• Andrea Campagnoli

Mitchell Robinson farà il grande salto?

Con un’estensione contrattuale alle porte, è arrivato il momento per Mitchell Robinson di dimostrare di essere il centro del futuro dei Knicks.



Questo articolo, scritto da Quentin Haynes per The Knicks Wall e tradotto in italiano da Andrea Campagnoli per Around the Game, è stato pubblicato in data 8 dicembre 2020.


Per i giovani talenti dei New York Knicks è l’ora di dimostrare quanto valgono davvero.


Tutti si aspettano che RJ Barrett prenda per mano la squadra in questa sua seconda stagione nella Lega, ma ci sono anche altri giocatori chiamati a dare prova del proprio potenziale, come Kevin Knox, Dennis Smith Jr o Frank Ntilikina, i quali devono riuscire a compiere un passo in avanti per meritarsi la riconferma.


Ma tra i ragazzi del roster, quello che potrebbe avere l’impatto maggiore è senza ombra di dubbio Mitchell Robinson. Dopo due stagioni ai Knicks, Mitch ha mostrato lampi di qualità, ma non è mai riuscito a trasformare quei momenti in giocate costanti. Con un nuovo coaching staff e delle novità nel suo percorso di crescita, Robinson si candida a diventare il centro titolare di questa squadra.


Nonostante le scelte fatte all'ultimo Draft, Robinson è uno dei migliori prospetti di New York. Un rim-runner in grado di avere grande impatto sia nella metà campo difensiva sia in quella offensiva. Durante l’ultima stagione ha tirato con il 72.4% dal campo, eccellendo per efficienza nel pitturato; e, difensivamente parlando, ha dimostrato di possedere tutte le qualità di questo mondo per diventare un devastante rim protector (2.0 stoppate a partita nel 2019/20), ma anche per difendere bene sul perimetro.



Le letture in difesa


Ci sono ovviamente delle aree in cui Mitchell, al suo terzo anno nella Lega, può migliorare molto.


I suoi 4.9 falli di media su 36 minuti durante la scorsa stagione sono tanti. Troppi. Robinson è spesso nella posizione sbagliata, al momento sbagliato - e questo perché, essendo un ottimo shot blocker, è sempre alla ricerca di una stoppata, e ciò comporta che sia spesso fuori dalla sua zona di competenza.



È evidente, poi, come Robinson possa diventare un rimbalzista migliore con l’aumentare dei minuti che gli vengono concessi. I rimbalzi difensivi non solo mettono fine al possesso avversario, ma permettono di dare un contributo al gioco in transizione della propria squadra. Basti pensare a quello che fanno centri come Clint Capela o Rudy Gobert.


Quindi, cosa dovrebbero fare i Knicks con il loro big man, giunto al suo terzo anno in NBA? A 21 anni, Robinson ha chiaramente le chances di essere il centro titolare della squadra.


Mitch potrebbe avere un impatto maggiore sul lato difensivo piuttosto che su quello offensivo, e il modo in cui coach Thibodeau lo userà in questa stagione potrebbe davvero dare una svolta alla sua carriera. Mettere Mitchell come ultimo baluardo difensivo, tra l’avversario e il canestro, in una sorta di drop pick-and-roll system potrebbe essere la scelta migliore.


In passato Thibodeau ha utilizzato un ice system sul pick-and-roll, spingendo gli avversari sulla linea laterale e mantenendo gli altri difensori nel pitturato. Se Thibs decidesse di evolvere il proprio sistema, Robinson potrebbe essere il primo a beneficiarne.


Tra i giocatori che hanno giocato almeno 40 partite e collezionato una media di 24+ minuti a gara, Robinson si è classificato dodicesimo per Defensive Field Goal Percentage.



La sua forza nello stoppare i tiri è evidente. Ma può trasformarla in un qualcosa in più? Ha le qualità per diventare un intimidatore? Ha un ottimo tempo di reazione, tuttavia spesso si allontana troppo dal canestro per tentare la stoppata; e quando il tiro viene sbagliato, si ritrova fuori posizione per il rimbalzo.


Ha lavorato con Marcus Camby e Rasheed Wallace, in passato. Ora, l’aiuto del nuovo assistente allenatore Darren Erman potrebbe farlo sbocciare. Erman ha lavorato con Thibodeau a Boston, ma ha anche aiutato la difesa di Golden State a diventare quella che tutti conosciamo e ha avuto a che fare con Anthony Davis a New Orleans.


Erman è la persona giusta per trasformare Robinson in un difensore all-around a livello élite nell'NBA.



Come migliorare il gioco offensivo?


Fino ad ora abbiamo parlato solo del posizionamento e delle letture in difesa, e sul lavorare in maniera più intelligente. Tuttavia, se Robinson facesse un passo in avanti anche sul lato offensivo, potrebbe aggiungere ulteriore valore al suo modo di giocare.


Prima di tutto: potrebbe diventare un buon tiratore da fuori?



Non ci sono molti indizi, a riguardo. Mitchell ha una percentuale dalla lunetta, in carriera, di poco inferiore al 60%, incluso un 56.8% nell’ultima stagione. Da quando è entrato nella NBA, Robinson si è preso solo due tiri da fuori il pitturato, e non ha mai tirato dalla lunga distanza.


Mentre dal nuovo rookie della squadra Obi Toppin ci si aspettano almeno 4 tentativi a partita, per Robinson magari ne vedremo un paio. Se poi l’esperimento non dovesse funzionare, i Knicks potrebbero mettersi l’anima in pace e lasciar perdere, per ora.


La speranza dei Knicks è che Barrett, Toppin e Robinson possano essere il frontcourt per molti anni. Perché questo possa avvenire con successo, tutti e tre dovrebbero essere nelle condizioni di prendere più tiri dalla distanza, altrimenti per la squadra si porrebbero dei non indifferenti problemi di spacing.



New York entra nella prima stagione di coach Thibodeau con uno sguardo verso la free agency del 2021. La franchigia conta di capire nei prossimi mesi quali siano i giovani prospetti presenti in squadra che meritano di rimanere. Nella sua prima conferenza stampa, Thibodeau ha indicato, come favoriti, Barrett e Robinson.


Con Mitchell, i Knicks hanno tra le mani un centro di grande prospettiva, che ha mostrato grandi qualità nelle sue prime due stagioni, ma che ha ancora tanto da fare. Il suo shot-blocking e la sua capacità di andare a rimbalzo sono doti importanti, ma possono essere migliorate. Cosi come il suo gioco offensivo, praticamente sotto ogni aspetto.


New York ha ancora 72 partite prima di dover discutere il prossimo contratto di Mitchell. Ma potrebbe volerci molto meno per capire di avere il centro del futuro.