• Claudio Biolchini

NBA Draft: le migliori 20 scelte al secondo giro del nuovo millennio

Steal of the Draft? Ecco le migliori second round pick degli ultimi 20 anni


FOTO: NBA.com

Vincere alla lotteria: non c'è metodo migliore per arricchirsi in fretta e senza lavorare. Trovare un grande giocatore al secondo giro al Draft, ovvero disporre improvvisamente di un capitale (investendo in un contratto che costa poco e non è necessariamente garantito) può essere una fortuna paragonabile.


Spesso nel secondo giro si vanno a prendere giocatori dall'altra parte del mondo, di grande potenziale ma dalla dubbia affidabilità; oppure giocatori buoni che sono stati ignorati perché considerati inadatti per il livello NBA, generalmente per ragioni fisiche o caratteriali. Una franchigia di alto livello col Cap intasato, spesso, avrà solo scelte di questo tipo. Ed è importante farle con cura, poiché basta un innesto per trasformare una contender in una dinastia...


Abbiamo fatto una Top-20 delle migliori scelte al secondo round, dal 2000 ad oggi, cercando di valutare trofei vinti (personali e di squadra), durata del rendimento alti livelli e presenza alla partita delle stelle. Le medie si riferiscono all'intera carriera del giocatore.




20. MALCOLM BROGDON - 36, Draft 2016 / Virginia

13.5 PTS, 3.8 RBD, 4.3 ASS - 1x ROY


FOTO: FORBES.com

Il sogno di qualsiasi allenatore e GM: pescare alla 36 (nel 2016, dai Bucks) il Rookie dell'Anno.


Giocatore di una solidità incredibile fin dal suo primo impatto, sempre preciso nel decision making, mai titubante, lucido in qualsiasi momento della partita. Non ha eccellenze, ma neanche punti deboli: sembra già un veterano. Sicuramente 4 anni a Virginia College hanno favorito la sua transizione nel mondo NBA.


I Bucks sono stati costretti a sacrificarlo per ragioni salariali, ma in qualunque contesto, Malcolm Brogdon è avviato a essere una costante per almeno un lustro. Un'ottima base per qualsiasi franchigia.




19. TREVOR ARIZA - 43, Draft 2004 / UCLA

10.5 PTS, 4.8 RBD, 2.2 ASS - 1x NBA CHAMP


FOTO: NBA.com

Specialista 3&D, ha vinto a 23 anni un titolo con i Los Angeles Lakers. Ha fallito la consacrazione definitiva, essendo membro degli Houston Rockets, fallimentari, in Gara 7 delle Finali di Conference del 2018 (lui 0/9 da tre).


Da lì in poi le sue scelte contrattuali, basate più sul compenso che sulla competitività, lo hanno tenuto lontano dai Playoffs, tra Phoenix, Sacramento, Washington e ora Portland. Per lui 9 maglie diverse in 15 anni di NBA. Troppe per trovare una vera casa.


18. MEHMET OKUR - 38, Draft 2001 / Efes Pilsen

13.5 PTS, 7 RBD, 1.7 ASS - 1x ALL-STAR - 1x NBA CHAMP


FOTO: NBA.com

Un anello, vinto da giocatore di completamento con i Detroit Pistons, e una convocazione alla partita delle stelle (ottenuta grazie a qualche infortunio altrui) permettono a Mehmet Okur di entrare in questa classifica. Al di là dei successi più o meno casuali, il turco è stato comunque un ottimo giocatore: lungo piuttosto possente (spesso vicino ai 120 kg), a cui ha unito un buon jumpshot, costruendosi un ruolo simile ai lunghi tiratori attuali.


Celebre il suo siparietto proprio alla partita delle stelle contro Shaquille O'Neal, che lo affrontò in 1vs1 dal palleggio. Tormentato dagli infortuni, si è ritirato nel 2012.




17. MONTA ELLIS - 40, Draft 2005 / Lanier HS

17.8 PTS, 3.5 RBD, 4.6 ASS - 1x MIP


FOTO: NBA.com

The "Mississipi Bullet" è stato scelto dai Golden State Warriors, di cui è stato padrone per svariati anni, con culmine nel febbraio 2008 (quando è entrato nella storia della Lega per essere una delle 9 guardie a mantenere più del 60% di percentuale al tiro in un intero mese di Regular Season).


