• Andrea La Scala

Chi è l'MVP della decade?


© Questo articolo, pubblicato su Double Clutch il 24 dicembre 2019, è stato tradotto in italiano da Andrea La Scala per Around the Game.


Con l'NBA che sta entrando nella sua ottava decade, la discussione nella sede di Double Clutch si è spostata in modo naturale sui più grandi giocatori che hanno calcato il parquet negli ultimi 10 anni. Alcune delle categorie potrebbero sembrare ovvie, ma c'è molto di cui discutere.

I CANDIDATI

James Harden per Nick Whitfield

Harden si è trasformato da solido sesto uomo, ad OKC, in giocatore-franchigia e perenne candidato a MVP con gli Houston Rockets.

Una fetta del suo successo va accreditata ai Rockets per aver creato il contesto ideale per rendere efficace il suo stile di gioco "amico" delle statistiche. Daryl Morey è stato fautore di un'ambiente sperimentale dove Harden è ampiamente libero dalle tradizionali barriere e misurazioni che potrebbero limitare il suo utilizzo, la selezione dei tiri o il suo stile di gioco. Inoltre ha trovato in Mike D'Antoni un allenatore che ha speso la sua intera carriera nel capire come massimizzare ogni grammo di talento delle sue point guard.

E' tuttavia interamente merito delle sue capacità il fatto se, al netto della "carta bianca" che gli è stata offerta e della libertà offensiva concessagli, abbiamo potuto vedere uno dei giocatori più dominanti di sempre a livello offensivo. Gestione della palla a livelli di eccellenza assoluta, un primo passo rapidissimo, un devastante tiro da tre punti persino su enormi volumi e con coefficienti di difficoltà assurdi. E, infine, la capacità di decelerazione migliore mai misurata da un laboratorio di scienze dello sport. Il tutto combinato con una delle migliori visioni di gioco in circolazione, che gli permette di trovare i compagni mentre la difesa avversaria collassa su di lui.

Non fate errori: James Harden è uno dei giocatori più "indifendibili" di tutti i tempi.

Chris Paul per Huw Hopkins

Siamo onesti, CP3 probabilmente è l'anomalia in questa lista. Primo, non ha mai vinto il titolo di MVP nel corso della decade. Secondo, il ragazzo non è mai giunto alle Finals. Terzo, a dire il vero non ce l'ho un terzo, ma probabilmente deve esserci un'altra buona ragione per ritenere questa candidatura "anomala".

A dispetto del non aver mai ricevuto il trofeo nel corso della sua carriera, qui si sta parlando di un titolo MVP per l'intera decade 2010-2019. Ci sono giocatori che sono riusciti a raggiungere l'eccellenza nella decade, ma che si sono ritirati (o sono vistosamente calati) prima che questa abbia avuto termine. Per citarne alcuni, parliamo di Tim Duncan, Kobe Bryant e Dirk Nowitzki. Altri sono invece arrivati tardi per poter davvero lasciare un segno sull'intera decade.

Tra l'anno 2010 ed il 2019, invece, la consistenza di Chris Paul lo posiziona solamente dietro un altro giocatore (forse due, considerando anche Kevin Durant) in termine di performance assoluta all'interno di questa finestra temporale.

Fra la stagione 2012/13 e 2015/16, Paul è rientrato ogni anno nella top 10 dei giocatori più votati per il titolo di MVP. Inoltre è stato All-Star per ben sette volte all'interno della decade. Ha condotto due volte la Lega per assist e quattro volte per palle rubate. Il "Point God" ha registrato una media di 18 punti e 9 assist a partita e terminerà la sua carriera avendo guadagnato 8 All-NBA Selection e 9 All-Defensive.

Potrà per molti non essere il proprio giocatore preferito, potrà non essere mai stato MVP in una singola stagione, ma CP3 ha fatto abbastanza per guadagnarsi il nostro rispetto e la menzione in questa discussione.

Kevin Durant per Nick Whitfield

Kevin Durant è uno dei più puri e inarrestabili realizzatori ad aver mai preso fra le mani una palla da basket.

Per tutte le sue 12 stagioni nella Lega è stato così affidabile e costante da aver realizzato approssimativamente una media di 25 punti, 8 rimbalzi, 4 assiste e 1 stoppata a partita. La sua combinazione di tiro, lunghezza, altezza, atletismo e la capacità di andare a canestro "palla a terra", producono un giocatore non comparabile a nessun altro nella storia della NBA.

Secondo me, si tratta del più vero "Unicorno" che la Lega abbia mai avuto.

