• Alessandro Di Marzo

No, non parlate di riposo a LeBron James


FOTO: Associated Press

Questo articolo, scritto da Broderick Turner per Los Angeles Times e tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 23 febbraio 2021.


Dopo l'annuncio delle assenze di Davis e Schroder, alcuni hanno pensato che, vista la situazione e i giocatori indisponibili, LeBron James avrebbe dovuto giocare meno del normale, o addirittura prendersi qualche partita di riposo.


Lunedì sera, tuttavia, il 36enne ha parlato di questa ipotesi con totale disprezzo.


La delicata questione è stata sollevata dopo la sconfitta dei Los Angeles Lakers all’overtime contro gli Washington Wizards per 127-124, gara in cui il Re è stato in campo per ben 43 minuti e 15 secondi. Dopo la sirena finale, e dopo essere andato vicinissimo alla quarta tripla doppia stagionale (31 punti, 13 assist e 9 rimbalzi), LeBron si è espresso così riguardo al suo minutaggio durante la conferenza stampa su Zoom:

“In questo preciso momento, mentre sono seduto qui a parlare con voi, mi sto riposando. Ed è una cosa che farò anche quando tra poco salirò in macchina per andare a casa, così come durante la giornata di domani. Credo che chi sostiene che io debba riposare di più stia un po’ esagerando, ora. Non ne ho mai parlato e non ho mai preso in considerazione quest’idea. Alla fine, ognuno di noi meriterebbe un po’ di riposo in più, vista la cortissima offseason. Ma sono qui per darmi da fare, dando il massimo e rendendomi disponibile per i miei compagni. Se fossi infortunato o stessi male, il discorso sarebbe certamente diverso, ma non è questo il caso. E sarò onesto: l’amore per il Gioco e la volontà di essere presente per i miei compagni vale più di tutto il resto”.
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Di questo, in realtà, si è iniziato a parlare fin da quando la Lega ha annunciato che la stagione sarebbe ripartita il 22 dicembre.


I Lakers hanno vinto il titolo il 10 ottobre e, dunque, hanno riposato per soli 71 giorni - è stata l’offseason più corta nella storia degli sport americani - prima di ripartire.

Anche nei prossimi giorni, l’agenda dei Lakers è fitta di impegni: dopo la partita alla Vivint Smart Home Arena, casa degli Utah Jazz, torneranno a LA, dove ospiteranno i Portland Trail Blazers venerdì, i Golden State Warriors domenica e i Phoenix Suns martedì. Ma non è finita, dato che i Kings li aspettano il giorno successivo per un back to back. Poi, finalmente, All-Star Break.

Finora, James ha giocato quasi 35 minuti a partita (più di tutti i suoi compagni) mettendo a referto 25.6 punti, 8.1 rimbalzi e 8.0 assist.


E, ancora una volta, rientra tra i candidati per l’MVP.

“Non sto spingendo troppo, sto semplicemente giocando a pallacanestro, come sempre. Questo è il mio lavoro e voglio farlo il meglio possibile. E no, non ho mai chiesto di giocare di meno nel corso della stagione. Ho sentito questi discorsi per cinque, sei o sette anni, ma sono ancora in forma, dunque non ho bisogno di riposo e non lo chiederei mai. Se lo facessi, non svolgerei bene il mio lavoro, che è proprio quello di giocare ogni volta che ne ho la possibilità”.

James e compagni dovranno fare a meno di Anthony Davis almeno fino all’All-Star Break, visti i continui problemi al polpaccio, mentre Dennis Schroder, alle prese con i protocolli sanitari imposti dalla Lega, potrebbe già rientrare venerdì contro i Blazers, dopo 5 gare saltate.


Con 5 sconfitte nelle ultime 6 partite, dunque, James si è preso la responsabilità di questo periodo non brillante:

“I motivi del calo sono diversi: Dennis è uno dei principali portatori di palla, mentre Anthony è uno dei nostri uomini principali, basta dargli la palla e può diventare pericoloso. Senza di loro, quindi, è normale che cambi qualcosa per tutti, me incluso. Ad ogni modo, non è la prima volta che questo mi succede e non sarà l’ultima, anche se ovviamente preferirei essere al completo, con ognuno di noi disponibile, piuttosto che dover agire anche da portatore di palla per tutto il corso della gara. Ma devo comunque prendermi questa responsabilità, non posso permettermi di perdere 8 palloni in una sola serata come contro Washington. Devo assicurare ai miei compagni di poterli mettere nella migliore situazione per segnare”.

James, a 9.8 secondi dalla fine, contro i Wizards ha segnato un canestro da due punti per il 115 pari, sbagliando poi il libero aggiuntivo e consegnando la possibilità di vincere a Bradley Beal, che a sua volta ha sbagliato una tripla mandando dunque la partita all’overtime.


Sarà stata colpa della fatica?

“È ovviamente colpa mia, dovevo segnare quel libero. Ma sono stati anche altri gli episodi che ci hanno fatto perdere la partita”.


Probabilmente LeBron si riferiva al fallo da lui commesso su Russell Westbrook nell’overtime: sotto 125-124, l’ex Thunder e Rocket ha penetrato verso il ferro e James l’ha fermato irregolarmente, non riuscendo comunque ad evitare il canestro. And-one non completato, ma vittoria ugualmente archiviata dopo due triple sbagliate dai Lakers (una di James e una di Kuzma dall’angolo, dopo un suo rimbalzo offensivo).


Ed ecco che la questione riposo è tornata ad essere più viva che mai.


Quando si prenderà una pausa, considerando anche che giocherà il suo 17esimo All-Star Game il 7 marzo ad Atlanta?

“Non lo so, cerco di trovare il tempo necessario tra i vari impegni. In merito all’All-Star Break non ho molto da commentare, perché sapete già cosa ne penso. Dopo la nostra ultima partita a Sacramento, comunque, avremo un paio di giorni liberi prima di partite per Atlanta: quello sarà un momento importante per riprendere le energie necessarie”.