• Davide Corna

MVP e DPOY: i 16 giocatori in top 3 nella stessa stagione


FOTO: The Guardian / NBA

Questo articolo, scritto da Ernesto Cova per Fadeaway World e tradotto in italiano da Davide Corna per Around the Game, è stato pubblicato in data 22 Giugno 2020.



Non è facile per nessuno emergere e farsi notare nell’NBA. I migliori giocatori coesistono e si sfidano frequentemente, e la sfida per ognuno diventa più difficile di stagione in stagione, visto che gli avversari hanno più tempo e più elementi per studiare il tipo di gioco e i difetti di ogni giocatore.

Oltretutto, ci sono pochi giocatori in grado di avere un impatto di primo livello su entrambi i lati del campo. La maggior parte dei giocatori NBA è o un realizzatore offensivo, oppure uno specialista difensivo, e non si trovano spesso atleti in grado di eccellere sia in attacco che in difesa.

Tuttavia, nel corso della storia, 16 giocatori sono stati in grado di finire nello stesso anno fra i primi tre sia nelle votazioni per l’MVP che in quelle per il Defensive Player of the Year, sebbene solo due (Hakeem Olajuwon e Michael Jordan) abbiano effettivamente vinto entrambi i titoli nella stessa stagione.


Ecco chi sono questi giocatori e come hanno raggiunto questo record.


Larry Bird (1983)



Non si parla spesso di Larry Bird come specialista difensivo, ma non fatevi trarre in inganno. All'apice della sua carriera, Larry Legend è stato un difensore solidissimo, come si può capire dai numeri della stagione 1982/83, in cui ha fatto registrare 23.6 punti, 11.0 rimbalzi e 5.8 assist, ma anche 1.9 palle rubate e 0.9 stoppate a partita.

Era la quarta stagione di Bird in NBA, in cui i Celtics ebbero un record di 56-26 prima di venire eliminati al secondo round dei Playoffs. Arrivò secondo nella corsa all’MVP, dietro a Moses Malone, e terzo a pari merito per il DPOY, vinto da Sidney Moncrief.

Michael Jordan (1988, 1993)


Michael Jordan è l’atleta più dominante e competitivo di sempre. Avrebbe dovuto vincere molti più MVP di quanti ne ha in bacheca; e, ancora più importante, era un difensore impavido in grado di avere impatto in qualunque partita. Non si tirava mai indietro di fronte a una sfida.

MJ non ci mise molto a prendere in mano la Lega. Nel 1988 ebbe una media di 35.0 punti (la migliore in NBA), 5.5 rimbalzi, 5.9 assist, 3.2 palle rubate (anche qui, il dato più alto in NBA) e 1.6 stoppate a partita. I Bulls vinsero 50 partite ma persero contro i Pistons dei Bad Boys al secondo turno. Jordan vinse il suo primo MVP e il suo unico DPOY.

Jordan continuò a esprimersi a livelli da MVP, vincendo il premio nel 1991 e nel 1992, e ci arrivò molto vicino nel 1993. In quella stagione ebbe una media di 32.6 punti, 6.7 rimbalzi, 5.5 assist, 2.8 palle rubate e 0.8 stoppate a partita; di nuovo, fu il leader NBA per punti e palle rubate. I Bulls vinsero il loro terzo titolo consecutivo, ma Jordan finì terzo nella corsa all’MVP, dietro Charles Barkley e Hakeem Olajuwon. Arrivò anche secondo a pari merito con David Robinson per il DPOY, vinto da Olajuwon.


David Robinson (1991, 1992, 1994)



David Robinson era sempre il giocatore con più forza in campo. Era il più dominante e poteva avere impatto su entrambi i lati del campo grazie al suo mix di abilità, forza fisica e atletismo, e meriterebbe maggior considerazione da parte delle nuove generazioni.

Robinson fu candidato all’MVP e al DPOY già nella sua seconda stagione NBA, con 25.6 punti, 13.0 rimbalzi (primo in NBA), 2.5 assist, 1.5 palle rubate e 3.9 stoppate a partita. Gli Spurs vinsero 55 partite, e Robinson finì alle spalle di Michael Jordan e Magic Johnson nella corsa all’MVP; Dennis Rodman invece vinse il DPOY, con Robinson al secondo posto.

