• Andrea La Scala

Mike Brown, la Nazionale Nigeriana e il lato positivo del rinvio delle Olimpiadi

Il nuovo head coach della Nigeria parla dell'impatto del Coronavirus sulle Olimpiadi e sull'NBA


Foto NBA.com

Questo articolo, scritto da Marc J. Spears per The Undefeated e tradotto in italiano da Andrea La Scala per Around the Game, è stato pubblicato in data 25 Marzo 2020.



Per l'assistente allenatore dei Golden State Warriors Mike Brown e per la Federazione di Pallacanestro Nigeriana, il rinvio dei Giochi Olimpici 2020 può avere un risvolto positivo.


Brown, nominato head coach del team maschile di pallacanestro nigeriana lo scorso febbraio, avrà ora più tempo per mettere assieme una squadra, assumere uno staff, redigere un programma ed essere pronto per i Giochi di Tokyo, rinviati al 2021 a causa della pandemia Covid-19.

"Il rinvio ci è di aiuto se guardiamo al fatto che ci sono molti team nei quali i giocatori sono insieme da diverso tempo. Diverse Nazionali hanno giocatori che sono cresciuti giocando assieme nella selezione nazionale o in un team All-Star. Inoltre, molti allenatori sono responsabili di programmi dei quali fanno parte da molti anni".
"Avere un altro anno a disposizione per lavorare non solo sul livello di talento del team, ma anche sulla direzione che la squadra dovrà seguire per assicurarci di avere la miglior Nazionale nigeriana possibile, per qualcuno come me che è appena arrivato è un gradito vantaggio".

Il roster della Nigeria ai campionati del mondo del 2019 ha incluso giocatori attuali della NBA quali Al-Farouq Aminu, Chimezie Metu e Josh Okogie, ai quali si sono aggiunti gli ex-NBA Ben Uzoh, Ike Diogu e Ekpe Udoh. Hanno inoltre potuto contare sulla guardia Nnamdi Vincent dalla G League e sulla stella universitaria di Louisville Jordan Nwora.


Brown ha parlato con The Undefeated di come il rinvio dei Giochi Olimpici abbia influenzato la sua preparazione, le sue speranze di coinvolgere le star dello sport nigeriano e la sua comunicazione con i Warriors negli ultimi tempi.


Foto NBA.com

Può dirci qualcosa su chi si è già impegnato a far parte della squadra?


Per ora è un processo in corso. Il nostro general manager, Musa Adamu, che ha fatto parte della Federazione per molti anni, ha svolto un lavoro fantastico nel mettere le cose assieme, tenermi informato e fornirmi una direzione su quale strada intraprendere per provare a ipotizzare una squadra. Sono lieto di seguire la sua guida e lavorare con lui per avere il miglior gruppo di ragazzi coi quali andare alle Olimpiadi. Ovviamente, tutti coloro che hanno già giocato nella Coppa del Mondo 2019 avranno un'opportunità di fare le Olimpiadi. Come tutti sappiamo, abbiamo intenzione di portare con noi quei ragazzi che sentiamo possano rappresentare la Nigeria al meglio nei Giochi di Tokyo.



E' ancora speranzoso di poter fare il suo primo viaggio in Nigeria nel corso di quest'anno?


Il presidente della Federazione di pallacanestro Nigeriana, Musa Kida, era eccitato di potermi ricevere assieme al mio coaching staff. Secondi i programmi, avremmo dovuto essere a Lagos dal 25 maggio al 4 giugno, per poter mettere su un try-out camp per i top 20 giocatori nigeriani che militano nelle leghe africane. Dopodiché, avremmo portato coloro che fossero stati selezionati allo stadio successivo del nostro processo di selezione, e così via...


Speriamo ancora di poter fare quel viaggio. Penso sia solo questione di capire quando succederà. Mentre saremmo stati in Nigeria, avrei avuto intenzione di volare sino alla capitale, Abuja. Il Ministro dello Sport nigeriano voleva parlarmi e avrei passato una giornata con lui mentre i try-out avevano luogo. Il Paese e la federazione sono entusiasti dei progressi che stiamo facendo e della direzione che abbiamo preso. L'idea è continuare a cavalcare quell'onda.



Può rivelarci se è stato contattato da qualche celebrity nigeriana?


Sto aspettando quelle che io reputo le mie due favorite. Sono un grande fan della UFC e attendo quindi di sentire Kamaru Usman e Israel Adesanya, che è nigeriano ma vive in Nuova Zelanda. Vorrei tanto salissero a bordo con noi per questo progetto. Ovviamente, sarebbe molto importante avere anche un uomo (nonché ex star NBA) del calibro di Hakeem Olajuwon a far parte, in qualche maniera, di questo processo. Ci sono davvero molte figure chiave dello sport nigeriano che potrebbero insegnarci qualcosa e questo sarebbe molto apprezzato da tutti noi.

FOTO: Connect Nigeria

Com'è essere un afroamericano e al tempo stesso allenatore di un team africano?


E' fantastico. Sapere di poter contribuire allo sviluppo del gioco del basket per una Nazione è un mix di gioia, orgoglio e altre emozioni che mi scorrono dentro. E questo specialmente per un Paese che ha un grande potenziale, che non ha ancora raggiunto appieno. Sapere di poter far parte di tutto questo è più che gratificante per me e la mia famiglia: è un onore, un privilegio e una fortuna. Non vedo l'ora di cominciare il viaggio!



Come è rimasto connesso ai Warriors durante il lockdown dovuto al Coronavirus?


Sono in contatto con Steve Kerr. Parlo con lui da molto tempo ed è davvero il migliore. Abbiamo una chat di gruppo enorme dove comunichiamo giornalmente. La cosa migliore di Steve è che vuole che tutti si assicurino di avere cura di sé stessi e delle proprie famiglie, che stiano al sicuro, in salute e che si impegnino a trascorrere nel miglior modo possibile questo periodo di fermo, essendo consapevoli che potrebbe avere fine in qualunque momento. "Insomma: siate pronti".




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