• Andrea Lamperti

“My new challenge”


FOTO: NBA.com

Per i Miami Heat è arrivata questa notte, contro i Nuggets, la quarta sconfitta consecutiva.


In una partita sostanzialmente mai stata in discussione, i ragazzi di coach Spoelstra sono apparsi da subito in enorme difficoltà offensiva; già dal primo quarto, concluso a quota 12 punti e con un gap da Denver mai colmato nei successivi tre parziali.


Gli Heat per la terza volta nelle ultime quattro uscite hanno chiuso sotto a quota 85 punti segnati. Qualcosa di inevitabile, o quasi, per una squadra che ha pagato le assenze di Jimmy Butler, Goran Dragic e Tyler Herro (tra gli altri) - soprattutto in termini di trattamento della palla e creazione di gioco. E forse qualcosa di prevedibile contro una difesa, quella dei Nuggets, che dopo un inizio lento di stagione è tornata nella top 5 dell’NBA nelle ultime due settimane, in cui hanno raccolto cinque vittorie consecutive.


Con un record di 6-11 fin qui, Miami è relegata al terz’ultimo posto della Eastern Conference. Per riuscire a invertire la rotta, ovviamente, servirà recuperare gli assenti per infortunio (Dragic e Herro) e quelli per protocolli-Covid (Butler).


Intanto, però, è stato interessante in questi giorni osservare Bam Adebayo in azione, senza gli altri principali playmaker di Coach Spo. Dopo il "boom" dell'anno scorso, infatti, uno degli aspetti ancora da sviluppare nel gioco offensivo di Adebayo era la capacità di crearsi dei tiri in isolamento, dal mid-range. E quindi, la possibilità di “allontanare” ulteriormente i propri avversari dal canestro, a vantaggio proprio e di tutto l’attacco degli Heat.


Lo ha confermato lo stesso Bam, nel post-gara di stanotte, rispondendo su Zoom a una mia domanda proprio sul suo nuovo "comfort" nei tiri dalla media distanza:

“Per me, è una soluzione in più e rende la vita più difficile a chi mi deve marcare; e per la squadra, apre più spazio in area per i tagli dei miei compagni e per andare al ferro. E se tutto ciò può migliorare il livello offensivo della squadra, questa è la mia nuova sfida. Ci sto lavorando molto.” (Bam Adebayo)


Stanotte, 4 dei 6 canestri segnati dal campo da Adebayo sono arrivati proprio dal mid-range. E finora, nelle prime 15 partite della stagione, da questa distanza si registrano il 61% dei suoi field goals, contro il 40% dell’anno scorso e il 29% di due anni fa. Per il 50% delle volte, sono tiri senza l’assist di un compagno, contro il 23% della scorsa stagione.


Bam si è già dimostrato efficiente, in questa sua nuova dimensione. Le percentuali dal mid-range si aggiungono ai tantissimi (e sorprendenti) ambiti in cui è riuscito a migliorarsi in questi anni. Dal 38% del 2019/20, ben al di sotto della media NBA, al 52% di quest’anno, un dato che lo posiziona nel 78esimo percentile tra i suoi pari-ruolo.


Erik Spoelstra nel pre-gara, sempre su Zoom, lo ha definito (al pari di Jokic) “un playmaker, sostanzialmente, e qualcosa che non avremmo neanche potuto immaginare quando sono entrato io nella lega nel 1995” .




I suoi recenti miglioramenti hanno reso Bam più efficiente (60.7% FG, career-high) e produttivo (20.7 PPG, altro career-high) da un punto di vista realizzativo. E neanche a dirlo, abbiamo ancora negli occhi i 41 punti (7 FGM dal mid-range, tra l'altro), anche questo un career-high, mandati a referto domenica scorsa sul campo dei Brooklyn Nets.


Ma come ha detto lui stesso, non è tutto qui. È l’intera squadra a beneficiare di questo suo ulteriore upgrade, che consente al big man di Miami di sfruttare ancora di più le sue capacità come passatore.


Due anni fa un isolamento di Adebayo non era neanche un'ipotesi, praticamente (iso frequency: 1.8%). L'anno scorso, su 89 isolamenti in stagione (7.9% la frequenza), Bam ha portato alla squadra 0.81 punti per possesso. Quest'anno la frequenza è salita al 12.7%, e i PPP a un clamoroso 1.42 (un dato da top 5 nella lega).


A fare la differenza, è proprio la sua nuova sicurezza nei tiri fuori dal pitturato.


Di seguito qualche video (tratto dalle partite degli ultimi sei mesi), come testimonianza visiva. Prima la sua capacità di segnare dal mid-range, e poi quella di “punire” le attenzioni delle difese per servire compagni in taglio o aperti sul perimetro:



Insomma, nonostante la brutta partenza, sospendete il giudizio su questi Heat. Hanno finito il 12 ottobre la scorsa stagione (e no, i Lakers non possono essere un termine di paragone), hanno avuto diversi problemi fisici e assenze per ragioni sanitarie. Sono ancora molto lontani dal livello di gioco e dalla solidità della bubble, ma ingraneranno marce più alte e torneranno nelle zone alte della Conference.


Non sospendete, però, il giudizio su Bam Adebayo. E non distraetevi, perché il ragazzo migliora ogni stagione, ogni partita.


E quando dice “this is my new challenge”, già sappiamo cosa aspettarci. Ormai dovremmo averlo capito.






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Cleaning the Glass

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