I trofei mancati non gli hanno impedito di migliorare ancora nella stagione successiva, con 23.2 punti, 12.2 rimbalzi, 2.7 assist, 2.3 palle rubate e la miglior media NBA nelle stoppate, 4.5 a partita. San Antonio vinse 47 partite, e Robinson finì di nuovo terzo per l’MVP, dietro a Jordan e Clyde Drexler, ma vinse il Defensive Player of the Year.

Robinson continuò a dominare sia in attacco che in difesa. Nel 1993/94 arrivò primo in NBA con 29.8 punti a partita, aggiungendo 10.7 rimbalzi, 4.8 assist, 1.7 palle rubate e 3.3 stoppate. Gli Spurs vinsero 55 partite e l’Ammiraglio arrivò secondo, dietro a Hakeem Olajuwon, sia nelle votazioni per l’MVP che in quelle per il DPOY.


Hakeem Olajuwon (1993, 1994)


Sembra sempre che non si parli abbastanza anche di Hakeem Olajuwon. In tutta onestà, considerando attacco e difesa potrebbe essere stato il miglior lungo della storia NBA, e ha sicuramente dimostrato queste capacità all'apice della sua carriera, soprattutto dopo il primo ritiro di Michael Jordan.


Ma anche prima di vincere il primo dei suoi due titoli NBA, The Dream aveva già impressionato la Lega. La sua stagione 1992/93 fu straordinaria, con 26.1 punti, 13.0 rimbalzi, 3.5 assist, 1.3 palle rubate, e la media più alta della stagione nelle stoppate, 4.2 a gara. I suoi Rockets vinsero 55 partite, e lui arrivò secondo dietro a Charles Barkley per l’MVP, ma vinse il DPOY.


Eppure, la sua miglior stagione arrivò l’anno successivo, quando guidò i Rockets a una Regular Season da 58 vittorie e poi al titolo, con 27.3 punti, 11.9 rimbalzi, 3.6 assist, 1.6 palle rubate e 3.7 stoppate a partita. Vinse il titolo di MVP, quello di MVP delle Finali e il DPOY.


Gary Payton (1998)



Gary Payton è una delle sole 5 guardie (con Michael Jordan, Michael Cooper, Sidney Moncrief e Alvin Roberson), ad aver mai vinto il DPOY, e nessuna guardia dopo di lui l’ha ancora vinto, ad oggi. The Glove è stato uno dei migliori difensori sugli esterni della storia.


Nel 1998 ebbe una media di 19.2 punti, 4.6 rimbalzi, 8.3 assist e 2.3 palle rubate a partita. Dopo aver già vinto una volta il DPOY, in quella stagione arrivò secondo dietro a Dikembe Mutombo. E avendo guidato i Sonics a una stagione da 61 vittorie, arrivò terzo nella corsa all'MVP, dietro a Michael Jordan e Karl Malone.


Alonzo Mourning (1999, 2000)



Anche Alonzo Mourning sarebbe meritevole di maggiore considerazione. Ci sono state stagioni in cui era assolutamente dominante sotto il ferro, in grado di fare la differenza e di bloccare gli attacchi avversari. Era un difensore di altissimo livello.


Nella stagione 1998/99 tenne una media di 20.1 punti, 11.0 rimbalzi, 1.6 assist e fu primo in NBA con 3.9 stoppate a partita. Gli Heat vinsero 33 partite delle 50 giocate in quella Regular Season accorciata, portandolo al secondo posto nella corsa all’MVP, dietro a Karl Malone. Vinse però il DPOY.


Mourning non tolse il piede dall'acceleratore l’anno successivo. Più affamato che mai, fece registrare 21.7 punti, 9.5 rimbalzi, 1.6 assist e 3.7 stoppate (di nuovo record NBA) a partita. Miami vinse 52 partite e Mourning vinse di nuovo il DPOY, finendo però terzo, dietro a Shaquille O’Neal e Kevin Garnett, per l’MVP.


Shaquille O’Neal (2000)



Shaquille O’Neal è indubbiamente il centro più dominante di sempre. Tuttavia, non vinse mai il titolo di Defensive Player of the Year, nonostante fosse uno dei migliori della Lega nel proteggere il ferro e nella difesa in post.