Qualche infortunio lo ha limitato - è stato anche punito dalla franchigia per essere caduto in moto - ed è poi stato scambiato, ottenendo Andrew Bogut, per far spazio ad un nuovo playmaker: Steph Curry (anche se per un anno i due hanno convissuto alla grande). Monta Ellis ha continuato a segnare per qualche stagione, fino al fermo per marijuana quando vestiva la maglia dei Pacers. Da lì, sparito dai radar. Ma resta indelebile nei ricordi dei tifosi.




16. MO WILLIAMS - 47, Draft 2003 / Alabama

13.2 PTS, 2.8 RBD, 4.9 ASS - 1x NBA CHAMP - 1x ALL-STAR


FOTO: CAVSNATION.com

Mo Williams è riuscito a costruirsi una buona carriera NBA senza avere un fisico da corazziere, riuscendo poi a centrare il titolo ormai a fine carriera, nei Cleveland Cavs di LeBron James. Particolarmente apprezzato per la sua abilità nei momenti decisivi, ha vagato in diverse squadre mantenendo una rispettabilità. E' rimasto ai Cavs dopo il primo addio del Re, cercando di reggere la baracca da solo. Da pochissimo, è stato nominato nuovo allenatore degli Alabama State Hornets.




15. GORAN DRAGIC - 45, Draft 2008 / Union Olimpjia

13.9 PTS, 3.1 RBD, 4.8 ASS - 1x MIP - 1x ALL-STAR - 1x ALL NBA


FOTO: NBA.com

Scelto inizialmente dai San Antonio Spurs, Goran Dragic è stato subito scambiato con i Phoenix Suns. I suoi progressi sono stati lenti e costanti, arrivando anche a superare i 20 punti di media per due volte in carriera e guadagnandosi la nomination per un quintetto ALL-NBA e un ASG. Il suo capolavoro resta comunque l'Europeo vinto con la Slovenia nel 2017 da miglior giocatore del torneo. Dopo un ritorno a Phoenix ha trovato la sua dimensione a Miami, dove rappresenta una grande arma in uscita dalla panchina.




14. HASSAN WHITESIDE - 33, Draft 2010 / Marshall

13.8 PTS, 11.8 RBD, 2.4 BLK - 1x TRB LEADER - 1x ALL DEF - 1 BLK LEADER


FOTO: NBA.com

Figlio (problematico) di un ex giocatore NFL, Hassan Whiteside ha avuto una strada molto tortuosa per arrivare nella NBA, passando per G-League, Cina e addirittura Libano. Recordman per i Miami Heat con 12 stoppate in una partita, è anche uno dei soli quattro giocatori della storia ad aver fatto registrare una partita con 20 punti, 20 rimbalzi e il 90% al tiro.


Il suo caratteraccio e qualche infortunio all'anca lo hanno allontanato dalla Florida portandolo in Oregon, ai Portland Trail Blazers. Sta per andare in scadenza di contratto dopo aver guadagnato quasi 100 milioni negli ultimi quattro anni. Il suo prossimo accordo sarà l'ultimo di una tribolata carriera da giramondo.




13. MICHAEL REDD - 43, Draft 2000 / Ohio State

19 PTS, 3.8 RBD, 2.1 ASS - 1x ALL NBA - 1x ALL-STAR


FOTO: ESPN.com

Tiratore mortifero e buon realizzatore, Michael Redd è esploso dopo che i Bucks hanno scambiato la stella della squadra, Ray Allen, spedendolo a Seattle, lasciando a lui il ruolo di guardia titolare. Due volte sul gradino più alto del podio con la rappresentativa USA - Mondiali 2007 e Olimpiadi di Pechino 2008 - è stato perseguitato dalla sfortuna.


Si è rotto i legamenti del ginocchio sinistro due volte, quasi consecutivamente, senza mai più riuscire a recuperare lo smalto di un tempo. Un "what if" non da poco.




12. KYLE KORVER - 51, Draft 2003 / Creighton

9.7 PTS, 3 RBD, 1.7 ASS - 1x ALL-STAR - 4x 3PT% LEADER


FOTO: FORBES.com

Ok, è "solo" uno specialista. Ma che specialista, e soprattutto nota di merito per la longevità nel tempo: Kyle Korver è tutt'ora un fattore per una contender.


Recordman NBA come percentuale da tre punti in una stagione (53.6% battendo all'epoca Steve Kerr) e secondo come striscia di partite con almeno una tripla segnata (90, poi superato da Steph Curry con 158), tira con oltre il 42% in carriera da oltre l'arco con più di 3.000 canestri.


Giocare soprattutto in small market come Atlanta, Utah, e Cleveland non lo ha aiutato. Ai Bucks, ha ora la sua occasione per vincere.




