• Marco Marchese

Nick Nurse: True Coach

Il roster dei Raptors pone l'allenatore di fronte a vari dubbi: riuscirà a diradarli e condurre la franchigia a competere per il titolo?


Questo articolo, scritto da Arsenalist per Raptors Republic e tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game, è stato pubblicato in data 2 dicembre 2020.



“Se l’unica cosa a mantenere la dignità in un uomo è l’aspettativa del premio divino in futuro, fratello, quell’uomo è un pezzo di...”.


Il crudo cinismo di Rust Colhe nella prima stagione di True Detective serve da ritornello di una storia che oscilla tra la profonda disperazione e l'incoscienza. Il grande successo che la serie ha ottenuto ha imposto alte aspettative per la seconda stagione, con un cast completamente diverso dalla precedente.


Nonostante la musica fornita dalla legenda di Montreal, Leonard Cohen, abbia mantenuto il tono, la storia e i personaggi non sono riusciti a farlo. La seconda stagione ha generato disappunto, e il tentativo è fallito pure con la terza. Ora, non è pianificata alcuna quarta stagione: il regista ha gettato la spugna.


Il percorso di Nick Nurse ha qualcosa di inquietante in comune con True Detective. La stagione inaugurale è stata un boom, terminata con la vittoria finale del titolo. Dopo la partenza di Kawhi Leonard, le aspettative di una lunga corsa ai Playoffs erano comunque ragionevoli, specialmente vista una indubbiamente indebolita (o quanto meno, “distratta”) Eastern Conference. I Playoffs, però, si sono rivelati una delusione e a volte le scelte di Nurse sono state discutibili, anche se la vittoria dell’anello nel 2019 lo mette al riparo da sgradevoli commenti da parte della stampa.


La terza annata di Nurse alla guida della squadra inizia con molti dubbi, ma con la voglia di non gettare la spugna come accaduto dopo la terza stagione di True Detective.



Cominciamo a parlare delle soluzioni difensive proposte da coach Nurse. Un allenatore lavora con il talento di cui dispone e il suo compito è massimizzare le capacità dei propri giocatori. I Raptors l'anno scorso avevano un roster profondo e versatile, con abilità di rilievo negli switch e nella difesa sulla palla. Nurse, poi, ha applicato i suoi principi e raccolto risultati anche con la difesa a zona.


Quando si hanno giocatori come Paskal Siakam, OG Anounoby, Serge Ibaka, Marc Gasol e Kyle Lowry, si hanno tante opportunità e alternative. Chi ha affrontato Toronto nella bubble, lo sa: Boston, nonostante la vittoria della serie in Gara 7, ha incontrato diversi problemi nel fronteggiare i Raptors.


Il basket è uno sport super-analizzato, e i mismatch hanno portato Brad Stevens alla soluzione, cercando i cambi difensivi per accoppiare Tatum con Fred VanVleet. Contro l'ala dei Celtics in post-up, situazione che rende il vantaggio più immediato da leggere e più facile da concretizzare, Nurse non è riuscito a controbattere.


Nella metà campo offensiva, sappiamo com’è andata con Siakam dopo che la Lega ha imparato quali siano le sue principali tendenze offensive e soprattutto come arginare il suo uno-contro-uno e la sua abilità in transizione. I miglioramenti durante la Regular Season non hanno trovato seguito nella bubble, dopo Pascal ha incontrato molte difficoltà. Adesso è il turno di Nick Nurse di analizzare tutto ciò sotto la lente d’ingrandimento, per aiutare Spicy P a superare le difficoltà.


FOTO: NBA.com

Non sarà d'aiuto, però, il fatto che il roster per la stagione 2020/21 avrà meno talento dell’anno scorso, e molto meno rispetto alla stagione del titolo.


Il passaggio da Serge Ibaka a Chris Boucher è nettamente un downgrade, specie vicino a canestro. Ibaka era un difensore affidabile nel pitturato, mentre Boucher non è ancora una sicurezza ed è facilmente propenso a commettere errori che portano a punti facili per gli avversari.


Tornando alla metà campo offensiva, poi, Nurse dovrà risolvere molti dubbi anche riguardo a chi sarà coinvolto nel pick&roll. Aver perso Ibaka e Gasol è un duro colpo: entrambi erano una soluzione “di default”, a giochi rotti, per Lowry e VanVleet. Negli ultimi quarti delle sfide contro i Celtics, infatti, era molto frequente che un’azione dei Raptors terminasse con un pick&roll VanVleet-Gasol.


Quell’impostazione è ormai sfumata, con Aron Baynes che dovrebbe essere il miglior lungo da coinvolgere in questo tipo di situazioni. È bravo nel gestirle ed è una duplice minaccia, ma quando gli spazi diminuiranno, nei Playoffs, mancheranno le letture del campo di Gasol.


Nurse dovrà affrontare questo tipo di problemi con qualche idea nuova.


Una delle sfide più interessanti sarà provare a inserire Siakam in un gioco a due. L'ala è ancora un "lupo solitario" in fase offensiva - il che parzialmente spiega perché ha trovato tante difficoltà contro difese il cui unico obiettivo era difendere su Siakam che creava gioco per... Siakam. Nurse riuscirà a rendere più completo e imprevedibile il suo gioco?



Negli ultimi anni, far crescere i giovani e rimanere competitivi è divenuto parte integrante del DNA della franchigia. Ora però, con la partenza di diversi "big", allo young core sarà richiesto un contributo in tempi ridotti. Anche da chi ha meno esperienza.


I Raptors hanno Malachi Flynn, Terence Davis, Chris Boucher e probabilmente anche Oshae Brissett e Stanley Johnson, in competizione per un posto nelle rotazioni. Si tratta di giocatori da cui in passato coach Nurse non dipendeva, ma sui quali ora, necessariamente, dovrà contare.


Cercando delle storie da raccontare a inizio stagione, è facile concentrarsi sui giocatori; ma la strada davanti a Nick Nurse è dura, impervia e ricca di insidie. In questi due anni è stato apprezzato per la capacità di innovare in nome delle circostanze e delle caratteristiche del roster. Una caratteristica che solo i più grandi allenatori possiedono.


Il traguardo che l’allenatore di Toronto cercherà di raggiungere nel 2021 è rendere questo roster pronto per concorrere per il vertice della Eastern Conference.


“Io so chi sono. E dopo tutti questi anni, c’è una vittoria in tutto ciò”, meditava Cohle, accendendo una Camel.


Ed è da questa convinzione che si proverà a scrivere la trama di quest’anno, a Toronto.




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