Ci arrivò vicino nel 2000, con una media di 29.7 punti, 13.6 rimbalzi, 3.8 assist e 3.0 stoppate a partita. I Lakers vinsero il titolo NBA e Shaq vinse l’MVP, arrivando però secondo dietro ad Alonzo Mourning nelle votazioni per il DPOY.


Tim Duncan (2001)



Tim Duncan è uno dei migliori difensori della storia. Inspiegabilmente, non ha mai vinto il DPOY, pur essendo stato selezionato 15 volte negli All-Defensive Team, il che è un record nella storia NBA.

In particolare nel 2000/01 fu una presenza devastante sui due lati del campo, con 22.2 punti, 12.2 rimbalzi, 3.0 assist e 2.3 stoppate a partita. Gli Spurs vinsero 58 partite, ma persero contro i Lakers nelle Finali della Western Conference. Duncan arrivò secondo dietro a Iverson per l’MVP e terzo per il DPOY dietro Dikembe Mutombo e Kevin Garnett.


Kevin Garnett (2003, 2008)



Kevin Garnett aveva un talento di quelli che capita di vedere una volta nella vita. Avrebbe potuto vincere molti titoli NBA, se non fosse stato per l’incapacità dei Timberwolves nel procurargli un supporting cast adeguato.


Era il 2003, quando The Big Ticket tenne una media di 23.0 punti, 13.4 rimbalzi, 6.0 assist, 1.4 palle rubate e 1.6 stoppate a partita. I T-Wolves vinsero 51 partite e Garnett arrivò secondo nelle votazioni per l’MVP, dietro a Duncan. Fu invece preceduto solo da Ben Wallace e Metta World Peace per il DPOY.


Cinque anni più tardi, in campo per i Boston Celtics, Garnett fece registrare 18.8 punti, 9.2 rimbalzi, 3.4 assist, 1.4 palle rubate e 1.3 stoppate a gara. Boston ne vinse 66 e arrivò al titolo, con Garnett che vinse il DPOY e chiuse terzo nella corsa all’MVP, dietro a Kobe Bryant e Chris Paul.



Dwyane Wade (2009)



Dwayne Wade è uno dei migliori difensori in backcourt di tutti i tempi. Infatti, detiene il record come guardia con più stoppate (885) e 6 stagioni con più di una stoppata a partita. Purtroppo, non è mai riuscito ad essere eletto Defensive Player of the Year.


Ci arrivò vicino nel 2009, quando guidò la Lega in punti segnati, 30.2, a cui aggiunse 5.0 rimbalzi, 7.5 assist, 2.2 palle rubate e 1.3 stoppate a partita (suo career-high). Gli Heat vinsero 43 partite, e LeBron James vinse l’MVP davanti a Bryant e Wade. The Flash finì terzo anche nelle votazioni per il DPOY, dietro a Dwight Howard e allo stesso LeBron.



LeBron James (2009, 2010, 2013)



Uno degli aspetti più impressionanti della carriera di LeBron James è il fatto che è in NBA da molti anni e sembra che sia sempre ai vertici di molte graduatorie diverse. È uno degli atleti più duraturi nella storia dello sport.


Tuttavia, il suo picco fu chiaramente negli ultimi anni dello scorso decennio. Nel 2009 guidò i Cavaliers a una stagione da 66 vittorie con 28.4 punti, 7.6 rimbalzi, 7.2 assist, 1.7 palle rubate e 1.1 stoppate a partita. Vinse il primo dei suoi quattro MVP e arrivò secondo dietro a Dwight Howard per il DPOY.


James mantenne quel tipo di grinta nella stagione successiva. I Cavs vinsero 61 partite prima di uscire al secondo turno dei Playoffs. James vinse di nuovo l’MVP con 29.7 punti, 7.3 rimbalzi, 8.6 assist, 1.6 palle rubate e 1.0 stoppate a gara. Chiuse terzo nelle votazioni per il DPOY dietro Dwight Howard e Josh Smith.


Nel 2013, invece, James portò gli Heat a 66 vittorie e al titolo NBA, vincendo il suo quarto MVP. Con una media di 26.8 punti, 8.0 rimbalzi, 7.3 assist, 1.7 palle rubate e 0.9 stoppate a partita, finì anche secondo per il DPOY, dietro a Marc Gasol.