11. DANNY GREEN - 46, Draft 2009 / UNC

8.9 PTS, 3.5 RBD, 1.6 ASS - 1x ALL DEF - 2x NBA CHAMP


FOTO: SI.com

Altro specialista, stavolta un cosiddetto "3&D".


Scelto inizialmente da Cleveland, ha fatto tantissima gavetta in D-League prima di ottenere una possibilità con i San Antonio Spurs, dopo un mancato trasferimento a Teramo. Nell'anno del lockout ha giocato in Slovenia, vincendo la coppa nazionale. Tornato in Texas, poi, ha vinto un anello dopo una finale persa contro i Miami Heat. A Toronto il bis nel 2019 e la consacrazione come vincente. Per questo è stato acquisito l'estate scorsa dai Lakers, di cui è un pezzo importante.




10. ISAIAH THOMAS - 60, Draft 2011 / Washington

18.1 PTS, 2.5 RBD, 3.7 ASS - 2X ALL-STAR - 1 ALL NBA

FOTO: NBA.com

Una supernova. Così si può definire l'ascesa di Isaiah Thomas per splendore e breve durata.


Scelto con l'ultima chiamata, la numero 60, dai Sacramento Kings, è finito prima a Phoenix (che avevano già Dragic e Bledsoe) e poi a Boston, scambiato con Marcus Thornton. Nel Massachusetts è deflagrato, arrivando legittimamente a lottare per il premio di MVP e ha segnato almeno 20 punti di fila per 40 partite consecutive, battendo il record di John Havlicek che resisteva dal 1972. Giocatore più basso di sempre a giocare una partita della stelle insieme a Calvin Murphy, ha regalato grandi emozioni ai suoi tifosi.


Pressato dai limiti salariali e incentivato da un suo infortunio, il GM Danny Ainge lo ha scambiato per avere Kyrie Irving. Da lì in poi, IT non si è più espresso a quei livelli, torturato da un'anca dolorante.




09. CARLOS BOOZER - 35, Draft 2002 / Duke

16.2 PTS, 9.5 RBD, 2.2 ASS - 2x ALL-STAR - 1x ALL NBA

FOTO: GODUKE.com

Nativo tedesco ma cresciuto in Alaska, Carlos Boozer da giovane è stato un vincente, trionfando all'high school in due titoli statali e con Duke in un campionato NCAA. Nella NBA ha sempre mantenuto buoni numeri, anche con grande costanza, ma senza mai riuscire a vincere un anello.


Aspramente criticato da alcuni suoi presidenti - a Cleveland per presunti accordi contrattuali non mantenuti e a Salt Lake City per carenza di impegno - si è parzialmente rifatto con la maglia di Team USA vincendo le Olimpiadi 2008 dopo aver clamorosamente perso ad Atene 2004.




08. LOU WILLIAMS - 45, Draft 2005 / Snellville HS

14.5 PTS, 2.3 RBD, 3.5 ASS - 3x SIXTH MAN

FOTO: LATIMES.com

Draftato direttamente dall'high school dopo essere stato dichiarato il giovane più forte della nazione, Lou Williams ha iniziato la sua carriera nei Philadelphia 76ers, che avevano appena perso Allen Iverson, con cui condivide statura e alcune movenze. Vagabondo NBA, ha militato in sei franchigie e si è specializzato ad avere impatto in uscita dalla panchina, vincendo per tre volte il premio di Sesto Uomo dell'Anno, unico nella storia insieme a Jamal Crawford. Rincorrerà un anello (da assoluto protagonista) nei suoi ultimi anni di carriera nei Clippers.




07. KHRIS MIDDLETON - 39, Draft 2012 / Texas A&M

16.3 PTS, 4.6 RBD, 3.3 ASS - 2x ALL-STAR

FOTO: NBA.com

Finito al secondo giro dopo aver deluso nel suo anno da Junior a Texas, Khris Middleton è cresciuto costantemente ai Bucks, una volta arrivato da Detroit nello scambio per Brandon Jennings. Le sue grandi abilità balistiche, il lungo wingspan, unito a una buonissima attitudine difensiva, ma soprattutto la fama di essere un grande uomo spogliatoio, lo rendono il partner adatto di qualsiasi superstar.


A 28 anni, ha ancora qualche stagione per cercare il bersaglio grosso insieme a Giannis Antetokounmpo. Un titolo lo consacrerebbe definitivamente.




