jordan) elettrizzava prima delle partite”, ha twittato il cantautore di recente.

La canzone che Jordan ascolta sul pullman è intrisa d'amore.

"Tu sei per me l'unica".

E ancora. "Non posso dimenticare tutto quello che abbiamo avuto".

E infine. "Mi scuso per tutti i cambiamenti che ci sono stati. Il mio intento non era quello di ferirti".


Un amante che ha ferito e che ricorda "i giorni come quelli di un tempo", sperando che ce ne siano "ancora come quelli". Ma è anche una canzone che ha un certo ritmo. "Stavo cercando di mischiare l'R&B a un genere in voga quegli anni chiamato speed garage", rivela in un'intervista. Di cosa si tratta? Di musica dance elettronica, che aggiunge una certa vivacità al pezzo di Lattimore.

Lattimore viene invitato da Michael Jordan nel 1997 a New York. “Mi ha chiesto di andare nella Grande Mela per un pranzo sul suo brand. C’era anche Ahmad Rashad (ndr, ex giocatore di football e noto commentatore). Mi porta in una stanza con una tastiera e mi chiede una canzone". Quale? "Forever". A quel punto, Lattimore capisce che Jordan è un esperto delle sue canzoni. "Realizzo che è davvero un mio fan", dice Lattimore. "Perché Forever non era neanche tra le più conosciute. Allora comincio a suonare e lui inizia a canticchiare. Rimango stupefatto. Mi fermo e gli dico: 'Puoi continuare?' Lui risponde: 'Questo non può accadere, non sono in grado. Lasciami restare grande nel mio campo”.