• Jacopo Stefani

Mitchell Robinson e l'incombente free agency

Che piaccia o meno, i Knicks dovranno (molto) presto prendere una decisione riguardo al contratto del centro.


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Tyler Marko per The Knicks Wall e tradotto in italiano da Jacopo Stefani per Around the Game, è stato pubblicato in data 5 aprile 2021.



Contro i Milwaukee Bucks, in quella che era appena la sua quarta partita di ritorno da una frattura alla mano, Mitchell Robinson si è visto costretto ad abbandonare in anticipo il parquet dopo aver subito la rottura del piede destro, evento che, con ogni probabilità, segnerà la fine prematura della sua terza stagione NBA.


Eccezion fatta per una caviglia slogata, finora il centro dei New York Knicks non aveva sporcato l'injury report; ora, tuttavia, non solo Robinson perderà l'opportunità di prendere parte ai primi Playoffs della sua vita, ma rischia anche di perdere qualche milione a causa della natura del suo contratto.


Uscito dal Draft del 2018, il prospetto da Chalmette High School ha infatti un contratto triennale da 4.7 milioni con i Knicks, comprendente una team option da 1.8 milioni per la prossima stagione; nel caso in cui le due parti non riuscissero ad accordarsi su un'estensione, nel 2022 diventerebbe unrestricted free agent.


Testare il mercato, con la premessa di un'altra stagione per dimostrare di poter rimanere sano, potrebbe essere la mossa migliore per Robinson, e metterebbe New York davanti a un bivio: destinare una notevole (più dell'ideale) fetta di Salary Cap a un fantastico stoppatore con un gioco offensivo limitato, oppure lasciarlo partire verso altri lidi e contratti più ricchi, continuando il processo di crescita della squadra incentrato su Julius Randle e un RJ Barrett in continuo miglioramento.


Ironicamente, il miglior modo per tenere Robinson in blu e arancio sarebbe quello di non accettare la sua team option. Così facendo diventerebbe restricted free agent alla fine di questa stagione, una stagione dove ha giocato solo 31 partite, facendo crollare il suo valore sul mercato ai minimi storici: i Knicks potrebbero quindi pareggiare qualunque contratto, di certo non astronomico, che gli verrebbe offerto.



Ed è proprio qui che la decisione di saltare il college potrebbe rivelarsi un boomerang per Mitchell. Dopo essere stato l'11esimo giocatore di high school nel rank di ESPN del 2017, infatti, il centro ha lasciato Western Kentucky University, complice una sospensione dalla squadra, preparandosi autonomamente per il Draft: i Knicks hanno potuto così accaparrarselo al secondo round. E mentre una first round choice, qualora la squadra non esercitasse l'opzione sul suo contratto nella seconda o terza stagione, diventerebbe unresricted free agent, lo stesso privilegio non è concesso ai giocatori scelti dopo la pick numero 30.


Per capire meglio quanto scendere al secondo round sia costato a Robinson, basta guardare il contratto di Kevin Knox, tenendo a mente che, mentre Robinson era 11esimo nelle graduatorie high school del 2017, Knox era decimo; dopo essere stato draftato alla 9, tuttavia, l'ala grande ex-Kentucky ha firmato un quadriennale da 18.5 milioni - quasi il quadruplo rispetto a Robinson, scelto alla 36, pur avendo contribuito molto meno alla squadra.


Se i Knicks fossero convinti di poter trovare un accordo su un'estensione con Robinson, la cosa migliore da fare sarebbe accettare la team option e cominciare le trattative all'inizio della free agency; tuttavia, recentemente il centro ha lasciato Rich Paul e Klutch Sports per firmare con il suo sesto agente, Thad Foucher del Wasserman Group. Robinson è consapevole delle implicazioni finanziarie del suo infortunio, e intende rimediare alla perdita economica generata dalla discesa al secondo round.


Certo, New York corre il rischio di far perdere fiducia a Mitchell tenendolo lontano dalla unrestricted free agency, ma non è nulla che la giusta offerta di contratto non possa risolvere. Tanto più visto che i Knicks avranno più spazio salariale di tutti in questa offseason e, Lonzo Ball ed estensione di Randle a parte, nessun reale obiettivo di mercato in cui investirlo. Potrebbero quindi offrire un contratto soddisfacente a Robinson, consentendogli di recuperare il feeling con il gioco perso in questa stagione, ma senza sacrificare troppo spazio negli anni a venire poiché, nonostante tutte le doti che Robinson porta in dote, pagare contratti esosi a centri non chiamati Joel Embiid o Nikola Jokic arriverebbe a compromettere l'equilibrio salariale di una squadra.