06. DeANDRE JORDAN - 35, Draft 2008 / Texas A&M

9.5 PTS, 10.8 RBD, 1.6 BLK - 1x ALL-STAR - 3x ALL NBA - 2 TRB LEADER - 2 ALL DEF

FOTO: NBA.com

Talento piuttosto limitato, DeAndre Jordan ha costruito la sua carriera con un atletismo, un'elasticità muscolare e una coordinazione totalmente irreali per essere alto 211 cm, facendo incetta di riconoscimenti individuali. Con CP3 e Blake Griffin ha fatto diventare Los Angeles, sponda Clippers, "the Lob City". Una sua schiacciata è considerata tra le migliori del decennio appena trascorso.


Il titolo non è arrivato, ma avrà altre superstar per provarci ancora con i Brooklyn Nets. Per ora, la sua unica vittoria è l'oro con Team USA alle Olimpiadi di Rio 2016.




05. PAUL MILLSAP - 47, Draft 2006 / Louisiana Tech

14 PTS, 7.3 RBD, 2.3 ASS - 4x ALL STAR - 1x ALL DEF

FOTO: NBA.com

Uscito dalla stessa università di Karl Malone, Paul Millsap ha avuto fortuna anche lui negli Utah Jazz.


Scelto inizialmente per la sua grande energia fisico/atletica, Millsap ha saputo col tempo affinare anche la tecnica, arrivando a essere convocato per ben quattro volte all'ASG. Gran lavoratore, non si risparmia in difesa e ha saputo adattarsi ai tempi, costruendo un decente tiro da tre punti. Ha contribuito fortemente a rendere competitive franchigie come Atlanta e ora Denver, senza tuttavia riuscire ad avvicinarsi davvero alla vittoria di un titolo.




04. GILBERT ARENAS - 31, Draft 2001 / Arizona

20.7 PTS, 3.9 RBD, 5.3 ASS - 3x ALL-STAR - 3x ALL NBA - 1x MIP

FOTO: USATODAY.com

Per diversi anni Gilbert Arenas è stato LA storia NBA.


Di origini cubane, nacque in Florida da una donna troppo giovane e non pronta a fare la madre. Il padre, ex sportivo di discreto livello, raccolse lui e i suoi pochi averi e si trasferirì a Los Angeles per cercare la fortuna come attore. La vita in California è però troppo costosa e le difficoltà non mancano, quindi dovette accettare un lavoro notturno - che, unito ai casting diurni, comportò la solitudine del piccolo Gilbert, che sfogò quindi tutte le sue frustrazioni nel basket. Chiuse l'ultimo anno di high school con una media di 33.4 punti, 7.9 rimbalzi, 3 assist e 4.6 rubate, sperando di poter essere reclutato da UCLA. Finì invece ad Arizona, arrivando al secondo anno alla finale NCAA persa contro Duke, dopo aver visto il loro allenatore morire di cancro a gennaio.

Scelto da Golden State, Arenas è migliorato costantemente, anche se i risultati della squadra erano mediocri, tanto da scatenare pubblicamente la sua rabbia contro la dirigenza. Jason Richardson non per niente lo ha soprannominato "Baby Ron Artest".


Passato da free agent ai Washigton Wizards, ha raccolto l'eredità di Michael Jordan, portando la franchigia alla rispettabilità quasi da solo. Ai Playoffs, però, non ha mai fatto tanta strada, chiuso tra gli Heat di Wade e O'Neal e i Cavs di James. Un grave infortuno al ginocchio lo ha bloccato poi per due anni e Gilbert non è quasi mai tornato quello di un tempo.


Pietra tombale alla sua carriera, poi, il ritrovamento nello spogliatoio di una pistola (scarica), che gli è costata una sospensione. Ma pochi giocatori erano tanto amati a quel tempo come "Agent Zero"...




03. NIKOLA JOKIC - 41, Draft 2014 / Mega Leks

16.9 PTS, 9.7 RBD, 5.4 ASS - 2x ALL-STAR - 1x ALL NBA

FOTO: NBA.com

Se ne facciamo una questione di puro talento, probabilmente Nikola è il migliore di questa classifica.


Nativo di Sombor, provincia della Serbia vicino al confine con Ungheria e Croazia, ha visto da bambino la città bombardata pesantemente dalla NATO nella guerra contro Milosevic. Playmaker intrappolato nel corpo di un gigante, non era proprio sconosciuto, perché era stato eletto MVP della Lega Adriatica. Spesso indolente e svogliato, però è finito al secondo giro, dato che gli scout nutrivano molti dubbi sul suo stato fisico (pesava oltre 130 kg ed era chiamato Nick Coca Cola").


