• Andrea Lamperti

Nets-Warriors: 3 takeaways dal season opener

La stagione 2020/21 si è aperta con la netta vittoria di Brooklyn su Golden State.


FOTO: NBA.com

1. KD is back


Kevin Durant era l'attrattiva numero uno, due e tre di questa insolita opening night pre-natalizia. Ebbene, KD è tornato, e questa era la notizia annunciata. Ma soprattutto, come è tornato.


Nel primo quarto, dopo un anno e mezzo di inattività, si è subito preso la scena: 10 punti (finirà con 22), tirando 4/7 dal campo e sembrando molto vicino a quel "90%" di cui ha parlato coach Nash nei giorni scorsi, in merito alle sue condizioni fisiche.


Nella larga, larghissima (125-99, non un successo per l'NBA) vittoria di Brooklyn non sono affatto serviti gli straordinari di Durant. Anzi. È bastato un tempo di un grande Kyrie Irving - e un'avversaria, Golden State, in enorme difficoltà offensiva - per rendere la prima di Steve Nash da head coach NBA una serata molto tranquilla.


KD, in ogni caso, ha confermato questa notte le buone sensazioni lasciate in Preseason, anche in un contesto agonistico. L'elasticità, la rapidità, la fluidità dei movimenti, la verticalità e la confidenza nei contatti sono sembrati, semplicemente, quelli di Kevin Durant. E non ci potrebbe essere notizia migliore per i tifosi dei Brooklyn Nets.




2. All eyes on Kyrie


Se Durant si è preso la scena, come detto, con una sequenza di giocate nel corso del primo quarto, i primi 24 minuti della stagione 2020/21 sono stati lo show di un Kyrie Irving molto aggressivo e a tratti infermabile.


24 punti nei primi due quarti (conclusi con una tripla da 9 metri), con soli 13 tiri e 1 palla persa. E la faccia delle grandi occasioni. Sì, perché la gara di questa notte - la prima ufficiale in un'arena NBA (fuori dalla bubble) dopo tanti mesi e la prima di questi nuovi, ambiziosi Nets - lo era sicuramente, una grande occasione.



Irving in questa stagione è alla ricerca del riscatto dall'ultima infelice esperienza in un contender, a Boston. E dopo aver fatto discutere per il rifiuto di "parlare con delle pedine" e per il singolare rituale al TD Garden, Kyrie questa notte è sceso in campo per ricordarci quello che è: uno degli scorer (pochi) più elettrizzanti dell'NBA.


Nel giorno di Natale i Nets torneranno in campo, contro i Celtics. E parlando di Kyrie, sapete già quale narrativa (e quale rituale?) ci avvicinerà alla partita.



3. Welcome to the NBA, Wiseman


Nel debutto decisamente negativo dei Warriors, complice anche l'assenza di Draymond Green, il principale motivo di interesse è l'esordio nella Lega di James Wiseman, secondo scelta assoluta al Draft.


Il rookie ha dovuto rompere il ghiaccio e scrollarsi di dosso il peso delle emozioni, nell'arco del primo tempo - molto difficile, in generale, per la squadra di Steve Kerr. Ha dato prova, comunque, di più confidenza nel passare la palla di quanto ci si aspettasse, e di supportare i suoi clamorosi mezzi atletici con quel controllo del corpo e quel tocco che lo hanno reso il lungo più richiesto della Draft Class 2020.



Nel garbage time, poi, quando è riuscito a giocare con leggerezza, che progressivamente è diventata fiducia, Wiseman (19 punti alla sirena finale) ha segnato una serie di tiri da fuori e mostrato di non essere riluttante a prendersi conclusioni di questo tipo - cosa che potrebbe essere importante nell'arco della stagione per lo spacing offensivo di questi Klay-less Warriors.



"Ci vorrà del tempo prima di vedere il giocatore che Wiseman può diventare". A dirlo è Steve Kerr, che allo stesso tempo rassicura sull'attitudine del ragazzo e sul suo duro lavoro in allenamento.


Il rientro di Draymond Green lo aiuterà in entrambe le metà campo, e non solo.






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