Dwight Howard (2011)



Si tende a dimenticare quanto fosse dominante Dwight Howard quando era agli Orlando Magic. Fu di gran lunga il miglior lungo in NBA per qualche anno, e sembrava destinato a diventare una leggenda, in particolare durante la stagione 2010/11.


Superman mantenne una media di 22.9 punti, 14.1 rimbalzi, 1.4 assist, 1.4 palle rubate e 2.4 stoppate a partita. Tuttavia, i suoi Magic perserò al primo turno di Playoffs. Ciò nonostante, Howard arrivò secondo dietro a Derrick Rose nella corsa all’MVP, e vinse il DPOY.



Kawhi Leonard (2016, 2017)



Kawhi Leonard è arrivato più o meno dal nulla ed è diventato velocemente uno dei migliori two-way player nella storia del Gioco. Sembra migliorarsi anno dopo anno, quindi è probabile che arrivi altre volte nei primi tre posti per MVP e DPOY.


La prima volta che ci riuscì fu nel 2016, quando gli Spurs vinsero 67 partite e lui tenne una media di 21.2 punti, 6.8 rimbalzi, 2.6 assist, 1.8 palle rubate e 1.0 stoppate a gara. Arrivò secondo per l’MVP, dietro a Steph Curry, ma vinse il DPOY.


Ebbe numeri più o meno simili nella stagione successiva, con 25.5 punti, 5.8 rimbalzi, 3.5 assist, 1.8 palle rubate e 0.7 stoppate a partita. Gli Spurs chiusero con 61 W e Kawhi fu terzo nelle votazioni per l’MVP, dietro Russell Westbrook e James Harden. Arrivò terzo anche per il DPOY dietro Draymond Green e Rudy Gobert.



Anthony Davis (2018)



Anthony Davis ha giocato stagioni da MVP e DPOY sin dal suo ingresso nella Lega. Tuttavia, non ha ancora vinto né l’uno né l’altro, soprattutto per colpa delle prestazioni non eccezionali dei suoi New Orleans Pelicans. Ora che gioca nei Lakers, potrebbe avere l’occasioni di vincere questi titoli e, ancora più importante, anche un anello.


La miglior stagione di Davis fu quella del 2017/18, con 28.1 punti, 11.1 rimbalzi, 2.3 assist, 1.5 palle rubate e 2.6 stoppate (primo in NBA). I Pelicans vinsero 48 partite e Davis arrivò terzo per l’MVP, dietro e James Harden e LeBron James, e terzo anche per il DPOY, con davanti Rudy Gobert e Joel Embiid.



Paul George (2019)



Paul George è un guerriero: è riuscito a superare un gravissimo infortunio ed è tornato a giocare ad alto livello. Ha preso le redini degli Oklahoma City Thunder nel 2018-/19, nonostante dovesse dividere il palcoscenico con Russell Westbrook.


PG è stato fondamentale sui due lati campi in quella stagione, con 28.0 punti, 8.2 rimbalzi, 4.1 assist, e con il record NBA in palle rubate, 2.2 a partita. I Thunder però delusero nei Playoffs, dopo aver vinto 49 partite in Regular Season. George finì terzo nella corsa all’MVP, dietro a Giannis Antetokounmpo e James Harden, e terzo anche per il DPOY, dietro a Gobert e allo stesso Giannis.


Giannis Antetokounmpo (2019)


Giannis Antetokounmpo sta per fare la storia. Secondo le proiezioni, potrebbe diventare il terzo giocatore nella storia dell’NBA a vincere sia il DPOY che l’MVP nella stessa stagione. Questo dà un’idea di quanto sia diventato forte e dominante.


La scorsa stagione è stata le migliore della sua carriera, finora. Ha tenuto una media di 27.7 punti, 12.5 rimbalzi, 5.9 assist, 1.3 palle rubate e 1.5 stoppate a partita. I Bucks hanno chiuso con 60 vittorie, miglior record della stagione, e Giannis ha vinto il suo primo MVP, finendo anche secondo per il DPOY, dietro al solo Rudy Gobert.


Ma il meglio deve ancora arrivare per The Greek Freak.



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