Dimagrito di circa 20 kg, è diventato "the Joker", di gran lunga, già oggi, il miglior centro passatore di sempre. Memorabile la sua tripla doppia in 13 minuti (la più veloce della storia NBA) contro i Bucks e un'altra tripla doppia con il 100% al tiro (unico a riuscirci insieme a Wilt Chamberlain).


I Denver Nuggets lo hanno elevato a uomo franchigia. Dovesse centrare un titolo da assoluto protagonista, potrebbe competere con Dirk Nowitzki come giocatore europeo più forte di sempre. Oltre che per la vetta di questa classifica.




02. MARC GASOL - 48, Draft 2007 / Girona

14.7 PTS, 7.6 RBD, 3.4 ASS - 3x ALL-STAR - 1x ALL DEF - 2x ALL NBA - 1 DPOY - 1x NBA CHAMP

FOTO: ESPN.com

Arrivato nella Lega come "fratello di Pau", ironia della sorte, Marc è finito a Memphis nello scambio che ha portato proprio il fratello a Los Angeles.


Anche lui piuttosto grassoccio agli esordi, Gasol ha fatto cambiare idea agli scettici con un'intelligenza cestistica superiore alla media e una grande attitudine difensiva, a dispetto del basso atletismo. Il trasferimento in Canada, ai raptors, gli è valso nel 2019 il primo anello e la definitiva consacrazione. Lui e Pau sono ora gli unici due fratelli ad aver vinto un titolo nella storia della NBA.


Col contratto in scadenza, è pronto a offrirsi a qualche contender a prezzi ragionevoli, a coronamento di una carriera in cui ha vinto tantissimo soprattutto con la maglia della Spagna.



01. DRAYMOND GREEN - 35, Draft 2012 / Michigan State

9 PTS, 6.9 RBD, 5 ASS - 3x ALL-STAR - 5x ALL DEF - 1x DPOY - 2x ALL NBA - 3x NBA CHAMP

FOTO: BASKETINSIDE.com

Decisamente fortunato a finire nei Golden State Warriors degli Splash Brothers, Draymond Green è stato il completamento perfetto della macchina da canestri - e non solo - della California. Difensore incredibile, sempre ai limiti della correttezza con i contatti e con la lingua sempre in funzione, nonostante i suoi 198 centimetri Dray può marcare chiunque.


Con lui molti scout hanno fallito clamorosamente, perché già al College era stato eccezionale, portando Michigan State al seed numero 1 del West Regionals, riempiendo ogni categoria statistica. I dubbi riguardavano il fatto che fosse bravo in tutto ma eccezionale in niente.


Da vero "spartan", Green sa come tenere se stesso e la squadra sempre su di giri. Antipatico ai più, nel 2016 è stato arrestato per aggressione, uscendo su cauzione. L'orso Ballerino è così: prendere o lasciare. E non c'è allenatore NBA che non vorrebbe prendere...



Seguici anche su

  • facebook-logo
  • instagram-social-network-logo-of-photo-c

Around the Game nasce con l’obiettivo di avvicinare gli appassionati italiani alla pallacanestro NBA, attraverso due tipologie di contenuti: i contributi realizzati e pubblicati dai membri interni della redazione (diffusi a titolo gratuito, senza scopo di lucro, protetti da copyright e soggetti a legislazione vigente in materia di diritti d'autore); e articoli tradotti delle testate estere in collaborazione con AtG, pubblicati e tradotti in italiano dalla nostra redazione. I contenuti del secondo tipo, i cui diritti d’autore appartengono alle testate giornalistiche da cui sono stati pubblicati originariamente, sono pubblicati all’interno della sezione “Traduzioni” e vengono selezionati, tradotti e pubblicati da AtG solo dopo la ricezione da parte delle fonti di esplicito ed esclusivo consenso relativo a questa attività.

Around the Game non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza una periodicità prestabilita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, non può essere considerato un prodotto editoriale. Alcune immagini sono prese dal web: se un contenuto è di tua proprietà e vuoi richiederne la rimozione, oppure per qualsiasi questione relativa ai diritti d’autore, ti preghiamo di inviare una mail a questo indirizzo: pr.aroundthegame@gmail.com
 

Fondatore: Andrea Lamperti -  Fondatore e Web Manager: Ferdinando Dagostino

© 2017 by Around the Game.  Prodotto da FerdinandoDagostino.com