Il fatto di aver vinto una sola volta il trofeo di MVP non dice la verità su quanto sia stato forte KD nel corso della decade. Chiedete ai giocatori NBA chi siano stati i migliori giocatori in un anno qualsiasi della decade e Durant sarà uno dei primi nomi che verranno fatti. A dimostrazione di ciò aggiungete il fatto che, dopo aver lasciato Oklahoma City, sia stato nominato MVP delle Finals due volte consecutive, pur giocando insieme a gente come Curry e Thompson, e affrontando un certo LeBron James...

Ma è proprio qui che risiede il problema con KD. I suoi successi e il suo gioco sono semplicemente intoccabili, ma per molti fan e media è impossibile dimenticare che i titoli sono arrivati con una squadra, i Warriors, che era super-competitiva per vincere il titolo ancor prima che lui arrivasse.

La narrativa è una delle risorse più potenti che un atleta abbia a disposizione per influenzare come egli sia percepito ed è proprio qui che, ad oggi, KD sembra avere qualcosa in meno rispetto ai suoi rivali per il titolo di Most Valuable Player della decade 2010-19...

RUNNER UP

Stephen Curry per Jonah Stott

L'assoluta pietra miliare in quella che probabilmente è stata la miglior squadra che l'NBA abbia mai visto, tre volte campione NBA, due volte consecutive MVP e sei volte tra gli All-Star. Tutto questo suona davvero impressionante, ma è certo che si possa produrre un elenco di conseguimenti simile per ognuno degli altri candidati a MVP della decade.

Ciò che invece può far davvero emergere Steph è il fatto di aver rivoluzionato l'NBA nel corso della decade. E' il re del "limitless range". Il suo QI cestistico e la sua visione di gioco sono stati una parte cruciale nel processo che ha portato i Golden State Warriors a vincere tre titoli NBA nella decade. Sera dopo sera, ha permesso agli altri membri del suo team di avere una mole di tiri con spazio che non si era mai vista prima in NBA.

Tutto senza aver sfiorato nemmeno la sua spietata efficienza. Ha avuto una storica stagione da 50%-40%-90% nel 2015/16, che lo ha portato a diventare il primo MVP a voto unanime. Un risultato senza precedenti. Ma il fatto che le sue statistiche in carriera lo collochino ad un 47.6%-43.5%-90.5% (dunque molto vicino alla media di 50-40-90, lungo tutta la decade) è oltremodo prodigioso.

E tutto questo senza aver mai sottratto nulla ai suoi compagni di squadra. I quali, anzi, ne hanno solamente tratto dei benefici.

E' in grado di farti girare la testa, cascare a terra e trovare acrobaticamente la via del canestro. Oppure, segnare canestri da tre, anzi, da 9 metri, dopo uno step back, nella maniera più pulita, rapida e indifendibile che tu possa immaginare.

Si tratta di un talento prodigioso e di un autorevolissimo candidato a titolo di MVP della decade.

MOST VALUABLE PLAYER OF THE DECADE

LeBron James per Mike Miller

Non c'è davvero molto da dibattere, una volta preso in considerazione LeBron James. In questa decade ha vinto tre titoli NBA, è stato tre volte MVP, è schizzato al top di quasi ogni possibile record all-time e ha portato le sue squadre alle Finals per otto volte consecutive. Già tutto questo è sufficiente per farlo balzare avanti a tutti gli altri candidati di questa lista.

Si tratta inoltre dell'unico giocatore nella storia della Lega ad avere una legittima candidatura per sfidare Micheal Jordan per lo status di GOAT. Wow, fa impressione solo a dirlo!

Quella del 2010-19 è stata la decade di LeBron James, a dispetto delle tre finali vinte su nove partecipazioni. I suoi detrattori ovviamente utilizzeranno questo argomento contro di lui, ma, a parte la squadra del 2011, le altre avrebbero davvero potuto vincere quelle sfide? I Cavs del 2016 avrebbero davvero dovuto avere una chance? E' plausibile che un essere umano possa condurre una serie finale per punti, assist, rimbalzi, palle rubate e stoppate?

Ancora oggi, all'età di 35 anni, sta conducendo i Los Angeles Lakers al top della Western Conference. Nominate qualcun altro che abbia iniziato e terminato la decade come il giocatore più importante di una squadra che che si posizioni al top della sua Conference. Ed è là che realizzi il vero valore e la costante eccellenza che il Re è stato in grado di produrre negli scorsi dieci anni.

© Double Clutch

Questo articolo, pubblicato su Double Clutch il 24 dicembre 2019, è stato tradotto in italiano da Andrea La Scala per Around the Game.

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