Rudy Gobert viene pagato 205 milioni per 5 anni e, per quanto si possa associare lui e Robinson alla stesse categorie di rim-runner e stoppatori, il francese è stato uno dei migliori centri per Offensive Rating in questa stagione. Robinson, ovviamente, non percepirà mai le stesse cifre del giocatore dei Jazz, non avendo un sistema costruito attorno a lui; ad ogni modo, l'impatto offensivo di Gobert segue la falsa riga di quello che potrebbe avere il giocatore dei Knicks negli anni a venire. Nessuno dei due può aprire il campo con il tiro da fuori ma entrambi forzano la difesa a collassare come lob threat, creando così spazi per i compagni.



Il potenziale di Robinson è lì da vedere, e il tassello mancante potrebbero essere più tiri liberi tentati e convertiti con discrete percentuali, aspetto dove purtroppo è regredito: questa stagione ha visto il centro tirare solo 2.2 tiri liberi per 36 minuti, rispetto ai 3.8 dell'anno scorso. Nella sua rookie season il 16.7% dei suoi punti arrivava dalla lunetta, percentuale che ha continuato a calare da allora; nel mentre, Gobert è al suo career-low in questa voce statistica, ma genera comunque il 24.7% dei suoi punti a gioco fermo.


Nella scorsa offseason i tifosi dei Knicks sono stati intrigati da video di Mitchell intento a muovere la retina da tre punti, ma attualmente sembra niente più di un'utopia fuori contesto: meglio sistemare la percentuale ai liberi (49.1%) prima di iniziare a sparare da oltre l'arco.


Nonostante tutto, e nonostante le attuali falle presenti nel suo gioco, Robinson ha una strada quasi spianata verso l'efficienza offensiva, e Foucher terrà ben presente il potenziale del suo 23enne cliente sedendosi al tavolo delle trattative.


I Knicks non hanno intenzione di impegnare troppo spazio, considerando la sopra citata estensione di Randle (at least, hopefully) e l'inevitabile estensione di Barrett, ma la possibilità di soddisfare economicamente un giocatori giovane e d'impatto, mantenendo comunque una certa flessibilità di Cap, già di per sé potrebbe rendere molto sensata la scelta di re-investire lo spazio che era stato liberato per Kevin Durant e Kyrie Irving.


Paradossalmente, il maggior ostacolo di Robinson nell'ottenere la sua fetta di Salary Cap potrebbe provenire proprio dal roster, con Nerlens Noel che ha superato le aspettative nel sostituire Mitchell durante il suo infortunio. Con l'ex 76ers in campo, infatti, New York ha un differenziale di -1 su 36 minuti, non così elevato se paragonato al -0.7 di Robinson; e questo anche considerando che Noel è ai primi posti nella lega per turnover ratio, complici alcuni momenti dove sembra dimenticarsi come usare un paio di mani.



Entrambi operano quasi esclusivamente nella restricted area in attacco, e Noel sta tenendo una media di 2 stoppate a partita contro l'1.5 di Robinson. Se i Knicks non dovessero dunque lottare per tenere il centro, sarebbe perché sono convinti di trovare facilmente quell'archetipo di giocatore.


Tuttavia Robinson, pur essendo giovane, ha già dimostrato l'abilità di annichilire interi possessi offensivi avversari. Dal suo ingresso nella lega, secondo PbpStats, nessuno ha stoppato più triple (44) di lui, ed è secondo solo a Matisse Thybulle, specialista difensivo dei 76ers, per triple stoppate di media a partita (0.31 contro 0.28). Un 7-footer capace di sporcare tiri dalla linea dei 3 punti al pitturato è una comodità unica, e soprattutto di valore, in una lega dove i cambi di marcatura sono diventati comuni, se non la norma.



I Knicks potrebbero avere una ferma opinione sul valore di mercato di un centro come Robinson, e potrebbero decidere di goderselo a cifre basse ancora per un anno, prima di lasciarlo andare come unrestricted free agent qualora non arrivasse un accordo sul rinnovo.


Tuttavia hanno una squadra giovane che sembra finalmente in ripresa dopo tanti anni, un dinamico ingranaggio difensivo, e il totale controllo sulla sua situazione contrattuale (a causa di alcuni infortuni). Se Mitchell Robinson non sarà fermamente legato a New York per i prossimi anni, allora o Leon Rose e il front office non volevano proprio che lo fosse, o qualcuno alle alte sfere ha fatto un errore madornale.


Sarebbe un peccato perdere una delle scelte al Draft più azzeccate della storia recente della franchigia, proprio quando la squadra sta iniziando a trovare una sua identità.