• Alessandro Di Marzo

Bucks, "per arrivare fin qui bisogna credere in sé stessi"

Dopo Gara 6, le parole e le emozioni di Khris Middleton, coach Budenholzer, Pat Connaughton e Brook Lopez.




Tempo di festeggiamenti in casa Bucks, e non solo per Giannis Antetokunmpo (qui le sue parole nel post-game).


Da coach Bud a Khris Middleton, passando per i meno celebrati, ma importantissimi, Pat Connaughton e Brook Lopez. Di seguito alcuni estratti delle loro conversazioni con i media subito dopo la vittoria in Gara 6 contro Phoenix.



MIKE BUDENHOLZER


“Voglio innanzitutto complimentarmi con i Phoenix Suns e la loro organizzazione. Grandi giocatori, fantastico allenatore.”

Sui meriti suoi e del coaching staff:

“È tutto merito dei giocatori, noi abbiamo spinto a migliorarli e loro hanno imparato tutto al meglio. Quest’anno è accaduto dal primo giorno, mi hanno impressionato quotidianamente.”

Sugli abbracci con Giannis e Middleton:

“Poter allenare due ragazzi come loro è qualcosa di speciale per me. Hanno sempre dimostrato di essere grandi leader e di voler essere grandi giocatori. Sono davvero fortunato di essere parte di ciò che si è compiuto questa sera.”

Sulla storica prestazione di Antetokounmpo, MVP delle Finals:

“È difficile trovare le parole per descriverlo. Tutto quello che ha fatto è il risultato del suo duro lavoro - sì, tiri liberi inclusi.”


Sul momento-chiave della serie, prima di questa partita:

“Ogni match conta, ma aver vinto Gara 3 è stato cruciale per ritrovarci e vincere le altre partite.”


PAT CONNAUGHTON


Sull’essere la prima franchigia di Milwaukee ad aver vinto un titolo in casa:

“È incredibile. Anche sotto 0-2, i tifosi si sono sempre fatti sentire. L’arena era piena, così come l’esterno. La città merita tutto questo, sono orgoglioso di aver fatto parte della squadra e aver regalato il titolo ai tifosi.”

Sulle condizioni di Giannis dopo l’infortunio al ginocchio:

“Non so esattamente come si sia sentito, ma si è ripreso benissimo, ogni giorno ha lavorato per il suo fisico. Aver avuto un posto in ‘prima fila’ mi ha permesso di ammirarlo per tutte le partite. È un grande giocatore e un grandissimo uomo, in questi anni ho percepito il suo grande miglioramento come leader vocale, penso che sia stato questo l'aspetto in cui è davvero maturato.”




BROOK LOPEZ


Sulle sensazioni al suono della sirena:

“Ora la gioia è incontenibile, sono felice anche per tutti i membri dell’organizzazione. Tutti hanno lavorato bene e creduto in coach Bud. Dopo 13 anni di carriera, mi sento fortunato a far parte di questa squadra.”

Sulla partita di Antetokounmpo:

“È un manifesto del giocatore e della persona che è. Non dobbiamo dare per scontate queste prestazioni... ma lui è Giannis, ti lascia senza parole.”

Sulle difficoltà di una stagione anomala:

“Dal Covid alle tante incertezze, tutto ha reso questa annata unica, e noi siamo riusciti a migliorarci. Nei momenti di difficoltà, abbiamo guardato al passato e ci siamo resi conto di essere cresciuti come squadra.”

Sull’importanza di aver preso molti più rimbalzi offensivi di Phoenix nella serie:

“Abbiamo tanti buoni rimbalzisti, come Pat, che è seduto qui al mio fianco. Bud ha cambiato alcune cose e ci ha sempre incoraggiati, anche sotto questo punto di vista. Ha fatto la differenza.”

KHRIS MIDDLETON

Sul rapporto con Budenholzer:

“Bud ci ha sfidati e aiutati, spronandoci per diventare migliori leader e combattere le difficoltà, cambiando anche il nostro gioco se necessario. E ne è valsa la pena.”

Sui tanti ostacoli affrontati fin dall’inizio della sua carriera:

“È stato difficile. Sono stato scelto alla 39 e ho giocato in G-League, ho dovuto avere pazienza e fede, anche nei momenti negativi. Per arrivare fin qui bisogna credere in sé stessi.”

Sul cambio di rotta nel terzo quarto:

“Sarò onesto: è tutto merito di Giannis. Ha dominato.”

Sulla grande amicizia con Antetokounmpo:

“Sin dal primo anno ci siamo voluti bene, faticando insieme. La motivazione era a livelli altissimi nei primi anni, si è sempre trattato di una sfida per migliorare tra di noi. Nessuno è perfetto, entrambi abbiamo commesso errori, ma giocare con lui è sempre stato facile. In ogni caso, se siamo qui è merito di tutti, non solo di noi due.”