• Andrea Campagnoli

Sono finite le scuse per i Blazers


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Questo articolo, scritto da Aaron Fentress per Oregon Live e tradotto in italiano da Andrea Campagnoli per Around the Game, è stato pubblicato in data 12 aprile 2021.



I Portland Trail Blazers hanno poco tempo per sistemare quei problemi che non permettono alla franchigia dell’Oregon di giocare bene contro dei buoni team come i Miami Heat, che recentemente hanno vinto a Portland 107-98.


I Blazers hanno aspettato che i nuovi innesti si potessero ambientare, hanno resistito e aspettato che i giocatori infortunati tornassero attivi, ma poco è cambiato. Hanno vinto solo due partite contro squadre con un record positivo dall’All-Star Game ad oggi, e in diverse sconfitte si sono rivelati davvero inguardabili.


“Abbiamo chiaramente dei problemi”, ha dichiarato nei giorni scorsi il centro dei Blazers, Jusuf Nurkic. “Penso sia evidente, dobbiamo migliorare, non ci sono scuse.”


I Blazers hanno un record di 32-24 e sono attualmente sesti nella Western Conference. Nelle 16 partite rimanenti, molte saranno contro squadre da Playoffs. Il calendario rimanente per Portland è, sulla carta, uno dei più difficili della lega (.559 il record complessivo delle avversarie).


Tornando alla sconfitta con Miami, potrebbe non essere considerata cosi grave, ma i titolari dei Blazers erano sotto 99-80 con 4:34 ancora da giocare (è stato merito della panchina se il gap è stato leggermente accorciato). Si è tratto di un altro, duro schiaffo contro una buona squadra. Era già successo contro gli Utah Jazz (122-103), contro i Los Angeles Clippers (133-116) e contro i Milwaukee Bucks (127-109).


Durante l’intera stagione, i Blazers hanno sempre trovato diverse ragioni per giustificare la pessima difesa o le disastrose prestazioni con squadre davanti a loro in classifica (Portland ha vinto solo l'11% delle partite contro le squadre che la precedono a Ovest).


“Penso che a questo punto, l’unica soluzione per uscire da questa situazione sia essere più duri anche tra di noi”, ha dichiarato Nurkic. “Se dobbiamo arrabbiarci con un nostro compagno, è l’ora di farlo. Tutto ciò non è mai successo nei miei 4 anni qui, ma ritengo sia l’ora di iniziare.”


Portland si è sempre mostrata come una grande famiglia, con un legame fortissimo. Ma a volte anche le migliori famiglie hanno bisogno di qualche scossa per rafforzare la loro unità. E questo potrebbe essere proprio il caso dei Blazers. “Dobbiamo essere pronti ad affrontarci tra di noi.”


La difesa è stato un bel problema in questa stagione. Portland occupa la 29esima posizione nella classifica sul rating difensivo (115.9, davanti soltando a Sacramento). Nella sopra citata sconfitta con Miami, però, è stato l’attacco a non funzionare, mentre la difesa ha mostrato buoni segnali: “penso che la partita contro Miami sia stata totalmente diversa rispetto a quelle con Clippers e Jazz, due dei migliori team dell’intera Lega”, ha dichiarato Terry Stotts, head coach di Portland.


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Miami ha difeso in maniera aggressiva su Damian Lillard e sul pick&roll, limitandolo a solo 12 punti, con 3/10 dal campo e solo 4 tiri segnati. Numeri decisamente inusuali per Dame. Aggiungere Norman Powell alla squadra doveva, in teoria, aiutare i Blazers in quei momenti in cui Lillard veniva raddoppiato. Ma quando questo è successo, il trio Powell-McCollum-Lillard ha combinato per soli 46 punti, il dato più basso da quando hanno iniziato a giocare insieme il 26 marzo.


Nella partita contro gli Heat sono emersi problemi insoliti per i Blazers, come le palle perse (ben 17, nonostante Portland si fosse presentata a quella partita con il più basso numero di palle perse a gara dell’intera Lega, 11.3); e il tiro da tre punti (11/35, con lo starting five che ha tirato con il 26.9%).


Nurkic ha dichiarato che i Blazers devono cambiare il loro approccio offensivo. Il centro ha giocato con un limite di minuti nelle gare dopo il rientro dall’infortunio al polso, e non è ancora al 100%. Vorrebbe aiutare di più la squadra, sia in difesa che in attacco, perché ritiene che ci sia bisogno di lui. Ha detto di capire la frustrazione dei tifosi, ma ha voluto difendere coach Stotts, dicendo che la colpa non è sua, bensì dei giocatori. “Non si deve guardare al lavoro del coach e dei suoi assistenti: loro non possono scendere in campo al posto nostro.”


La stagione regolare finisce tra meno di un mese e se non cambia nulla, l’annata Blazers finirà dopo quattro sconfitte al primo turno dei Playoffs.


Stotts ha risposto con un secco "no" quando gli è stato chiesto se la sua squadra fosse depressa, dopo essere stata demolita da diversi winning team. Non si sbagliava. Il punto è che questi Blazers, probabilmente, non sono forti abbastanza. Sono stati sconfitti agilmente e sistematicamente dalle squadre che li precedono in classifica, giocando male sia in attacco che in difesa.


Agli avversari dei Blazers nelle ultime settimane è bastato raddoppiare Lillard per paralizzare il gioco di Stotts. Se, come dice Nurkic, la squadra sta semplicemente giocando al di sotto delle proprie possibilità, sarebbe anche l’ora di dimostrarlo.


“Dobbiamo capire al più presto possibile come riuscirci”, ha dichiarato Norman Powell. “Specialmente considerando il numero di partite che ci aspettano e gli avversari che dovremo affrontare.”